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BURNWRITING un progetto di Social writing


Macerata, Giugno 2013 – BURNWRITING, è iniziata l’era della scrittura sociale.

A poco più di un mese dall’apertura ufficiale, lo startup di BurnWriting è nella fase che potremmo definire “del girello”: ha iniziato a camminare a gattoni raccogliendo lungo la strada 3 partnership con case editrici, 160 iscritti, 220 contributi testuali originali sparsi nei vari piani editoriali, oltre 4.000 visitatori unici. Ora è il momento di provare a camminare su due gambe, a tirare più su la testolina infiammata, ché più persone possano scorgerla, osservarla e valutarla.
La passione bruciante per la scrittura è l’elemento che caratterizza i compagni di giochi del bimbo BurnWriting. Solo a prima vista uno come gli altri, che raccoglie scrittura collettiva come fanno altri in Rete. A ben guardare, infatti, ci si accorge che la fiamma rossa gli arde in testa non a caso: BurnWriting è l’unico che per semplicità di partecipazione e ambizione di numeri, si può definire davvero “social”, l’unico che mira alla pubblicazione di veri libri.
Quante volte sentiamo dire “Ci mancava solo questo in Italia, il paese un cui tutti scrivono e nessuno legge”, specie da autori, editori, librai? Questo significa non cogliere certe potenzialità: c’è una voglia di espressione, che spesso diventa rumore di fondo, inflazione, sottobosco di testi che nessuno pubblicherà, o nessuno leggerà, ma che invece può essere canalizzata, valorizzata e, infine, diffusa.
Questo l’intento che ha portato alla nascita di BurnWriting da parte di un gruppo eterogeneo di giovani, non così giovani, con formazione e attività diverse – dalla scrittura narrativa alla scrittura accademica, dalla comunicazione alla filosofia – ma con in comune passione ed esperienza nel costruire percorsi creativi di gruppo. Così in quel piccolo mondo di provincia noto come Macerata, nelle Marche, non più tardi di un anno fa, hanno intrapreso il percorso che li avrebbe portati il 28 aprile 2013 al debutto ufficiale, a selezionare 15 piani editoriali e a proporli nel sito omonimo www.burnwriting.it a chi sente viva dentro di sé una insopprimibile volontà di espressione con il linguaggio infuocato della scrittura.

“Abbiamo cominciato. Ora tocca a te”, recita l’invito della redazione di BurnWriting: “Dopo l’idea, ci sono stati gli incontri tra i burneditors. Dopo gli incontri è nato il sito. Insieme al sito le copertine dei libri. Abbiamo trovato le case editrici interessate a questo progetto. Manca solo il tuo contributo. Tu, che vuoi diventare scrittore, o lo sei già, devi solo scegliere il libro che cattura di più la tua passione”.
Facile, infatti, entrare nel mondo di BurnWriting: basta iscriversi seguendo le indicazioni contenute nel sito e postare il proprio contributo in uno o più dei piani editoriali scelti e curati dai burneditor.
Quali sono le regole del gioco è spiegato nei singoli piani editoriali e mettersi alla prova non costa niente: ci sono i ‘Romanzi Nani’ in cui lo scrittore può cimentarsi a raccontare una storia senza superare i 500 caratteri; poi ci sono i ‘Dialoghi con tuo figlio’, che grande successo sta riscuotendo anche nel gradimento di chi semplicemente si diverte a leggere i contributi postati; e ancora ‘Agenzia Fobos’ nel quale raccontare delle manie proprie o altrui, ‘Cat Story’ e le Guide caotiche a Barcellona, Londra e Berlino oltre ai piani editoriali per gli appassionati di cinema prima ancora che di scrittura.
Saranno poi i burneditor responsabili a selezionare i contributi meritevoli fra tutti quelli postati. E sarà ancora la redazione di burnwriting a sottoporre alle case editrici partner i progetti editoriali completati grazie alla partecipazione dei burnwriters.

BurnWriting, infatti, ha il preciso scopo di pubblicare e per le case editrici è un vantaggio determinante il fatto di poter monitorare un libro nel corso del suo sviluppo e prenderlo in considerazione solo se, nella sua confezione finale, risulta convincente.
Miraggi, Las Vegas e Comunication Project hanno già dato la propria disponibilità, cogliendo in BurnWriting il modo assolutamente peculiare in cui l’aspetto innovativo della scrittura sociale si sposa con la tradizione della carta stampata.
Alessandro De Vita, Responsabile di Miraggi Editore, dice del progetto di scrittura sociale: “Credo che l’idea del BurnWriting sia potenzialmente molto produttiva: nell’epoca dei social network è un’evoluzione quasi scontata, e tuttavia l’intuizione andava sfruttata, come mi pare possa fare al meglio il gruppo dei burneditors”. E “Qui a Las Vegas le sfide piacciono molto. Soprattutto quelle incendiarie. Per cui seguiamo attentamente il progetto BurnWriting”, aggiunge Andrea Malabaila di Las Vegas. BurnWriting, con le parole di Simone Giaconi di Comunication Project, significa “accettare la sfida dei linguaggi innovativi”. Queste le parole dalle case editrici già coinvolte, e scommettiamo che presto ne seguiranno altre, con lo stesso entusiasmo.

Allo stesso modo, anche il web si è ‘acceso’ con oltre 100 iscrizioni nel primo mese di attività del sito, con un numero convincente di contributi di elevato profilo, e interviste e valutazioni estremamente positive da parte di blogger attenti alle novità letterarie, fra gli altri Claudiappì (http://starbooks.it/2013/05/02/burnwriting/) e LadyChaos (http://www.ladycaos.eu/?p=729).
“Io ci vedo l’esaltante sensazione di avere tra le mani qualcosa che ha un motore sociale, quindi virtualmente inesauribile, e in controtendenza alle derive individualiste presenti in tutta la società, e anche nell’arte. Dal punto di vista del burnwriter, cioè di chi si iscrive, è l’occasione per partecipare a uno stimolante processo creativo collettivo al quale ognuno contribuisce senza perdere l’individualità. Lì scrivi ciò che senti tuo, ma non puoi evitare il confronto con la declinazione del tema proposta dai burneditors e con ciò che scrivono gli altri burnwriters”, dichiara Paolo Nanni, uno dei fondatori di BurnWriting e burneditor di alcuni dei piani editoriali proposti.
Gli altri redattori, i burneditors, sono: Jonathan Arpetti, autore e promotore di collettivi di scrittura; Andrea Ferroni, filosofo dell’arte del vivere; Lara Lucaccioni, creativity coach e poetessa; Maria Laura Pierucci, linguista e giornalista.
A ciascuno il suo mestiere: al burneditor quello di proporre e selezionare e al burnwriter quello di scrivere lasciandosi infiammare dalle proprie passioni. Burnwriting, il primo progetto italiano di scrittura “Social”, è un gioco tutto da vivere, come pure un enorme puzzle, in senso civile e antropologico: attraverso la narrativa, il saggio, il viaggio, la critica cinematografica, costruiti in modo condiviso, si ottiene una testimonianza del nostro spaziotempo.

Redazione di BurnWriting

sito: http://burnwriting.it/
Pagina FB: https://www.facebook.com/pages/Burnwritingit/590502377645371

per ogni ulteriore informazione, per interviste, materiale:
redazione@burnwriting.it
responsabile rapporti con la stampa:
Maria Laura Pierucci, marialaura@burnwriting.it




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