search
top

Babelfish (Gino Pitaro)


Sei racconti, sei personaggi, sei luoghi diversi. Per ogni racconto un incontro, con qualcuno o qualcosa, destinato a cambiare le sorti del protagonista, a minarne l'esistenza. Un periodo più o meno lungo, significativo certo, ma non duraturo. Babelfish, raccolta di racconti di Gino Pitaro, edita da Ensemble Edizioni, descrive un universo sfaccettato e volubile, in cui il cosiddetto "nomadismo esistenziale" non è solo un artificio narrativo, ma una vera e propria condizione dell'essere umano, e il momento della separazione è l'indicatore principale del suo destino solitario. Viceversa, l'amore (si pensi ai racconti Sakura e Il dazio) o l'amicizia (Michelangelo, Ginevra e io) o qualsivoglia legame, rappresentano il modo per i personaggi di riannodare, vanamente, i lacci della propria esistenza e di trovare un posto in una realtà fragile e transitoria. La "non appartenenza" dei personaggi ai luoghi in cui si muovono ha però dei vantaggi. Innanzitutto, quello di liberarli dal peso vincolante degli aspetti socio-culturali che dovrebbero osservare vivendo in una comunità in cui sarebbero riconosciuti come membri, basti pensare alla Singapore descritta in Sakura. In altri casi, il senso di estraneità coincide con una solitudine ricercata (come nel racconto Holly), con il desiderio non solo di libertà, ma anche di profondità interiore. Altre volte, con un anonimato che incuriosisce, come quello per la signora Caterina in Miss France, e conduce ad una nuova, inaspettata consapevolezza. Protagoniste, e non sfondo dei sei racconti, sono infine le città in cui si svolgono le vicende. Nascondono luoghi comuni quanto insoliti per degli incontri (il cimitero del Verano ne è un esempio), ma estremamente significativi per i personaggi, come il negozietto vintage in Miss France o l'esercizio di monsieur Bertrand in Michelangelo, Ginevra e io, fungendo da specchio rivelatore del loro rapporto con quel posto, da porta d'accesso per un nuova condizione esistenziale. Attraverso una scrittura misurata, calibrata, elegante nella forma, pudica nel dire, Gino Pitaro analizza con lucidità una realtà complessa e variegata. Eppure, non manca mai di raffigurare l'irrisolto, l'esistenza nella sua forma ultima ed essenziale, l'incompletezza umana, attraverso un randagismo che non è tanto fisico, ma anche e soprattutto interiore, spirituale. Si dimostra malinconico ed introverso, quanto pronto a cogliere l'intima esperienza del vivere, e come nel racconto Il toro di Pamplona gioca a viso aperto, testimone del fatto che per il giovane protagonista non potrebbe essere altrimenti.

Recensito da AndreaMarchi

Autore: Gino Pitaro

Genere: Racconti

Perchè leggerlo?
Perché l'altrove è dentro di noi più che in qualsiasi altro posto.

Ti piace se...
letto in treno, nave, aereo o qualsiasi mezzo di trasporti, diretti verso località ignota.

Il pregio principale
Il racconto "Holly". Sembra non c'entri nulla ed invece riassume l'intera raccolta.




Leave a Reply

*

top
Diag| Memory: Current usage: 47594 KB
Diag| Memory: Peak usage: 47764 KB
Better Tag Cloud