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2062. Il castello delle amazzoni


In un'Europa diversa e sconvolta dalla Terza e dalla Quarta Guerra Mondiale, il 2062 vede un gruppo variegato di giovani soldatesse alla ricerca di un angolo del continente adatto ad ospitare il loro sogno, fondare uno stato di sole donne e per le donne, l'Etruria Amazzone, mentre la potente Presidentessa di Francia detta le regole per una nuova convivenza "civile" con la Prussia.
Il lettore si trova immediatamente a Parigi dove Olympe de Gérardet festeggia la vittoria a capo del partito France Unie, pronta ad affrontare l'ambasciatore Prussiano e sottometterlo. Nello stesso tempo le soldatesse si allontanano dall'Armata Arancione ritrovandosi in un castello, solitario e perfettamente attrezzato.
Cosa collega le soldatesse capitanate da Altea e Olympe de Gérardet?
Anche in questo romanzo Artemide B. dimostra tutta la sua estrema abilità narrativa, creando un fanta-politico, ricco di erotismo sconvolgente e accattivante. Un continuo passaggio tra politica, azione, erotismo e seduzione. Un'unione di varie tipologie di donne che convivono, a volte tranquillamente a volte con fatica, per dimostrare la loro forza e indipendenza. Il romanzo si divide in due momenti essenziali: nella prima parte vengono presentati i personaggi, la ripartizione dei continenti mondiali e dei nuovi Stati. Nella seconda domina il tema dell'Eros, dal quale dipenderà la sopravvivenza della giovane armata femminile.
Tema molto caro all'autrice è quello delle donne soldato, simbolo di forza, indipendenza e sensualità al massimo grado, omaggiato anche dal suo elegante e ricercato stile. Con questo libro non solo si entra in un mondo futuro, ma anche in una dimensione Altra che stuzzica la mente del lettore con descrizioni precise e pulite, in grado di ricreare nella mente le immagini di luoghi e sensazioni.
Per chiudere in bellezza, alle fine del racconto vengono inseriti gli statuti, le leggi e l'organizzazione sociale dell'Etruria Amazzone, seguiti da relative giustificazioni delle scelte fatte.
Il tutto è stato arricchito dalle splendide illustrazioni di Moreno Antonini che, per la seconda volta, si mostra all'altezza della situazione a cominciare dall'immagine di copertina. All'interno illustrazioni, cartine geografiche e bandiere che facilitano la lettura.
Una sinergia straordinaria quella che lega questi due artisti nell'arte figurativa e nell'arte letteraria.
Un libro indimenticabile, coinvolgente, assolutamente da non perdere.

http://icittadiniprimaditutto.blogspot.it/2014/05/recensione-2062-il-castello-delle_21.html

Editore:
Damster Edizioni

Genere: Erotico - Fantapolitico - Fantascientifico distopico

Estratto:
Una calca interminabile di persone, che s'estendeva dall'Arc de Triomphe fino al distretto finanziario de La Défense, andando poi a diradarsi oltre il confine fra Courbevoie e Puteaux, era in festante e trepidante attesa dell'annuncio da parte della Presidentessa.
Olympe de Gérardet, ex candidata del partito France Unie e al secondo mandato come capo di Stato francese, mirava la marea umana all'orizzonte con sguardo stralunato, come se lei stessa fosse rimasta sbalordita dall'imprevisto successo dei paesi facenti parte dell'Union Méditerranéenne contro la potenza prussiana.
Olympe de Gérardet stava aspettando che cessasse il fragore vociferante di quelle folle smisurate, talmente tanto vorticoso e disarticolato che pareva quasi uno di quei tornado che periodicamente abbattono la loro furia sul Midwest statunitense, lasciando dietro di essi una scia di tetti scoperchiati e città soverchiate.
Olympe de Gérardet stava al centro di quel palco improvvisato, davanti all'Arc de Triomphe. I pantaloni e la giacca di gessato in tinta unita nera, insieme alla postura impettita, le conferivano quell'aura di comandante in capo delle Forze Armate che desiderava scientemente esternare.
Una volta terminato il clamore indistinto, si schiarì la voce e iniziò il suo discorso alla nazione.
«Popolo di Francia... ABBIAMO VINTOOOOOOOO!» gridò con tutto il fiato che aveva in corpo. Il tumulto delle masse fu estemporaneo, un giubilo infantile e dirompente prese il posto dell'ansiosa adrenalina accumulatasi fino a quel momento.
«L'esercito dell'Union Méditerranéenne è entrato a Danzica, ultima roccaforte della resistenza prussiana. Da oggi tutti i territori della Prussia, dal Reno fino al Mar Baltico, da Vilnius fino a Rotterdam, da Berna fino ad Aarhus, da Klagenfurt fino a Kaliningrad sono sotto il controllo delle nostre truppe!» scandì lentamente Olympe de Gérardet, come se stesse annunciando un dispaccio dal fronte in ossequiosa presenza delle più alte cariche militari. Nuove grida d'irrefrenabile tripudio si levarono dalle folle, le quali iniziarono ad intonare cori in rima a favore della Presidentessa.
«La Francia è stata orgogliosa di combattere questa guerra a fianco dell'Italia, dell'Iberia, della Lega Adriatica, del Sahel Confederato, del Maghreb francofono, del Nuovo Sudafrica e della Grande Macedonia, paesi che ringraziamo per il loro contributo decisivo sui vari fronti aperti a settentrione in questi anni, così come commemoriamo il sacrificio di vite umane che ha comportato per i nostri alleati difendere la nobile causa in comune della libertà e della fratellanza fra i popoli!» Un boato squarciò quel pomeriggio uggioso d'inoltrata primavera parigina. Il sibilo d'un vento che non accennava a rassegnarsi all'idea di un'estate imminente riusciva a malapena a coprire le urla festanti provenienti dalle retrovie, retrovie che vedevano assiepate migliaia e migliaia di persone intorno a La Défense.
«E perciò... e perciò care concittadine e cari concittadini... e perciò vi dico che questa quarta guerra mondiale non sarà stata combattuta invano, che quanto fatto dalla Prussia non rimarrà impunito, che la Prussia verrà smembrata in tanti stati e staterelli quanti ne saranno necessari per ridurla all'irrilevanza militare, in modo che non possa nuocere più ad alcun altro Stato per i prossimi decenni!» chiosò Olympe de Gérardet all'apogeo dell'esaltazione. Il pugno duro che intendeva usare nei confronti dei prussiani nelle trattative post-belliche parve piacere tantissimo ai francesi, a giudicare dai rapidi olé in successione con cui venne accolta la proposta.
«Come primo punto in sede internazionale proporrò l'esilio e la prigionia vita natural durante a Sermersooq di tutti, e dico bene, tutti i generali dell'Armata Arancione! Questa sarà una conditio sine qua non, senza la quale nessun processo di pace potrà essere iniziato e portato avanti!» rincarò la dose la Presidentessa, per dimostrare la sua ferrea determinazione nel punire i maggiori responsabili del capitolato campo avverso.
«Ben gli sta, a quegli stronzi!» pensò Eloïse Ducarré, sballottata a destra e a manca nelle primissime file di fronte al palco, mentre la baraonda circostante sovrastava le sue elucubrazioni mentali. «Vivranno il resto delle loro abiette esistenze nell'oblio glaciale delle carceri delle Terre Neutre di Groenlandia!»
L'eco "interna" di quelle parole ebbe subito un effetto rassicurante sull'impressionabile psiche della ragazza lorenese, che s'era trasferita da Nancy a Parigi per studiare alla facoltà di Sciences Po l'anno prima che scoppiasse la guerra. Dopo che la politica, per la quarta volta nel giro di meno di 150 anni, non era riuscita mondialmente a far prevalere le ragioni della diplomazia rispetto a quelle delle armi, Eloïse aveva deciso di rinunciare alla carriera accademica nel ramo politico, per tuffarsi anima e corpo in quello agronomo: sognava un giorno di poter tornare nelle campagne della natia Meurthe-et-Moselle e dedicarsi alla produzione o al commercio del tipico formaggio molle della regione Lorena, il Munster Géromé.

Acquisto:
http://www.damster.it/index.php/prova/ebook/eroxe-dove-l-eros-si-fa-parola/item/2062-il-castello-delle-amazzoni




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