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E se Princip non avesse sparato?

E SE PRINCIP NON AVESSE SPARATO?

Gavrilo Princip sembrava uno studente come tanti altri, aveva solo 20 anni quando sparò all'arciduca Francesco Ferdinando, ereditario al trono austro-ungarico ed alla sua consorte, la contessa Chotek. Figlio di contadini poveri, di religione cattolica, la sua mano fu causa del I° conflitto mondiale. E' davvero bizzarro un destino come quello che fu riservato al giovane Princip, la sua era l'età in cui un ragazzo progetta di essere qualcuno, ha rinunciato invece ai suoi sogni in nome della libertà, trovando altri che, come lui, condividevano un'idea raggiunta in modo folle e pericoloso. La morte di un uomo per la libertà di un paese come la Serbia, stretta nella morsa dell'impero d'Austria-Ungheria e sfruttata principalmente come centro industriale, soprattutto con l'apertura di un gran numero di miniere a pochi chilometri dalla periferia. Princip frequentava la scuola superiore classica, rinunciò alla fede cattolica e cominciò a lottare per i suoi ideali, l'obiettivo era colpire il cuore di quel potere tanto odiato la cui presenza era ormai divenuta insopportabile come un macigno. Il 28 Giugno del 1914 la svolta: Princip sparò, l'arciduca e la sua consorte restarono uccisi, l'Austria, indignata, chiese un risarcimento alla Serbia talmente esoso che le condizioni stesse erano davvero inaccettabili. Fu questa la causa del I° conflitto mondiale. Princip ed altri suoi compagni, Cabrinovic e Grabez, soltanto per la loro giovane età, ricevettero vent'anni, tutti gli altri, tra i quali Ilic, il più caro amico di Princip, vennero condannati a morte: erano tutti appartenenti alla setta della "Mano Nera", l'organizzazione clandestina che lottava per l'indipendenza della Serbia, cosa che avverrà all'indomani della fine del conflitto. Alla vigilia del crollo di quell'impero da lui tanto osteggiato, il 28 Aprile del 1918, Princip morì e in molti, negli anni a venire, commentarono il suo gesto. Mi domando cosa sarebbe mai successo se questo giovane serbo non avesse mai sparato, probabilmente un impero sarebbe esistito ancora e tanti paesi, persino oggi, non sarebbero liberi, la stessa unità del nostro paese non sarebbe avvenuta, visto che Trentino e Friuli resteranno nelle mani austriache almeno fino al 1918. I pareri su Princip sono discordi, il presidente della Jugoslavia, Tito, in un discorso pronunciato il 3 Maggio del 1954 al museo di Sarajevo, lo elogiò, visto che il suo intervento aveva contribuito a restituire la libertà a quel paese da lui ora governato, De Gaulle affermò invece che la fine dell'impero austro-ungarico era ormai matura e che gli spari di Sarajevo l'avevano solo accelerata. Significativo e commovente, invece, l'intervento di Robert Musil, da "L'uomo senza qualità": "Quando pensavo a come si era dissolto il sogno imperiale ed alla città che diventava quella che forse doveva essere: una città come tante, una capitale come le altre, allora mi veniva da sorridere. E guardavo i viali del Ring coi tram e i venditori di dolci davanti ai caffè e la gente che camminava con pausa e rigidità. Non siete più i signori di un grande regno, avrei voluto gridare. Siete mortali come gli altri. Non lo siete più perché una guerra vi ha travolti ed un adolescente fanatico di nome Princip, dopo mesi di progetti, ha sparato all'arciduca. Mi sono anche chiesto: se fosse stato possibile scoprire che l'attentatore si preparava al suo delitto e trascinarlo qui a Vienna, ricco e libero e dirgli: guarda che città distruggi, l'avrebbe fatto ugualmente? Una città di signore e di militari dal nobile casato, di caffè e di negozi, quali non hai mai visto. Non sparare. Eppure, smentendo gli storici, credo non avrebbe sparato."

Alberto Ferrero

Autore: Alberto Ferrero

Genere: pensieri




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