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BASSOTUBA E’ TORNATO (FIORENZA RENDA)


dalla prefazione di Gianluca Morozzi: prefazione di GIANLUCA MOROZZI "...Potrei fare il letterario e l'esotico e parlarvi della Macondo di Garcia Marquez. O della mitica Palomar di Beto Hernandez. Ma non importa andare così lontano. Basta addentrarsi in certe vallate dell'appennino tosco-romagnolo, tanto per stare qui vicini, uscire un po' dalle strade consuete, affrontare qualche strada di montagna e fermarsi al bar del Curvone o bar dello Sport che si incontra nel primo agglomerato di case. Sedetevi a un tavolino, osservate (e ascoltate) la gente, e capirete che cos'è un micromondo. Altri mondi strani e non troppo distanti da noi si trovano tra le nebbie e i campi arati della Bassa, quel territorio sospeso da sempre nel tempo e nelle pagine di Guareschi. Ed eccovi qui, adesso, davanti a un micromondo tutto nuovo: la Bagno di Guazza di Fiorenza Renda. Dove i preti si chiamano Padre Anarchico, e gli abitanti si chiamano Lenin, Galeazzo Palude oppure Soviet. Dove un po' si ride, e si ride bene, e un po' si piange, ma si piange bene. Fatevi un giro a Bagno di Guazza. Basta girare la pagina....."

Recensito da bassotuba è tornato

Autore: FIORENZA RENDA

Genere: NARRATIVA

Perchè leggerlo?
è una storia divertente, come dice Gianluca Morozzi nella prefazione; "si ride e si ride bene, si piange e si piange bene", Una favola nella quale i vivi e i morti coabitano amabilmente ia Bagno di Guazza, un un piccolo paesino della Bassa Emiliana.

Perchè non leggero?
per non avere nostalgia dei personaggi

Ti piace se...
mi piacerebbe fosse più lungo, continuare ad avere una piccola finestra nella vita e nella storia dei personaggi

Il pregio principale
commovente e divertente, ti fa venire voglia di viverci a Bagno di Guazza, di conoscere i personaggi, di cenarci insieme.

Il difetto principale
sinceramente, se amate questo genere di narrativa, di difetti non ne vedo. l'unica è sperare che arrivi un seguito. I personaggi arrivano a mancarti.

Una frase significativa
"...L'acqua, al banco del Circolo arci (ex Casa del Popolo), non era possibile chiederla, pena l'ira funesta di Tivorio, che sosteneva che andasse bene solo per innaffiare le piante e, alla bisogna, per detergersi le ascelle. Unica eccezione ammessa a qualunque liquido sotto i cinquanta gradi, la spuma al cedro Tassoni, in effetti analcolica, e che fonti certe davano come produzione nazionale, se non proprio locale. A differenza della coca cola, invece di matrice innegabilmente imperialista, che secondo Tivorio era responsabile di ogni nefandezza possibile, sia in terra, che laddove si fosse verificata, pure in cielo..."




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