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23/10/2011 – "Vorrei che anche tu ricordassi" di D. Mainard


Tipo evento:
Presentazione di un libro

Città: Pisa

Descrizione
“Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi I giorni felici del nostro amore…� È alla poesia “Foglie morte� di Jacques Prévert che D. Mainard si ispira per dare titolo al suo romanzo, dove memoria, felicità e amore (ma di quello vero, struggente, totalizzante) si intrecciano in un lievissimo minuetto. Mado è un’anziana signora che vive sola in una piccola, sonnolenta cittadina francese, e ha problemi a ricordare le cose. Da sempre ha una passione che è la sua stessa vita: fotografare dettagli ai quali la gente comune non fa caso: una crepa nell’asfalto, un granello di polvere alla luce, le venature di una foglia caduta da un albero. È il regalo fattole dal padre quando era piccola: la possibilità di scoprire un “mondo minuscolo�, l’unico da sempre a lei, menomata da una poliomielite, accessibile. Julide è una ragazzina adolescente il cui destino è già stato segnato dai genitori con un matrimonio combinato, al quale lei si piega, nonostante tutto. Nala è sua zia, una donna immigrata dall’Oriente, custode di sapienze antiche, di piccoli segreti e interprete delle trame misteriose della vita. È l’unica a capire Mado, è l’unica a capire Julide. Le farà conoscere, stringendole nella necessità di una tenerezza simbiotica. L’Indiano, arrivato un giorno in città, è un uomo che fin dall’infanzia non può che vivere a qualche metro da terra. E così gira per le città e i villaggi aggiustando i tetti, le antenne, le banderuole segnavento. E con sé porterà l’amore. Quello disperato, inarrestabile, quello contrastato, impossibile. Il primo, quello vero. Vite piccole – ma tutt’altro che ordinarie - che incantano il quotidiano, mondi immaginari, segreti e bugie, incontri improbabili che permettono di sfuggire a se stessi – o di ritrovarsi. La storia è raccontata su un filo sottile di mistero e di poesia, una trina impalpabile in cui è possibile respirare lunghi silenzi, vedere immagini che non basta guardare, vivere attese e improvvise esplosioni di felicità, sperimentare che il non-detto è importante quanto le parole. Per scoprire, alla fine, che ciò che l’Indiano cerca nel cielo e Mado nella polvere sono la stessa cosa: i cambiamenti perpetui, del cuore e della vita. La ribellione è una cosa dolce. Premio del libro France Culture - Télérama 2007. ore 11.00 - 14.00

Dettagli:
Link ai dettagli su Libera il Libro





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