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CONTRO IL SENTITO DIRE in libreria dal 27 marzo

Giovanni Jervis
Contro il sentito dire
Psicoanalisi, psicologia e politica

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A cura di Massimo Marraffa

collana Temi

in libreria 27 marzo 2014

 

Massimo Marraffa, assieme a Gilberto Corbellini, ha curato nel 2011 un volume di scritti di Giovanni Jervis dal titolo Il mito dell’interiorità, nella quale venivano raccolti i lavori di psicologia teorica del grande psichiatra. Questo libro completa il precedente, presentando una raccolta più «politica» di scritti di Jervis, appartenenti a un arco di tempo che va dai primi anni novanta al 2008.
Qui, idealmente Jervis prosegue la sua riflessione storica ed epistemologica sulle discipline psicologiche, situandola però sullo sfondo di preoccupazioni sensibili ai grandi temi della società e della politica. Un progetto perseguito da Jervis per tutta la vita, dettato dalla necessità di mettere in rapporto psicologia e politica, non senza toni polemici, in una società come quella italiana che troppo spesso si basa sul «sentito dire», senza indagare più in profondità i dati empirici e gli intricati rapporti che sussistono tra malattia mentale e cosa pubblica.
INIZIATIVE

Giovanni Jervis (1933- 2009), psichiatra e psicologo, ha insegnato Psicologia dinamica all’Università «La Sapienza» di Roma. Ha collaborato con l’etnologo Ernesto de Martino e ha avuto un ruolo da protagonista nelle esperienze di riforma dell’assistenza psichiatrica pubblica in Italia. A lungo consulente della casa editrice, per Bollati Boringhieri ha curato Il secolo della psicoanalisi (1999) e pubblicato Pensare dritto, pensare storto (2007) e La razionalità negata (con G. Corbellini, 2008).

Massimo Marraffa insegna Filosofia della psicologia presso l’Università Roma Tre. Ha pubblicato, tra l’altro, Filosofia della psicologia (2003), La mente in bilico (2008) e Persone, menti, cervelli. Storia, metodi e modelli delle scienze della mente (con A. Paternoster, 2011). Per Bollati Boringhieri ha inoltre curato con G. Corbellini la raccolta di scritti di G. Jervis, Il mito dell’interiorità (2011). Qui, idealmente Jervis prosegue la sua riflessione storica ed epistemologica sulle discipline psicologiche, situandola però sullo sfondo di preoccupazioni sensibili ai grandi temi della società e della politica. Un progetto perseguito da Jervis per tutta la vita, dettato dalla necessità di mettere in rapporto psicologia e politica, non senza toni polemici, in una società come quella italiana che  troppo spesso si basa sul «sentito dire», senza indagare più in profondità i dati empirici e gli intricati rapporti che sussistono tra malattia mentale e cosa pubblica.




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