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Codex Seraphinianus

 Luigi Serafini

Codex Seraphinianus

CodexLibera

 

Editore: Rizzoli – RCS Libri & Grandi Opere

Codex!Un libro di culto, un codice miniato visionario e misterioso che tutti ambiscono ad avere… è questo il Codex Seraphinianus, un’affascinante pubblicazione che ripercorre in chiave utopica e fantastica tutti i campi dello scibile!
Pubblicato originariamente nel 1981 da Franco Maria Ricci, continua da anni ad affascinarci per la sua capacità di informazione e di rivelazione. Apprezzato da storici e critici dell’arte come Federico Zeri e Vittorio Sgarbi, il testo si presenta come un libro d’arte senza eguali nel suo genere, uno scrigno che rivela quasi sempre elementi della realtà, ma celati sotto un velo di perturbante stranezza: macchine surreali, metamorfosi animali e vegetali e tutta una serie di invenzioni colorate affollano le pagine di questo capolavoro che Rizzoli ripropone dopo 32 anni con un’edizione arricchita da nuove tavole, appositamente disegnate dall’autore, e dal testo di Italo Calvino che introduceva la prima edizione. È l’artista italiano Luigi Serafini l’artefice di questa enciclopedia scritta in una grafia indecifrabile, e lui stesso ha dichiarato che l’alfabeto in cui il Codex è redatto è interamente asemico e non trascrive alcuna lingua esistente o immaginaria.
Gli artisti ne studiano le illustrazioni, i filosofi riflettono sul significato del libro, molti tentano di decifrarne il codice… e voi? Cosa fareste col libro più strano del mondo?
Luigi Serafini è un artista, architetto e designer italiano. Dopo aver compiuto numerosi viaggi, nel 1981 pubblica la prima edizione del Codex Seraphinianus con Franco Maria Ricci Editore, che richiama l’attenzione di Roland Barthes e su cui Italo Calvino scrive un saggio pubblicato nella raccolta Collezione di sabbia. Il libro ha successivamente altre sei edizioni fino alla presente, edita da Rizzoli. Il Codex Seraphinianus è stato inoltre d’ispirazione fin dal 1986 per il coreografo francese Philippe Decouflé, autore delle cerimonie dei Giochi Olimpici di Albertville. Serafini oltre a essere pittore, scultore, ceramista e orafo compie incursioni anche nel campo del design con progetti dall’impronta chiaramente metalinguistica. Nel 1990 crea la prima locandina per il film di Federico Fellini La voce della luna e nel 1991 è autore di scene, costumi e luci per il balletto Jazz Calender di Frederick Ashton al Teatro della Scala. Ha pubblicato racconti con Fandango, Bompiani, Archinto, nonché articoli su numerosi quotidiani italiani e ha collaborato con programmi di Rai Radio Tre. Sono in molti ad aver scritto sul suo lavoro.

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