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Fare un viaggio a ritroso nel tempo, fino all'inizio, fino a me quando non ero io. Il tentativo di ritrovare la tela ancora non imbrattata, prima di vedere la mia natura inquinarsi e addomesticarsi, prima di proteggersi, di nascondersi e mimetizzarsi. Prima di sentire il senso di colpa stringermi il collo. Prima di pensare, di desiderare, di amare. Prima di guardare morire.
Questo credo sia il senso del libro. È un viaggio sincronico e diacronico. Sull'adesso e su quello che c'era. Un libro ipertrofico, slegato, lacerante. Un caleidoscopio di desideri e rinunce, energie e resa, rimpianto e speranza, amore e fuga, paura e coraggio.
È un libro frammentario, slegato come la vita, come è lo sconfinato dell'anima e della vita interiore. Un libro da aprire in una pagina a caso e lasciarsi ipnotizzare. Come una sorta di caccia al tesoro, trovare la gemma, la frase che ci fa dire sono io!
È un libro di balzi: temporali, di umore, di convinzioni, in cui irrompe tutta la costellazione del "sentire" di ogni vita. Un libro di slanci lirici, di riflessioni, di imprecazioni, di energia gridata, di sottomissione alla realtà, di sconfinamento continuo.
Regna l'incoerenza, lo scandalo, la poesia, la ribellione, il grido, l'implorazione della parola scritta e scavata dentro da accogliere come una ferita e una rinascita per tutti noi.
E l'angheria del tempo, che a un certo punto sembra sopravanzarci, correre più forte di noi.
Un suono nuovo per chi ha abbandonato le caverne dell'anima, e si trova di nuovo catapultato dentro. Uno snudamento coraggioso dell'anima che chiede al lettore di fare la stessa cosa.
Ma c'è anche in questo libro la possibilità di risorgere sempre. Cancellare tutto di nuovo dalla lavagna, la possibilità di essere nuovo ad ogni alba e ricongiungerci con la felicità perduta. Per essere o avere quello che in maniera imperfetta siamo.

Editore:
autopubblicato

Genere: introspettivo

Estratto:
Venti

Fra tutte le voci e i modi di camminare e di fare l'amore solo uno ci raggiunge in quel punto più profondo dove ci sono tutte le lacrime e tutte le gioie e tutto quello che siamo.
L'amore nasce da una stessa ferita.
È un'immagine che si pianta dentro, un'immagine che riempie gli occhi, una tenerezza improvvisa, e ogni centimetro del corpo dell'altro diventa straziante e prezioso, e sembra che niente più possa farci male.
L'amore non è fatto di realtà, ma di futuro possibile, di immagini che fuggono avanti, di emozioni che hanno una consistenza calda e restano dentro come un veleno.
L'amore è inventare l'altro, l'amore è un'immagine non la realtà.
Ecco, l'amore, quella sensazione di essere pieno di tutto e sempre mancare di qualcosa.
Qualcuno che d'improvviso capisce dove ti fa più male, e allora gli sarai per sempre grato di poter finalmente essere ciò che davvero sei.
L'amore non è quello che abbiamo, ma quello che ci manca.
Credo che innamorarsi sia terribile, credo che sia bellissimo.
Amiamo chi arriva dentro di noi in quello spazio vuoto e dolorante e lo riempie, ma non sappiamo se per farci del bene o distruggerci.

Acquisto:
il libro è disponibile sul sito ilmiolibro.it e lafeltrinelli.it e in tutte le librerie feltrinelli su ordinazione.




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