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AMBLIOPIE


[Elio Gioanola]
‘Le poesie di Michela Duce Castellazzo colpiscono per la durezza dei loro contenuti e l'asciutta decisione espressiva. Nel loro fondo si nota, molto evidente, la lezione dei "liguri", di Montale soprattutto, poi la voce si fa più originale, personalissima, e va verso una specie di espressionismo quasi prosastico, senza lenimenti esornativi. C'è molta sofferenza sotto questi versi, un allarmato e ferito rapporto con la realtà, il senso di una "inferiorità" malinconica che cerca appagamento e sfogo nella scrittura (non per niente si dice che "scrivere è come disintossicarsi"). Circola una forte amarezza in queste poesie, nel generale (e molto novecentesco) sentimento del male di vivere.'

[Giorgio Bàrberi Squarotti]
‘Ho letto con molta ammirazione e partecipazione la Sua singolare raccolta di versi. Il Suo discorso poetico è inventivo, avventuroso, intensissimo, fra ironia, gioco, asprezza, polemicità, con testi davvero molto belli, come "Cuore di fata", "Sindrome di Stendhal", "Mela-nco-nia", "Carnevale ‘98", "Il mare e la luna", "Fantasia" e altri ancora.'

Editore:
ED. del LEONE - VENEZIA 2003

Genere: POESIA

Acquisto:
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