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ANGELI PECCAMINOSI

(La seguente storia non è recente, l'ho ricordata e rivissuta al presente)

Sono le 20,30 e, come ogni sera, mi trovo seduto a tavola con i miei genitori per la cena...

Quest'oggi sono giù di corda ...

Faccio fatica ad ingoiare le uova a tegamino che ho davanti, non amo questa pietanza e poi non ho fame ...

Devo mangiarle comunque, altrimenti sarò costretto a subire le insistenze di mia madre, la sua consueta e monotona predica: che ho bisogno delle proteine, del calcio e delle vitamine contenute nel tuorlo per crescere forte e sano ...

No, Dio mi perdoni e mi salvi dalla litania materna, non ho voglia di ascoltarla e, anche se le uova dovessero farmi vomitare l'anima, devo ingoiarle!!!!

Ok, ci sono riuscito ma, ora, mi duole lo stomaco ...

E più il bruciore aumenta più mio padre, intento nella visione di uno di quei soliti e ripetitivi film western con "John Wayne", aumenta tremendamente il volume del TV e gli spari, contro gli indiani, "Apache" o "Sioux" che siano, rimbombano e rimbalzano come chiodi nel mio cervello ...

No, non posso trattenermi più a tavola, ho un conflitto "mente-gastrico" che mi affatica il respiro ...

Devo uscire, non so dove, ma devo allontanarmi il più possibile da casa ...

"Ho finito le sigarette, vado a comprarle in piazza e, approfitto, per fare due passi visto che mi sento appesantito", grido a squarciagola per sopraffare l'audio televisivo ormai a incontrollati decibel e farmi sentire dai miei genitori ...

Arrivo in piazza stanco ed esausto come chi ha appena terminato la scavalcata dell'Everest, e lì, in un angolo buio, sotto un portoncino secondario di una scuola, scorgo dei miei amici ...

Io con il disturbo "mente-gastrico", loro, tutti, con gli occhi lucidi come chi ha assunto un intero flacone di collirio ...

Ci scambiamo qualche parola, senza alcun nesso ...

In casi simili la logica è un lusso per solo sobri e qualche frase viene lanciata, senza capo e senza coda, solo per la conferma del casuale incontro avvenuto ...

Caterina, una del gruppo, è quella che riesce a dirmi qualcosa di più "sensato", me lo dice in dialetto:

"'O frà amme cagnate fumme, uà, cheste è proprio na favola, vuò pruvà?"

(fratello abbiamo cambiato fumo, oddio, questo è proprio una favola, vuoi assaggiarlo?) ...

Rispondo: "No, non ho voglia, non sto bene, non mi trovo predisposto adesso e, con un sola tirata, rischio di andare in paranoia" ...

Li saluto e mi incammino lungo una serie di vicoli nominati "quartieri spagnoli" ...

E' un territorio "off limits" per la gente dabbene e per i tutori dell'ordine

Una zona a "luce rossa".

L'epicentro delle battone ... E non solo ...

La breve sosta con gli amici e quell'indigesta cena mi cala l'umore sotto il livello degli abissi ...

Mi occorre Carmela, cerco Carmela, voglio Carmela, non la trovo ...

(Carmela è una donna con la "D" maiuscola, ha superato i quarant'anni, forse più, ai suoi clienti oltre offrire il proprio culo da sballo e la sua divina arte nel fare all'amore, offre qualcosa di unico, di divino, di soave, da farti trascurare le sue parti intime: cuore e cervello!!!

Carmela non è una di quelle che paghi, ti dà fretta e, proprio nel momento "culminante" ... ti lascia lì, in calzini, per precipitarsi velocemente verso la propria postazione in cerca del prossimo cliente!!!

No, così agiscono le battone ... Così fanno le puttane ...

Carmela è una donna, una donna con la "D" maiuscola, ha cuore e cervello, non ti dà fretta, sta con te, rimane con te tutto il tempo che vuoi perché vuole ascoltarti, vuole consigliarti se gli chiedi aiuto.

Spesso mi sono trovato al verde, magari momentaneamente senza un lavoro, cercavo la sua compagnia senza dirgli nulla dei miei problemi economici ...

Ebbene, lei, chissà come, lo intuiva e, del tempo che mi dedicava, non accettava nessuna ricompensa, anzi, il contrario, insisteva affinché potessi prendere i suoi soldi, mai accettati, ovviamente!!!

Una volta la portai a conoscenza di una mia decisione, quella di arruolarmi in polizia o nei carabinieri per tentare di costruirmi un futuro dignitoso ...

Se la prese a male, come un infame tradimento, quasi piangeva, lei che mi offriva il cuore, più che il suo corpo, non s'aspettava che ricambiassi con la scelta di un lavoro nemico per antonomasia alla sua categoria...

Salendo quei vicoli domando di Carmela ad ogni angolo, mi si avvicina una ragazza con gli occhi a mandorla, molto bella, la scambio per una donna asiatica ma poi sentendola parlare in dialetto mi ricredo, dice di chiamarsi Ornella e che Carmela, sua migliore amica, si trova gravemente ammalata, ha un male incurabile e, nonostante la vita non l'abbia affatto privilegiata, con i suoi risparmi è partita per la Francia, sperando, in qualche modo, di allungare la sua burrascosa e triste esistenza!!!

Piange la ragazza, io mi strofino gli occhi dallo sconforto, sono umidi, bagnati...

Pur non avendo usato collirio ... Pur avendo rifiutato l'invito di Caterina!!!

Ornella, asciugandosi il pianto con un kleenex, mi invita a rimanere con lei ...

Si, accetto l'invito, sperando di riprendere il mio calpestato umore ...

Questa mi conduce verso un "basso" (casetta situata a piano terra), entriamo e dentro vi è una stanza con al centro un letto, un bagno, un separé ...

Mi stendo sul letto e mi domando cosa possa servire quel separé? Non ho la minima idea .

La ragazza con gli occhi a mandorla comincia il suo lavoro!!!

Durante la "fase di riscaldamento", ahimè, sento un pianto a dirotto di un bambino!!!

"Cribbio, cosa succede?" penso e, come per istinto, sposto violentemente il paravento di fianco al letto ...

Compare una culla con un piccino piangente, bellissimo, e una donna di età avanzata che tenta di rassenerare il piccolo ...

Mi mortifico, mi umilio ed Ornella appare più mortificata ed umiliata di me ...

Si scusa con tutte le sue forze, mi spiega che la donna anziana è sua madre ed il pargoletto è suo figlio che non ha il padre ma è l'unica ragione della sua vita ...

Mi rivesto, gli lascio dei soldi, più del dovuto, tento di scappare via ma Ornella mi blocca alla porta, mi supplica affinché possa portare a completamento il proprio "lavoro", trasferendoci, magari, nel bagno ...

"Oh no"!!! Lo squallore mi assale ...

Il fetore di muffa emanato da quelle pareti umide, la mamma e il pargoletto piangente, presenti nella stanza, l'insistenza di Ornella (con i suoi occhi a mandorla incomparabilmente deliziosi perché lucidi, più lucidi e lacrimanti degli amici incontrati poco prima in piazza) a fare comunque sesso in condizioni contrarie ad ogni dignità, ad ogni civiltà e quelle schifose e bastarde uova al tegamino che non riesco a digerire, mi fanno sentire giù, sempre più giù, più giù del mio stesso umore ...

Provo a rassicurare Ornella di essere rimasto comunque soddisfatto della sua conoscenza, della sua parziale "prestazione" e scappo via, lontano da quel particolare e sfortunato nucleo familiare ...

Mi dirigo con passo frettoloso verso casa e, pur non avendo "fumato", sono assalito ugualmente dai primi sintomi della paranoia ...

Comincia il mio delirio inconscio: se Ornella non fosse nata in quel merdaio, con la sua bellezza sarebbe divenuta una Miss, una donna in carriera, una Regina ... Di più ...
La Regina delle regine!!!

Per sopravvivere alla "savana" è costretta, invece, a farsi sbattere, come e dove si desidera, da persone diverse ...

In presenza della madre e del suo bambino visto che non ha altri posti dove poterli ospitare se non quella stanza adibita ad "ufficio lavorativo" !!!

Questo non è un proprio particolare o depravato gusto, è normalità ...

Fare sesso innanzi i familiari più stretti per Ornella (o per qualsiasi altra ragazza dello stesso quartiere) è normale amministrazione perché gli è stato inculcato fin da piccina, perché Ornella è nata, ha vissuto e conosce solo quel particolare e ambiguo ambiente ...

Anche la sua fottuta e vecchia mamma, anni prima, "normalmente" scopava con persone quotidianamente diverse, in presenza di Ornella ancora bambina e, magari, di sua nonna!!!

E' l'una del mattino, ripasso per la piazza, percorso obbligato per raggiungere il mio domicilio, lancio un tremante sguardo verso un angolo buio, sotto il portoncino secondario di una scuola ...

Ci sono dei ragazzi, stesi sull'asfalto, dormono, l'uno sull'altro ...

Qualcuno non dorme, ha gli occhi talmente lucidi che, con il riflesso della luna, sono uguali a due fari abbaglianti ...

Non dorme ... Ha gli occhi immobili verso l'alto che abbaglia il cielo!!!

Sono i miei amici!!!

Ho voglia di piangere a dirotto ma, come uomo e come napoletano, non mi è permesso di farlo!!!

Voglio Carmela, ho bisogno di Carmela, solo lei sarebbe capace di consolarmi in questo momento ...

Voglio dirgli che spesso anche l'esistenza di un uomo, apparentemente normale, è difficile e triste come chi è costretta a vivere ai margini delle strade!!!

Voglio dirgli che comunque è molto dura per chi vuole crescere prendendo le dovute distanze dalla bambagia familiare borghese e non rimanere un eterno coglione!!!

Vorrei dirglielo ... ma non posso!!!

Carmela non c'è, sicuramente, non tornerà più ... Ma sono contento per lei ...

Carmela non è una puttana, non lo è mai stata ...

Carmela è una donna con la "D" maiuscola, ha cuore e cervello e, quindi, l'accesso prioritario nell'ingresso del Paradiso gli è dovuto ...

Continuerà, per sempre, ad ascoltare e suggerire i presenti tutti del Sacro giardino rimanendo, però, incantevolmente serena perché lontana dagli spasimi e dalle sofferenze del suo quartiere natio...

Carmela, Ornella, chissà quante altre (marchiate, dalla nostra inconsistente società, come puttane, stronze, troie e chi più ne ha più ne metta ...) sono donne e, molte, donne con la "D" maiuscola ... Di più ...

Angeli ... Angeli peccaminosi venuti sulla terra per scontare i peccati propri ed altrui!!!

Io ... I miei amici ...

Non certo Santi ma comunque figli ("vittime di questo mondo" scriveva il cantautore De Andrè) ...

Figli di persone dignitose seppure abbandonati alla propria solitudine ...

Continuamente in cerca di un qualcosa che possa colmare quel maledetto vuoto interiore esistente in tutti noi!!!

Imbocco la strada di casa, noto mia madre, nonostante l'orario inoltrato ed un tremendo freddo della notte, affacciata al balcone, già, non riesce a dormire se non mi vede rincasare, ma questo lo dimentico spesso!!!!

Salgo le scale, la mamma accortasi del mio arrivo apre la porta e fa:

"Perché così tardi ? Tutto questo tempo ... Con chi sei stato?" ...

Rispondo:

"No, mà, ho solo passeggiato ...

Non sono stato con nessuno ... Sono stato solo ... Credimi ...

Solo, rigorosamente solo ... Come sempre ... Buonanotte ma" ...


Autore: Cesare De Vito

Genere: Sociale




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