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E per dolce mangia un cuore (Giuseppe Pompameo)


"Il noir non è un genere. E' un colore, uno stato d'animo, una sensazione" Afferma Giorgio Godetti. Il noir è nei cinque coinvolgenti racconti scritti da Giuseppe Pompameo, in questo intrigante libro, dove si leggono profonde solitudini e abbandoni che squarciano i sogni dei protagonisti Atmosfere sospese tra inquietudini e slanci: Personaggi trasparenti nella loro disperazione, consumati dai rimorsi, dalla vita crudele, perfino spietata. Come autentici noir, queste brevi ma intense storie, non fanno evadere ma invadere il lettore da una ragnatela che lo imprigiona e dalla quale è impossibile liberarsi. Il clima abilmente creato nel libro, rompe la sensazione dell'ordine delle cose, le sue storie non sono né consolatorie né rilassanti ma immerse in atmosfere soffocanti. in un mondo privo di speranze e di sicurezze, forte è l' attenzione dell'autore ai disagi dell'individuo. Lungo queste cento e più pagine, vengono descritte, le oscurità dell'anima umana in ogni particolare, e la vita ai margini della società contemporanea dalla prospettiva dei bassifondi che grondano di costante pericolo. Abolendo i confini tra diversi generi, stili e abbattendo qualsiasi barriera, alla fine sono gli sviluppi a rivelare contenuti e qualità delle storie. l'ambientazione quasi sempre urbana delle cinque trame, fa rientrare questo libro, a mio parere,nel "genere metropolitano" come definito da Elisabetta Mondello. Le metropoli noir non fanno solo da sfondo ma quasi da co- protagoniste delle storie. Definite "il regno di Caino" risentono dell'atmosfera delle città trattate dagli scrittori hard-boiled e da Giorgio Scerbanenco, città dove dilagano delinquenza e indifferenza. L'autore narra di un tempo "gonfio di attese" e illusioni, dove l'indifferenza figlia del degrado umano, sgorga a fiotti e travolge le anime tormentate dei personaggi: come quella di Osvaldo Callego, protagonista del secondo racconto: "Bàrrio notte". vera e propria ode all'indifferenza, e alla solitudine che qui si arricchisce di nuove sfumature, perfino il vento è solo nelle pieghe del cielo in cui, a consolare il protagonista, divorato da "quel mostro di rimorso" c'è, "un dio pigro che a malapena lo sopporta ". il genere noir è come affermava Loriano Macchiavelli, capostipite della rivoluzione del noir in Italia, un "virus nel corpo sano della letteratura, autorizzato a parlare male della società in cui si sviluppa". Nei racconti, lo scrittore focalizza l'attenzione non solo sui disagi dell'individuo ma, attraverso questi, sui mali della nostra società fatta di soprusi sopraffazioni, misteri irrisolti. La sua finalità non è tanto di dare risposte ma di porre domande inquietanti in cui sono già presenti risposte altrettanto inquietanti. La soluzione del crimine passa in secondo piano. Al di la della crudeltà degli eventi che trascinano gli antieroi sempre verso un destino spietato, mi sembra poter riannodare un sottile filo di speranza, che a tratti riemerge, quasi a prescindere dalla volontà dell'autore, dall' acqua che, sotto forma di pioggia, fiume, mare, oceano pulisce, purifica, lava tutto come sempre, tutte le cose losche che accadono, o che addirittura come nel racconto: " Al Cafè Atlantico", trasporta il corpo, stanco della vita , di Luis Dumas , nel suo ultimo viaggio. all'ultima replica di una tragica messa in scena,dove il protagonista decide di agguantare il suo destino, vivere il sogno. L' abilità compositiva dell'autore, grande affabulatore , fa si che la struttura delle storie nella loro essenza, viene spiegata facilmente nel finale, in cui tutto si fa chiaro con una breve sequenza di azioni, l'autore crea qualcosa che il lettore è ansioso di conoscere: qualcosa intuita per metà, ci fa penetrare almeno un po' nella nebbia del mistero che alla fine potrà soffiare via con un colpo di scena. Con il suo sguardo sempre attento e profondo, sul mondo, i protagonisti, gli avvenimenti e i momenti decisivi . Vanda Bocco

Recensito da Vincenza

Autore: Giuseppe Pompameo

Genere: racconti

Perchè leggerlo?
racconti ben scritti ed emozionanti

Perchè non leggero?
se non piacciono i racconti crudi e cinici

Il pregio principale
una gran buona scrittura

Il difetto principale
molto crudi




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