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‘Cacciatori di fantasmi’

Recensione ‘Cacciatori di fantasmi’

di Fabio Monteduro

Schermata 2014-09-23 alle 10.53.19

Autore: Fabio Monteduro

ISBN: 9788897674337

N.pag.: 430

Rilegatura: Brossura

Formato: 14×21 con alette

Genere: Thriller

 

 

TRAMA

Tutto ha inizio, da quel che ci è dato sapere, davanti al cancello di una grande villa di campagna, è lì che si consuma una morte assolutamente inaspettata quanto assurda. Da questo inspiegabile suicidio si diramano le angoscianti vicende del romanzo. Tra i protagonisti, Matteo, aspirante regista di film horror. Andrea, appassionato di sovrannaturale. Sarà l’incontro tra questi due personaggi che farà nascere l’idea di diventare cacciatori di fantasmi. E ancora, Emma, la sorella di Andrea, sembra avere poteri da medium. Alicia, una ragazza peruviana, laureata in psichiatria, pertanto refrattaria alle idee dei suoi “nuovi” amici. Su tutti si ergono tre inquietanti presenze: Erwin Kanvans, stimato psichiatra. Fatima Gutiérrez, una levatrice chiamata la Santa mammana. Per finire, il S.Cataldo, un ex manicomio abbandonato. Gli improvvisati “cacciatori di fantasmi” si troveranno a lottare per le loro stesse vite, trovandosi, ben presto, faccia a faccia coi loro peggiori incubi. Con la prefazione di Mirko Barbaglia fondatore del Ghost Hunters Team.

Link pagina Fb

https://www.facebook.com/cacciatoridifantasmimonteduro

 

L’autore

Fabio Monteduro romano, classe ‘63. Autore di romanzi sempre in bilico tra il thriller e l’horror, in quella particolare zona d’ombra dove la differenza tra il reale e il fantasioso, è sempre più labile. 
Cacciatori di Fantasmi è la sua ottava pubblicazione.
Dello stesso autore: So chi sei …ed altre ossessioni (2004); Avamposto
dell’Inferno (2005); Anima Nera (2008); Jodi (2010); Zona di Frontiera (2011); Otto Minuti a Mezzanotte (2011); Dove le Strade non hanno Nome (2012).

 

Recensione

 

Sono un’amante di molti generi libreschi e letterari, ma nonostante il genere sull’occulto mi abbia sempre affascinato molto, non mi sono mai veramente dedicata troppo a questo settore.

Questo libro per me è un ulteriore prova che riscatta sempre più l’autore emergente italiano, visto che già ne ho letti molti di libri inerenti alla categoria esordienti e tutti mi hanno entusiasmato e affascinato molto nei più svariati generi.

Stavolta è stato il turno di Fabio Monteduro, uno scrittore che non conoscevo, ma che credo fermamente abbia stoffa da vendere in questo genere per niente facile da scrivere e soprattutto da immedesimare in una trama di un libro.

Penso infatti che l’impresa sia ardua anche soltanto per il semplice fatto che chi legge libri dalla vena thriller e horror abbia tre principali aspettative: trama avvincente, stile scorrevole e che il fascino dell’intera storia possa far sciogliere un brivido lungo la schiena emozionando e lasciando stupiti.

Ecco, credo che questo romanzo abbia tutti questi ingredienti miscelando al suo svolgimento una sfumatura lugubre e gotica che in simili circostanze non guasta mai.

Tutto inizia con la morte di una ragazza davanti al cancello della sua nuova casa da sogno, dove andrà a vivere con il suo compagno.

Una morte alquanto improvvisa e resa strana anche dalla raffigurazione trovata sul cancello dell’abitazione: un serpente che si morde la coda e dal cui stomaco fuoriescono gambe e braccia umane.

Per chi non conoscesse l’intero evolversi della faccenda, ovviamente lo invito a leggere l’intero libro, perché non amo rovinare le sorprese, ma per chi si aspettasse da questo alquanto apparente inizio il susseguirsi di un giallo dai risvolti soltanto polizieschi e thriller si sbaglia di grosso.

Un indizio che può aiutare è la prefazione scritta da un esperto ‘Ghosthunter’ italiano.

Una storia che si incentra su una morte iniziale che si incatena ai successivi risvolti paranormali, con cui la trama cerca di dare una risposta alla comune domanda che lega tutti i protagonisti del romanzo: la speranza di avere l’incontro ravvicinato con uno spettro per testimoniare la speranza dell’esistenza dell’aldilà.

Ciò che però ha saputo creare bene l’autore è anche la perfetta simbiosi sul genere che unisce le esperienze di vita passata dei protagonisti.

Persone completamente tutte diverse tra loro, ma che alla fine sembrano sempre avere qualcosa a che fare con il tema del paranormale, soprattutto la passione che li lega all’occulto per scoprire tutta la verità fino in fondo.

Matteo e Andrea che si incontrano alla Cantina del Jazz e che iniziano la loro avventura su questa stessa passione armandosi dell’attrezzatura specializzata per scovare presenze su luoghi infestati e abbandonati.

Tutto parte dal Casale dei Pini, nuova casa di Sandra e Saverio,dove Sandra muore davanti al cancello, raffigurante il famoso serpente che si morde la coda e che intreccerà in seguito le sue vicende ad altri posti come l’Hotel Clarin e il famoso manicomio di San Cataldo.

La prima inspiegabile morte di Sandra introdurrà altri essenziali personaggi come Emma, la sorella di Andrea che insieme al fratello da piccola aveva vissuto un’esperienza palesemente paranormale in una casa presa in affitto per le vacanze; Diego, ex fidanzato di Emma, ma anche sensitivo e per finire Alicia,neolaureata in psichiatria.

Sarà proprio quest’ultima che attraverso il districarsi della storia immetterà nella trama anche il professor Kanvans, esperto in schizofrenia, nonché ultimamente scienziato credente nell’occulto.

Per chi leggerà il romanzo so che forse i patiti del genere troveranno di nuovo tutti gli ingredienti che descrivono luoghi maledetti o posti abbandonati e infestati dall’idea che possano nascondere la verità tanto attesa, ma per chi riuscirà veramente a entrare dentro alla trama troverà la bravura dell’autore che racconta il tutto con l’occhio informato ed esperto del ghosthunter armatosi di coraggio e pazienza.

Un libro raccontato da un punto di vista particolare e inusuale, dove giallo, thriller, horror e gotico ballano un elegante valzer in punta di piedi, riuscendo alla fine a sconvolgere il lettore stupendolo con l’accattivante vicenda di Fatima Gutierrez, la partera.

Conferisco cinque stelle alla lettura di questo piccolo capolavoro, perché Monteduro ha saputo intrecciare il lato psichico dei protagonisti all’intera vicenda soprannaturale: descrizioni di incubi nel sonno che si legano alla perfezione con i reali fatti accaduti nel passato di ogni protagonista.

Tutto prima del gran finale ci fa scoprire quanto ogni personaggio possa nascondere i propri scheletri nell’armadio, ma la verità torna sempre a galla.

Grazie ai numerosi flashback la trama si inoltra nella psiche di ognuno di noi, facendoci fare un’analisi introspettiva del nostro inconscio e facendoci riflettere anche sulle nostre più piccole paure.

Una storia per chi ama il genere, anche per chi si avvicina ad esso per la prima volta, ma soprattutto a chi crede fermamente negli spettri o anche soltanto per chi ci spera relativamente.

Una lettura da fare al buio anche per chi non crede assolutamente che possa esistere una vita dopo la morte.

Francesca Ghiribelli.




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