Buscarini Roberto

Sono nato nel 1948, sotto il segno del leone, in provincia di Milano, allora un paese di campagna, oggi sede di multinazionali.
Ho sessant’anni. Se dovessi svolgere un lavoro da impiegato seduto davanti al computer, non mi prenderebbero nemmeno gratis. Per essere allenatore della Nazionale di calcio invece sarei perfetto, giacché l’attuale ha la mia età e nessuno si sognerebbe di dirgli che è vecchio.
L’infanzia l’ho vissuta tra le scuole dell’obbligo, i giochi nei campi e nella corte.
A Milano cambiò tutto. Rumori, traffico, mancanza di amici, cibi diversi, la casa piccola.
Iniziai a lavorare presto, subito dopo il diploma, così come mi sposai presto.
La laurea e una figlia completarono i miei primi trenta anni.
Poi gli anni sono trascorsi come la maggior parte delle persone: carriera professionale con periodi di lavoro all’estero, preoccupazioni per la famiglia, la crescita della figlia, l’acquisto di una prima casa in città ed una seconda casa per la villeggiatura.
Per mia fortuna il reddito non mi è mai mancato e non ho dovuto affrontare crisi economiche.
Ora che tutto si è calmato e i segni del tempo sono ancora ai minimi termini, è arrivato il momento di pensare meno al lavoro, alla carriera, alle bollette, al mutuo, e di realizzare invece qualcosa di più aderente alle inclinazioni tenute in panchina per tanto tempo, forse troppo.
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