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Al paese di Utopia

 Tommaso Fiore

Al paese di Utopia

Schermata 2015-05-27 alle 15.09.53

Curatore Marco Caratozzolo
Introduzione Daniele Maria Pegorari

«È dovere di noi occidentali, e soprattutto noi italiani, sforzarci di comprendere il mondo orientale e la letteratura della grande madre, la Russia»

(T. Fiore, 1949)

 

Nell’estate del 1957, in occasione del VI Festival della gioventù di Mosca e all’alba del disgelo chruščëviano, un’ampia delegazione di illustri intellettuali italiani e appassionati del mondo sovietico si recò nella capitale russa. Di tale delegazione faceva parte anche Tommaso Fiore che, dopo tale esperienza, non solo intensificò il proprio vivo interesse per la letteratura russa e sovietica, ma si impegnò anche nella redazione del resoconto di viaggio Al paese di Utopia (1958). Si tratta di un’originale testimonianza sul mondo sovietico, ricca di interessanti osservazioni non solo sulla politica, ma anche sul paesaggio e sulla vita quotidiana di un Paese che, superando la Guerra Fredda, cominciava il suo percorso verso un’epoca di maggiore distensione. Nel libro troviamo le osservazioni di un grande meridionalista per il quale la Russia era stata sin dagli studi universitari un punto di
riferimento importante, alcuni momenti della cui storia trovavano un particolare riflesso in quella del territorio pugliese.

AUTORE

Tommaso Fiore (1884-1973) è stato uno dei più illustri intellettuali pugliesi e protagonista del pensiero meridionalista del XX secolo. In
politica si impegnò in modo particolare nella difesa dei diritti dei contadini; dopo la Prima Guerra Mondiale partecipò alla vita politica
nel Partito d’Azione e, insieme a Salvemini, si impegnò contro le eredità del periodo fascista. Fu sindaco di Altamura (1920-’22) e
provveditore agli Studi di Bari (1944-’48), oltre che docente di Latino e Greco presso il liceo classico di Molfetta. Allievo di Giovanni Pascoli, e poi di Benedetto Croce, ebbe un’intensa attività intellettuale, che spaziò da Virgilio a Erasmo da Rotterdam, da Tommaso Moro a Spinoza, con particolare attenzione, soprattutto nella seconda parte della sua vita, anche alla cultura russa. Fu autore di libri particolarmente importanti e suggestivi sulla Puglia contadina e operaia, come Un popolo di formiche (1952), che vinse il Premio Viareggio, Il cafone all’Inferno (1955) e Formiconi di Puglia (1963).

CURATORE
Marco Caratozzolo, ricercatore confermato di Slavistica, insegna dal 2006 Lingua e letteratura russa presso il dipartimento di ‘Lettere lingue arti. Italianistica e culture comparate’ dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’. Ha curato la raccolta di studi Dostoevskij e la tradizione (Stilo 2010) ed è autore di vari saggi sull’emigrazione russa in Francia (Don Aminado, Gazdanov, Makine) e sulla tarda avanguardia russa (Zabolockij, Charms).

 




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