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e se invece fosse Amore


un romanzo divertente, ironico, ricco di colpi di scena. La protagonista, dopo una terribile delusione d'amore, intraprende un viaggio per la città di Dubai in cui ha le origini. Nella capitale del futuro però farà un incontro che , al di là di ogni aspettativa, le cambierà la vita.
Incredibili sorprese l'attendono ma, alla fine di un arduo e tortuoso percorso, riuscirà a ritrovare se stessa e la'amore. Una storia originale e appassionante assolutamente da non perdere!

Editore:
autopubblicato con piattaforma Narcissus

Genere: romantico contemporaneo

Estratto:
...Fecero un giro per la città e la "padrona di casa" indicava alle altre le architetture più interessanti, raccontandone la storia. Quindi andarono a pranzare all'Emirates Palace, l'hotel più costoso del mondo. Percorsero i meravigliosi giardini ricchi di fontane, quindi giunsero all'ingresso.
Luce e Giulia rimasero di stucco nell'osservare il lusso sfrenato degli interni dell'albergo.
Mangiarono divinamente, quindi Raja le condusse presso l'Heritage village, la fedele ricostruzione di un tipico villaggio beduino. Dalla splendida visuale sullo skyline dei grattacieli che si aveva da quel luogo, le italiana ebbero modo di riflettere sul contrasto tra l'attuale modernità e la realtà rurale, che fino a pochi anni prima aveva caratterizzato tale parte di mondo. Quel popolo era passato in breve tempo dai cammelli alle agiatezze più futuristiche.
Raja fece notare a sua cugina ed alla sua amica che Abu Dhabi, pur essendo una città proiettata al futuro, non fosse caratterizzata dalle opere incredibili di Dubai. Lo sceicco era stato più parsimonioso, e nella capitale degli emirati non era possibili ritrovare quelle opere ardimentose che erano il fiore all'occhiello di Dubai.
Uscite dal villaggio, Raja propose: "vi va di andare a prendere un gustosissimo gelato in una torre panoramica, da dove si può osservare tutta la città dall'alto?". Le altre annuirono con entusiasmo.
Il gruppetto arrivò dunque davanti ad un grande centro commerciale e, come al solito, Raja si affrettò a dare spiegazioni.
"Questo è il Marina Mall", quindi indicò in alto una torre, "e noi presto saliremo lì sopra!".
Le ragazze dunque presero l'ascensore e si ritrovarono in un bar circolare, dove poterono godere di una visione panoramica di gran parte di Abu Dhabi. Si sedettero e si rilassarono davanti ad una gustosissima coppa di gelato, quindi tornarono giù e si avviarono verso il suv.
Raja aveva annunciato che la prossima meta sarebbe stata l'isola di Yas, per poter ammirare da fuori il grande circuito di formula uno e il parco Ferrari.
Stavano attraversando la strada ma, un evento imprevisto rischiò di mettere a repentaglio quella splendida gita e, addirittura, la vita di Luce!
La ragazza, inciampando nel lungo abito islamico che indossava, cadde a terra proprio in mezzo alla carreggiata. Nel frattempo un'auto sportiva a tutta velocità stava sopraggiungendo.
Raja, rendendosi conto del pericolo, lanciò un urlo a squarciagola. Tutte le persone, probabilmente nel raggio di un chilometro, sobbalzarono al fortissimo stridio dei freni dell'auto.
Subito dopo, un interminabile attimo di silenzio.
Raja non aveva il coraggio di vedere cosa fosse successo, poi si fece forza e si avvicinò lentamente ad occhi sbarrati verso sua cugina.

Dall'auto scese un affascinante ragazzo dalla capigliatura corvina scompigliata. Anche lui era letteralmente terrorizzato, anche se non gli era parso di sentire alcun botto.
Luce si rialzò lentamente, l'auto era a circa cinque centimetri da lei. Per fortuna l'uomo aveva inchiodato prima che avvenisse il peggio.
Il bel tipo, prima di rendersi conto di essere riuscito ad evitare l'incidente, si mise le mani nei capelli e si lasciò uscire di bocca un "cazzo!". Poi si avvicinò a Luce, nel tentativo di capire cosa fosse successo.
"Sorry… how are you?".
La donna, che aveva sentito la sua esclamazione tipicamente italiana, lo fulminò con lo sguardo.
"How are you un cavolo, razza di deficiente!".
L'uomo rimase basito da quella risposta inaspettata, ma si rese conto fortunatamente che non fosse accaduto niente di grave.
"Vuoi dirmi che siete italiane?!".
"Già, e dovevo immaginare che anche tu lo fossi, da come sfrecciavi con la tua ferrari a tutta velocità in pieno centro!".
Il pirata della strada fece un sorriso, quella scena era davvero singolare. Una donna, vestita con un abito tradizionale islamico, che lasciava scoperti soltanto i suoi occhi, per la precisione, i suoi splendidi occhi, che parlava in chiaro accento romanesco!
"Io invece non avrei mai detto che foste mie connazionali! Insomma… le italiane, in genere, vanno in giro abbigliate in modo diverso!".
Raja, dopo aver appurato che sua cugina stesse bene e non avesse nulla di rotto, rispose al suo posto.
"Luce e la sua amica…" ed indicò Giulia "sono italiane e sono mie ospiti. Io sono di Dubai e sono abituata a veder sfrecciare in città auto sportive a tutta velocità!", poi si rivolse a Luce. "Non prendertela, cara, non soltanto gli italiani si divertono da queste parti a superare i limiti di velocità!".
Nel frattempo Giulia, dall'altra parte del marciapiede, guardava impietrita la scena. Non poteva credere ai suoi occhi, conosceva molto bene quel ragazzo, aveva letto una sua intervista su di un noto settimanale di gossip. Si trattava di Samuel Corti, un giovane architetto giunto a Dubai per realizzare un grattacielo colossale!

Luce, terminato di ricomporsi, rispose a Raja.
"Già, oltre agli italiani, ci saranno, immagino, altri occidentali che come loro vengono a farla da padroni qui, ma sono convinta che i miei connazionali vincano sempre per strafottenza! Credo che voi originari del luogo siate troppo indulgenti con questi stranieri. Dovreste trovare il modo di farvi rispettare di più!".
Samuel rimase particolarmente colpito dall'astio che la ragazza dimostrava per i suo conterranei.
"Sembra proprio che tu detesti gli italiani, eppure anche tu lo sei! E' per questo che vai conciata così?".
Ancora una volta Luce lo incendiò con lo sguardo.
"Tu cerca di farti i fatti tuoi. E comunque scusa se sono adirata con te per avermi quasi mandata all'altro mondo!".
Nel frattempo, Giulia, riavutasi dalla piacevolissima sorpresa, si avvicinò al gruppetto.
"Tutto ok, sorellina?", poi si voltò verso Samuel e si presentò, provando a sprigionare tutta la sua carica erotica.
"Piacere, Samuel, io sono Giulia!".
Luce sgranò gli occhi. Quell'uomo non aveva ancora detto il suo nome!
"Giulia, vuoi dirmi che conosci questo tizio?!".
Giulia, lisciandosi i capelli in modo sensuale, e non smettendo di ammiccare a Samuel con lo sguardo da cerbiatto, rispose con la voce "da acchiappo" che la sua amica ben conosceva.
"Certo, tesoro! Ho letto un'intervista su una delle riviste che tanto adoro…", indicandogli il giovane con un gesto suadente, proseguì. "Il nostro amico è un noto architetto italiano che si è trasferito a Dubai per realizzare il progetto di un grattacielo futuristico!", poi si rivolse direttamente a lui, mantenendo il suo tono di voce caldo e sensuale. "Mi è piaciuta molto la tua intervista e ti faccio i miei sinceri complimenti!".
L'uomo fu felice di trovarsi davanti una delle tante adulatrici a cui era abituato e si sentì più sollevato e a suo agio.
"Grazie, Giulia, sono lusingato dalle tue parole…", poi mise le mani in tasca ed esibì con nonchalance tutto il suo fascino di uomo di mondo.
"La mia decisione non è stata facile, sai, lasciare la propria città, i propri affetti per un mondo nuovo… ma lo dovevo a me stesso e ai duri anni di studio che ho affrontato in passato! Soltanto qui, un architetto come me, può dimostrare davvero le proprie capacità professionali e non avrei mai potuto rinunciare ad una simile opportunità!".
Luce osservò scettica l'uomo mentre, con aria affranta, spiegava quanto difficile fosse stato il suo trasferimento a Dubai. Quindi spostò il suo sguardo verso l'auto sportiva poco distante e pensò tra sé "a chi vuoi darla a bere? E' inutile che provi ad intortarci con quell'aria da vittima! Si vede benissimo che ti piace da matti fare il fighetto, sfrecciando a bordo della tua auto da urlo! Magari in Italia eri un poveraccio!".
Poi il tizio tornò a fissare Luce. Quegli occhi erano magnifici, sembravano celare una straordinaria bellezza ed era davvero curioso di scoprire il suo volto e tutto il resto.
"Ascolta, Luce… mi sembra che la tua amica ti abbia chiamato così, giusto?" la donna annuì malvolentieri e quello proseguì, "mi farebbe immensamente piacere potervi offrire qualcosa al bar. Mi sento davvero in colpa per lo spavento che hai subito a causa mia, ti prego, lascia che mi sdebiti in qualche modo…".
Giulia prese ad annuire ed era già pronta a rispondere ma Luce le diede un pizzicotto e la precedette.
"Ti ringrazio, Samuel, ma io e le mie amiche ora abbiamo molto da fare e poco tempo da perdere! E, se devo essere del tutto sincera, non mi va molto che tu creda di poterti sdebitare! Ci è mancato poco che mi investissi con la tua auto e la causa non sarebbe stata accidentale ma la velocità inaudita a cui andavi. Sono qui tra voi comuni mortali soltanto per caso e, di capirti e perdonarti non mi va proprio!". Quindi, come ciliegina sulla torta, aggiunse "e a non rivederci mai più, pirata dei miei stivali!".
Dunque prese Giulia sottobraccio, che la guardava sbigottita, lanciò uno sguardo d'intesa a Raja e si allontanò, lasciando Samuel di sasso. Mentre Giulia veniva trascinata via si voltò per l'ultima volta verso l'uomo e sollevò le spalle e le braccia per sotto intendere "mi dispiace, ma è fatta così!"...

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