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Fiore di vetro


A prima vista la poesia di Stefano Massetani può apparire pessimistica, malinconica, poi ci si accorge che nei suoi versi ci sono simboli e immagini che danno vigore al canto, mentre quel suo tornare ai ricordi, come condizione di felicità interiore, dà alla sua poesia fluidità e spontaneità.
Il suo cuore è spesso pervaso di sottile malinconia, di delusione, di amarezza, la realtà ci appare in mille frantumi, in mille sfaccettature, che aspettano di essere ricostruite in un vissuto concreto. Le sue poesie sembrano essere scaturite da un colloquio silenzioso di un'anima che cerca conforto contro la corteccia del reale.
È una poesia amara di sofferenza e di rimpianti e talvolta i suoi versi diventano graffianti, ma alla fine prorompe dalla malinconia del cuore la speranza. Traduce in poesia la realtà di un vissuto dipingendo i versi con la sua naturale sensibilità.
Poesia intima e ricca di contenuti, a volte espressa con toni crudi e realistici, in cui si evidenzia la fugacità del tempo e la precarietà della vita. Le vicende del quotidiano infatti, a volte, ci fanno rimanere smarriti e allora i tumulti dell'anima sono così tanti che veniamo presi da sconforto, ma il poeta resta comunque con i piedi per terra e continua a guardare la vita sotto un luce ancora più viva.
I momenti di dolore, il senso di solitudine che riesce a tradurre in poesia ci danno l'immagine di un'anima grande che riesce a produrre emozioni nel lettore.
La materia prima dei suoi soggetti è sempre e solo la donna, con le sue ansie, le sue passioni, i suoi turbamenti, le sue incertezze, le sue paure e mentre cerca di dipanare quell'intricata matassa si accorge di sentirsi solo nella dura realtà. Allora ecco che si affida al ricordo che fa riesplodere la fantasia per navigare di nuovo in un mondo di sogni.
Il suo pianto, la sua sofferenza, i suoi turbamenti d'amore sono il modo di vivere la realtà che lo circonda e danno la possibilità di constatare la progressiva crescita della sua creatività e della sua forte personalità, che si esprime nella padronanza dei termini espressivi e nel linguaggio.
Un amore perduto può essere un destino crudele che porta al rimpianto, alla tristezza, alla nostalgia, talvolta anche alla disperazione, ma il poeta non si arrende e coraggiosamente affronta la vita alla ricerca del vero amore, di un amore più alto e sublime.

Dalla Postfazione di Fiore di vetro diLuana Soldani
Stefano Massetani © 2012




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Riconoscimenti ottenuti:





Primo classificato nel 26°Premio Letterario Internazionale Giovanni Gronchi Pontedera 2012

Secondo classificato nel 6°Premio Letterario Internazionale Priamar Savona 2012



Quarto classificato nel 5°Premio Letterario Internazionale "Lilly Brogi LaPergolaArte" Firenze 2012



Premio della critica nel 6°Premio Letterario Europeo "Massa, città fiabesca di mare e di marmo" Massa 2012

Encomio speciale di merito al 1° Premio Thesaurus Matera 2012








Presentazioni effettuate:


2012

14 Aprile Refettorio Certosa di Calci(Pisa) Anteprima nazionale
26 Maggio Sala grande della Biblioteca Capitolare di Pescia
14 luglio Spiaggia di Nettuno (Roma)
21 Luglio Bosco di Abetone (Pistoia)
7 Ottobre Libreria UBIK Lucca
13 Ottobre Caffè letterario Satyricon Frosinone
14 Ottobre Libreria Rinascita di viale Agosta Roma
15 Ottobre Sala della Gerusalemme liberata Palazzo Panciatichi (sede della Regione Toscana) Firenze
18 Ottobre Salotto letterario Pinkhouse (Pisa)

23 Novembre Sala di lettura Biblioteca comunale "G.Puccini" Torre del Lago Puccini (Lu)

25 Novembre Pisa Book Festival (Pisa)

2 Dicembre Libreria di via Trento Poggibonsi (Siena)

15 Dicembre "Worldbook" Rassegna Internazionale dell' Editoria Cattolica







Recensioni:





RECENSIONE di Lina Cortesini Fernandez



" Fiore di vetro" è un romanzo, una storia raccontata in versi che ricompongono un'avventura della vita, una storia che comincia dalla fine e rivive tutta nel ricordo.

La realtà è descritta attraverso le immagini che presentano i luoghi consueti: mare, sabbia, boschi, strade, la casa, e poi sole, nuvole, luna, luce, buio.

Lui e lei appaiono controluce, eppure si offrono concreti, tangibili, sensuali.

Momenti appassionati, sofferenze nella carne, ricordi che nessun tempo può cancellare emergono purificati e resi leggeri dalle parole che li fanno rivivere.

Chi legge, ritrova la nostalgia, il dolore ed anche la bellezza di ciò che ha vissuto.

Il poeta fa rinascere i sentimenti di ognuno di noi.

Le parole sono struggenti, forti, dolorose, eppure terse, trasparenti, di "vetro" anch'esse, come se nella trasfigurazione della metafora, si fossero liberate della loro pesante carnalità.

L'Amore ostinato non vuole cedere, ma alla fine comprende: "non ti fermerò" e la voglia di vivere risolleva un "cuore nuovo e puro".

La vita ci regalerà ancora Amore.





COMMENTO di Carlo Marchesi



La poesia di Massetani si presenta chiara e semplice.

Svela la passione dell'autore per la vita, vissuta con amore intenso.

L'efficace e ricco uso di immagini metaforiche coglie spesso il sapore antico dei frammenti dei Lirici Greci, ne rinverdisce il ricordo.

Di questo gli sono grato.





RECENSIONE di Lucilla Gattini



Per me la poesia è veramente una componente fondamentale dell'esistenza, faccio parte di quello sparuto manipolo che la legge quotidianamente, che ne compra i libri, che periodicamente torna a gustare le opere preferite e non perde occasione per farsi risuonare nella mente i versi che le varie situazioni le ricordano. Fino a poco tempo fa però frequentavo e conoscevo solo i "grandi", quelli che molti sostengono di odiare per colpa della scuola, e altri conosciuti e approfonditi negli anni ma sempre per così dire di chiara fama. Poi attraverso un'amicizia sono entrata nel vasto sottobosco di chi famoso non è e forse non sentirà mai squillare le trombe della celebrità, persone apparentemente tranquille che svolgono i più disparati mestieri ma accomunati dalla passione di esprimersi poeticamente: alcuni risultano sorprendentemente bravi, altri sanno comunque trovare dei momenti di grazia che emozionano, qualcuno raramente fa scoccare qualche scintilla e molti sono così sciattamente banali da lasciare sconfortati e senza parole. In questo panorama Stefano Massetani è sicuramente un caso a sè. Così come la persona è singolarmente poliedrica, anche la sua poesia lo è. Uno stile semplice, chiaro e discorsivo raccoglie efficacemente gli stimoli e le caratteristiche del nostro tempo, lo rappresenta anche nei contrasti tra un'immediatezza priva di fronzoli che quasi prende le distanze dal "versificare" e improvvisi tuffi delicati in una tenerezza accennata ma toccante come la carezza che un bambino regala mentre corre via. Quello che lui ama è la vita, niente di più e niente di meno, e questo fremito vitale traspare in qualunque tema tocchi, il rimpianto per la fugacità dell'amore, l'implacabile lotta esistenziale stemperata dalla bellezza, la fragilità degli individui, il dolore e le gioie: tutto si riflette nel mistero solare di esistere. E le sue parole sono proprio come il sole e la pioggia, elaborate da un'anima che con il suo operare fa la cosa più ardua del mondo: guarda e dando voce alle sue impressioni cerca di capire.





RECENSIONE di Raimondo Venturiello

Nota critica nella Presentazione a cura de L@ Nuov@ Mus@ di Aprilia-LT(Nettuno, 14 luglio 2012)





"Fiore di vetro", titolo della poesia d'apertura, esteso all'intera silloge di Stefano Massetani, risulterà ai lettori come una sorta di "manifesto programmatico" dell'Autore, ma anche come antidoto "al soffio del tempo" che ha frantumato "in cento schegge" quel "delicato e fragile" fiore.

Di quel fiore, simbolo dell'amore perduto, restano solo "schegge capaci di lacerare la carne e lasciare il segno" e dalla loro attenta e intensa osservazione prende il via un itinerario accidentato, sì, ma psicologicamente liberatorio e poeticamente consapevole sul ruolo della parola, dei suoi limiti e dell'impegno a farne strumento che esprima – e al tempo stesso lenisca – le tensioni interiori.

È una consapevolezza affermata con forza nei versi di "Sei" dove si legge, in chiusa, che la poesia è per Stefano "la sola di cui ho davvero bisogno". Di qui parte un serrato intreccio tra variopinti fili memoriali e grigiori del presente.

È vero che amarezze e negatività della vita si stemperano grazie al filtro della memoria; ma è anche vero che rievocarle rischia di renderle più acute, dando così adito: ora a dubbi, come quelli che vengono "cercando ancora una ragione / al graffio delle tue parole" (ne "Il tuo abbandono"); ora ad ansie quando "Avanzo sul filo, / che vibra e sussulta ad ogni passo, / aspettando che la tua mano mi afferri" (in "Acrobata"); ora a insoddisfazioni rassegnate ma decise, visto che "Archivierò i giorni tristi negli angoli più remoti della memoria, /mettendomi in tasca soltanto il sorriso che avevi / e che più non hai" (in "Porterò via con me").

Sta di fatto che il raffronto, tra ciò che è stato ieri e ciò che è oggi o potrebbe essere domani, ha esiti deludenti in liriche che azzerano le attese: in "Parole al vento" che "ho sussurrato /.../ ma tu non le hai mai ascoltate"; o in "Macerie" che "mi accompagnano verso terre inesplorate e sconosciute, / mentre la polvere del rimpianto si alza improvvisa"; oppure in "Uccidimi ancora" come "lo stelo d'erba appena strappato al prato, / e che attorcigli tra le dita"; fino a "Non piango più", che è una sorta di epitaffio, in quanto "lascio alle spalle un mondo che più non mi appartiene".

Va anche detto che in altre liriche si intravedono venature sia di autocritica, sia di spregiudicata autoanalisi. È evidente: nei versi di "Giorno dopo giorno" in cui si sente "sconfitto come un pugile al tappeto e solo, / infinitamente solo, / come soltanto io so di essere"; in quelli dove "Il vento sta cambiando" e lo fa "gettando in aria fiocchi di schiuma densi di ricordi, /.../ testimoni sordi e muti di un inquieto vivere"; e ancor più in "Quando sarò di nuovo capace di amare" e per il poeta "sarà bello allora sdraiarsi con la faccia al sole, chiudere gli occhi, e ricominciare a sognare".

È, quest'ultimo, un desiderio istintivo, anche di sopravvivenza psicologica, dovuto all'amara constatazione che il tragitto della condizione umana è un segmento compreso tra l'alfa di Eros (non sempre benevolo) e l'omega di Thanatos (sempre malevolo).

Non resta allora, per gli avvertiti disagi, che tornare al punto di partenza: la poesia salvifica; ma quale? E qui l'Autore tenta più strade.

C'è anzitutto quella offerta dalla natura, che: ora conduce "Oltre le nuvole" quando "un raggio di sole, / che non teme il futuro, / spudoratamente le trapassa"; ora annuncia che "Oggi è un buon giorno", grazie al quale "assaporo tutti gli odori che io bosco mi offre"; ora mostra "Impronte sulla sabbia", dai versi fortemente evocativi di "Love letters in the sand", grande successo mondiale del cantante e attore Pat Boone nei primi anni '60.

C'è poi il tentativo di superare il dramma dell'incomunicabilità ne "Le parole non dette" e c'è, infine, la rivincita dell'orgoglio nei versi di "Prestami" che chiedono "quella penna / con cui hai scritto parole sul mio cuore /.../ perché voglio cancellarle con un segno netto".

Tuttavia l'amore è il "pensiero dominante", intorno al quale ruota la maggior parte delle liriche di "Fiore di vetro" che, in definitiva, è assimilabile ad una dimostrazione in versi del "teorema" che Novalis enunciò (in "Frammenti", n. 932) così: "Ciò che si ama lo si trova dappertutto e dappertutto si vedono somiglianze. Quanto più grande è l'amore, tanto più largo e vario è questo mondo somigliante. La mia amata è l'abbreviazione dell'universo, l'universo l'elongazione della mia amata".

Conclusivamente, a chi obiettasse che la silloge e/o l'Autore siano monotematici, ritengo sia facile rispondere che, se questo è vero, è anche vero che – nel bene e nel male – non c'è tema più ricco nelle sue sfumature, più articolato nei suoi impulsi, più coinvolgente dell'amore per chi lo vive in prima persona e sente irrefrenabile il bisogno di manifestarlo, comunicarlo, gridarlo, cantarlo al mondo intero, come l'Autore fa, esaltandosi per gli attimi condivisi di felicità e raramente deprimendosi per quelli in cui l'unico legame è il ricordo venato di rimpianti. Per di più non va dimenticato che, quando affiorano nostalgie, è la stessa lontananza – nel tempo o nello spazio – a fare da lievito al sentimento che sopravvive.





RECENSIONE di Luigia Paglia


"Ho letto la tua raccolta Fiore di vetro. Confesso che inizialmente ho pensato : che malinconica rassegnazione e sfiducia ...poi andando avanti è stato come osservare pezzi di pellicola apparentemente slegati che man mano si univano dando forma e corpo ad un'anima che pur nella consapevolezza di essere "incompresa" continua a cercare l'amore nella forma più elevata. L'amore che si dà, che dà, che si realizza nella sua essenza più pura "AMARE" e basta . Tout court."





RECENSIONE di Augusta Bianchi



"Fiore di vetro", la raccolta poetica di Stefano Massetani, è uno scrigno prezioso che contiene tutto quello che una donna avrebbe voluto sentirsi dire, almeno una volta, nella vita. Il sentimento che traspare dalle poesie, intense e calde, è quello di una devozione totale che trascende la contestualità e le circostanze. L'amore, questo fiore di vetro, ha la purezza del cristallo, ma, nonostante si riduca in" resti...opachi e smorti", ad ogni verso rinasce più vigoroso e tenace fino a ricomporsi nella sua purezza fino alla fine:



"Quando la luce del nostro sole volgerà al tramonto,
e l'ombra si farà forte, uccidendo i colori del mondo,
io ci sarò....."



E' una dichiarazione di fede all'amore struggente e imperitura!





RECENSIONE di Giovanni Gentile



Ho letto con vero piacere il libro " Fiore di vetro " dell'amico Stefano. Generalmente non mi piacciono le poesie d'amore o almeno sono molto poche quelle che mi colpiscono, io stesso non scrivo poesie d'amore. Stefano però è riuscito a mio parere a dare qualcosa di più al significato amore, alla sua descrizione in versi. Non parla d'amore con giri di parole e smancerie che rendono alcune liriche troppo smielate e alla fine insignificanti, anzi quello di Stefano lo trovo un linguaggio diretto incisivo, anche se nel suo filone fatto di malinconia e di sofferenza Stefano non è mai banale. Penetrano i suoi versi spesso mi ci sono ritrovato, ho amato con lui con lui ho sofferto, mi sono arrabbiato e alla fine ho ritrovato l'amore...
Grazie Stefano per avermi dato l'opportunità di leggere la tua creatura.

Voglio citare alcuni versi che mi hanno colpito in modo speciale.





"Eppure, ancora mi innamoro,
giorno dopo giorno,
con quell'incredibile voglia di farmi male che
solo tu sai trasmettermi fin dal primo momento".





RECENSIONE di Renato Fedi



Dopo essermi letto per un paio di volte il tuo "Fiore di vetro" devo ringraziarti per avermi dato la possibilità di immergermi in quel lago di emozioni, a volte forti ed altre riposanti, che le atmosfere dell'amore sanno creare.
I tuoi versi danno al sentimento d'amore un significato vero, direi universale, sono privi di banalità, mai scontati, tirati con la corda del cuore.
Una silloge imperdibile, mi complimento.





RECENSIONE di Gabriella Afa



"FIORE DI VETRO" Un titolo che ho subito amato per il significato e molto di più, dopo aver letto ogni verso.Una raccolta di poesie d'amore: un amore da proteggere perchè fragile come il vetro, ma nello stesso tempo forte e impietoso perchè colpisce il cuore, a volte a morte, ma che non lascia la voglia di fuggire di abbandonare tutto, tutt'altro.... risorge tenace anche dal profondo dolore dell'abbandono o dell'indifferenza. La donna è sempre in primo piano, al centro dell'attenzione e su di lei parole amare o di tenerezza caratterizzano i versi di questa silloge d'amore.
Anche nell'abisso buio e profondo del dolore c'è sempre comunque una piccola luce, una speranza di rinascita e questo basta per andare avanti.
Piacevolissima e scorrevole la lettura di questi versi, dal primo all'ultimo.
Da leggere tutti di un fiato per coglierne la pienezza e poi rileggere per gustarne ogni singola emozione.
Dalla prima poesia, "Fiore di Vetro" dove si denuncia un amore delicato, fragile e sempre in pericolo, si passa a momenti di tormento e dolore ed introspezione fino ad arrivare alle ultime come "Il Vento sta cambiando" e "Voglio innamorarmi ancora" che denotano la voglia tenace di non arrendersi mai e di offrirsi a nuovi sentimenti.
Concludo con questi bellissimi versi che mi hanno emozionato moltissimo:

"soffermandomi...
ad aspettarti,
mentre respiro l'odore della polvere,
che lenta ed inesorabile si posa su di me,
lasciando tracce visibili che
ancora una volta non saprò cancellare."


Stefano è stato un vero piacere leggere questo tuo libro e ti ringrazio davvero di cuore.







RECENSIONE di Maria Massetani

introduzione fatta durante la presentazione alla libreria UBIK Lucca 7/10/2012



Non Sapendo di preciso in cosa consista il compito di introdurre la presentazione d'un libro, ho pensato di fare alcune personali e quindi discutibili riflessioni sulle poesie di Stefano, contenute in "Fiore di vetro."



Dunque il tema di questa raccolta è "l'amore." E si tratta di un amore sfaccettato come un diamante con luci ed ombre.

Cantandolo, il Massetani, usa con maestria i più svariati artefici poetici:la scelta delle parole, la loro posizione, la metrica, le metafore e molti paragoni.

Su quest'ultimo aspetto ci soffermiamo, per la grande capacità di evocare immagini: il fiore di vetro, il lago di silenzio, i sassi agitati nel barattolo, il pugile al tappeto, le ali di cristallo... per citarne alcuni.

Proprio attraverso questa evocazione, il poeta riesce ad universalizzare le sue emozioni, i suoi sentimenti.

Si leggano per es. le poesie sul mare. Io che amo di più la montagna, posso cogliere il fascino dell'eterno infrangersi delle onde del mare in una lirica come "Impronte sulla sabbia".

Avendo letto i suoi libri precedenti e apprezzato le poesie lì contenute, ho potuto osservare il passaggio da una poesia dolce ed intima ad un'altra capace di esplorare l'animo umano anche diverso da sé : vedi "Donna sbagliata" e "anima fragile";

di parlare a tutti coloro che amano nei modi più diversi, ai traditi dall'amore come in "Il tuo abbandono";

a coloro che rimpiangono l'amore che strappa i capelli e di cui non resta che qualche svogliata carezza e un po' di tenerezza;

a coloro che al tramonto della loro vita , rivivono la loro vita insieme, dandosi ancora un sorriso (Vedi "Io ci sarò")

Questo passaggio è, a mio avviso l'indice di un'importante maturazione dello scrittore o del poeta.

Direi che è il momento di chiudere con le dissertazioni e come buon ascolto per voi ed augurio per Stefano, leggerò una poesia di Roberto Piumini, autore di opere per adulti e bambini:

Per fare la poesia

si prende una P

come pialla, pasta, pietra;

poi si prende una O

come oro, ombra, orizzonte;

poi si prende una E come erba, edera, esilio,

poi si prende una S come sole,sale, silenzio

poi si prende una I come io, isola, Icaro

poi si prende una A come acqua, aranciata, ala;

poi si mettono insieme

senza odio, senza noia,senza fretta, senza rabbia,senza malinconia

e si fa POESIA.




RECENSIONE di Paolo Buzzacconi

Nota critica nella Presentazione presso libreria Rinascita Agosta Roma 14 Ottobre 2012





La poesia di Stefano Massetani è un libero viaggio nel passato e nel futuro dell'anima, in tutto ciò che poteva essere e non è stato, ma che se vogliamo un giorno sarà. Un tuffo in tutte quelle emozioni che vorremmo provare, nel nostro inesauribile desiderio di affacciarci alla finestra dell'amore. Quanta paura e quanto coraggio nelle sue liriche? Le stesse che ognuno di noi ha dentro di se. Le sue poesie affrontano con candore e semplicità i misteri che da sempre governano il mondo, raccontando quanto sia sciocco arrivare ad un passo dal cuore per poi fermarsi e limitare tutto ad un sguardo o ad un addio. La poesia di Stefano è fatta di comode poltrone davanti al camino, di magiche verande spalancate sul tramonto. É un luogo ospitale, un posto segreto dove rifugiarsi. Ad una prima lettura il suo stile può sembrare fin troppo immediato e realistico, ma non è affatto così. La sua spiccata sensibilità lo porta ad inoltrarsi nelle profondità della psicologia femminile, che riesce a descrivere con garbo e lucidità svelandoci le piccole-grandi verità che la stessa custodisce. Nella sua lirica "Donna sbagliata", ad esempio, ci racconta con quale facilità una donna può scivolare nella spirale della paura di vivere fino al punto di sentirsi, appunto, una persona "sbagliata" e diventare così facile preda di uomini senza scrupoli che approfittano del suo grande bisogno d'amore. Un amore che – come dice il poeta – "la usa e l'avvelena" condannandola ogni volta ad una nuova, devastante solitudine. Nella lirica "Ti ho guardata", per contro, l'autore dipinge con estrema delicatezza un istante tutto maschile ed in larga parte sconosciuto all'universo femminile. Ci svela la dolcezza di un uomo che nel cuore della notte si ferma ad osservare la sua donna che dorme, seguendone i movimenti e immagginandone i pensieri. Un momento d'amore purissimo, talmente etereo che l'uomo quasi se ne vergogna e sceglie di non svelarlo alla sua compagna e di accontentarsi , al mattino, solo di un piccolo sorriso. Stefano Massetani possiede la capacità di far parlare direttamente l'anima dei suoi personaggi e dopo poche righe conquista l'affetto e la fiducia dei suoi lettori. In sintesi, è un poeta molto bravo a raccontare, ma non solo. Attraverso le sue liriche ci accoglie nel suo cuore e li ci ascolta, ci consola e ci incoraggia con i suoi sogni e le sue speranze. Proprio come farebbe un buon amico…






RECENSIONE di Roberto De Luca
Nota critica nella Presentazione presso libreria Rinascita Agosta Roma 14 Ottobre 2012



Fiore di vetro di Stefano Massetani è un libro che coinvolge il lettore con un lento susseguirsi di tempi. Libro scandito dal sentire di un'anima che traduce l'Amore in una immobilità del sentimento stesso o meglio, basato su quello cui un sentimento la incatena. Le liriche seguono quasi tutte lo stesso filo conduttore, riguardante i moti del cuore , governati dal dolore che scaturisce soprattutto da aspettative spesso disattese. A dire la verità, apprestandosi alla lettura di queste poesie, si ha la netta percezione che il sentimento da cui nascono rimanga diviso in due parti fondamentali, da una l'autore canta quello che potrebbe sembrare, e che sicuramente è, il dispiacere per la perdita di qualcosa di prezioso, documentato in molte liriche tra cui quelle ( che personalmente mi hanno più colpito) dal titolo Il tuo abbandono oppure Dimmi addio, entrambe particolarmente toccanti per il dissapore che traspare tra le righe, dall'altra egli compie quasi uno scandaglio psicologico e filosofico con cui cerca di smontare e di analizzare la realtà, la sua in particolare, chiamando in ballo, quasi a dare supporto alla scrittura, la natura, cioè il mare, il sole, le nubi, il cielo e le sue stelle e tutto ciò che è avvertito in maniera sensibile e delicata, insieme a tutta la costruzione di quell'Amore, quasi divino o divinizzato, intorno al quale egli, apparentemente, ha realizzato la sua vicenda poetica.
Senza inoltrarsi nella traduzione metrica o stilistica di questa poesia, direi che ci possiamo accontentare di una piacevole musicalità, per la verità riscontrabile soprattutto in alcune liriche dove la cadenza ritmica appare voluta e non casuale.
Leggendo ci si accorge che qualcosa di sottile serpeggia tra i versi senza però riuscire a trovare la giusta luce. La penna in effetti , in generale,trascrive sui fogli le sensazioni, gli stati d'animo e via dicendo ma, a ben guardare, in questi scritti trascura, o non dà importanza a quel fluido magico che esiste, si esprime e vorrebbe una certa continuità tra il poetico e il vissuto, tra il vivere il reale e il sognare. Libro scritto seguendo un nobile impulso, comunque, poiché la luce che gli fa da guida sembra condurci, usando una metafora, in un bosco pieno di insidie, che si stende ai piedi di un castello dove è racchiuso il sogno, che potrebbe essere a sua volta rappresentato dalla donna amata.
Con spirito più moderno, o addirittura contemporaneo, direi che, se dovessi paragonare Fiore di vetro a qualcosa, lo farei pensando soprattutto a una lunga istantanea tridimensionale, o forse a una scultura squadrata godibile da diverse angolazioni, dalle quali scoprire, quasi sempre, quei ricorrenti dettami, immobili e delicati, colorati in tinte diverse tra loro. L'immobilità di un'istantanea quindi, come quando quella stessa fissità si percepisce guardando un quadro i cui personaggi, o i cui oggetti, sono stati fermati in un attimo ben determinato e si ha, riflettendoci un po' a dir la verità, la netta sensazione che sopra a quegli oggetti e sopra a quelle persone, scorra comunque il tempo e lasci le sue tracce, venendo dal passato, passando per il presente, che è l'attimo rappresentato, dirigendosi verso il futuro dove, come sempre, ci sono una gran moltitudine di incognite.
Nel libro di Massetani io vi leggo, scritto con ammirevole franchezza, quello che ognuno di noi ha vissuto almeno una volta nella vita. Chi infatti, non ha mai sofferto per amore? E sicuramente molti di noi hanno anche provato l'incantevole nobiltà racchiusa nel dolore per un abbandono da cui , immancabilmente, spesso e volentieri, nascono piccole perle di saggezza, rintracciabili anch'esse nei versi del Massetani.
Ascoltate ora la leggiadria di questi versi, tratti dalla poesia dal titolo L'ultimo abbraccio, che mi sembra calzino bene con quanto detto sinora.

Quanto è durato quel nostro ultimo abbraccio?
Un abbraccio senza futuro,
bagnato di lacrime e profumato di sogno.
Ricordo ancora le tue forme morbide,
accostarsi decise,
mentre con impeto mi stringevi forte a te
per sussurrarmi d'un fiato tutto il tuo amore,
per bisbigliarmi rassegnata il tuo dolore.


L'impatto con l'animo di questa poesia del sentimento è dunque qualcosa di concreto e costituisce una buona caratteristica di questo canto,ma quello che colpisce e che va' oltre questo stato di cose è che a un certo punto ci si accorge che nel libro coesiste, insieme alla prima, un diverso tipo di prospettiva poetica, che nasce a volte dall'interruzione brusca di questo canto d'Amore e viaggia verso una panoramica che si riversa di più sull'umano , in una visione più prettamente filosofica della vita stessa. Diversificazione quindi, nulla di più positivo per un autore, poiché si tratta di NON rimanere ancorati dentro gli stessi sintagmi che rischiano di strangolare la creatività stessa. Nel leggere alcune poesie di Stefano può venire in mente quella che io, citando Prevert, chiamerei microeternità( da Le Jardin ) e mentre le si leggono si è invasi da una forte corrente immaginifica, quasi evanescente e inafferrabile ma, proprio per questo, concretizzata nell'animo. Quella dal titolo il vento sta cambiando è a questo punto , una poesia molto adatta a questo contesto.

All'improvviso il vento sta cambiando.
Lo percepisco con tutti i sensi ,
lo sento insolente sulla pelle disseccata dal sole,
rasentarmi il viso e passarmi tra i capelli,
portando con sé fragranze dimenticate
di luoghi lontani, nel tempo e nello spazio.
Rinforza, mutando a maestrale,
questo vento che soffia sull'anima,
e devasta e sovverte,
gettando in aria fiocchi di schiuma densi di ricordi,
bianchi fantasmi,
lontani e sbiaditi,
testimoni sordi e muti di un inquieto vivere.
Il Massetani è dunque a mio avviso autore in grado di diversificarsi e lo dimostra, per così dire, attraversando la strada accompagnato solo dal proprio istinto. A un certo punto, egli compie una svolta, lascia il sentimento puramente amoroso e scrive poesie come ho visto perdere la strada o come le parole non dette oppure poesie come visioni o ancora come quella dal titolo Mi avrai che è la poesia che chiude il libro, la quale descrive un donarsi completamente a ciò in cui si crede. C'è quindi una linea moderna in alcune composizioni, oserei dire addirittura Underground che rispecchia finalmente, in maniera soddisfacente, il difficile e a volte intellegibile tempo in cui viviamo.




RECENSIONE di Ilaria Minghetti


Ho letto con molto interesse il suo libro "Fiore di vetro", trovandolo una raccolta di poesie "coraggiose".
In questi versi è proposta una lettura dell'amore che oscilla dalla sconfitta alla volontà di non arrendersi, dalla presa d'atto del dolore alla presa d'atto della possibilità e della necessità di reagire al dolore stesso.
E' intelligente e forte la scelta di scavare dentro se stessi, senza mezze misure, riuscendo ad analizzare la fragilità e la forza dei sentimenti, riuscendo a leggere i diversi volti di uno stesso sentimento.
Interessante è l'analisi della concatenazione alla quale, poesia dopo poesia, l'amore apre la strada: ecco susseguirsi, incrociarsi, "lottare" la solitudine, il dolore, il ricordo, la voglia di riemergere, la volontà di non soccombere, la forza di vivere.
In queste poesie sono presenti realtà che sono parte della vita di ogni persona e la lettura di questi versi è un continuo analizzarsi e analizzare, confrontarsi e riflettere: il risultato è uno viaggio interiore nel quale il poeta guida il lettore.
Ottima è anche la scelta della parola e della struttura del verso: tutto è fluido nella volontà di sottolineare i contenuti, tutto è "netto" nella volontà di rendere protagonista il continuo, e riuscito,confronto tra se stessi e il proprio Io più nascosto.





RECENSIONE di Pierangelo Rocchi

Motivazione 1° premio sezione poesia edita al 26 concorso letterario internazionale "Giovanni Gronchi"



La breve silloge di Stefano Massetani mette in evidenza il sentimento che domina e spesso condiziona la vita di ogni essere umano, l'amore.
L'amore è energia vitale, l' amore è dono, l'amore è accettazione dell'altro, anche dei suoi difetti, l'amore non è invidioso, l'amore vuole il bene dell'altro, l'amore non è separazione o lontananza, l'amore è comprensione, l'amore è unione, è congiunzione, l'amore è condivisione.
Ma se questo sentimento, che trova la massima esaltazione nel detto latino,"amor omnia vincit", non è corrisposto, se la persona che dona amore non riceve in cambio amore, allora l'amore rimane solitudine e genera sofferenza fino alla disperazione.
I versi del poeta si riempiono così di amarezza e di rimpianti e talora pure di rancore.
Il poeta, però, si ribella al vittimismo ed incita se stesso e gli altri a rinascere e a costruire la propria vita, perché questa energia vitale non può andare perduta e prima o poi riuscirà a trovare corresponsione e contraccambio: una fiamma non può non generare un'altra fiamma.
"Miser Catulle, desinas ineptire, et quod vides perisse perditum ducas" cantava già il poeta latino Valerio Catullo:
Povero Catullo, cessa di delirare e quello che vedi perduto considera perduto.
E' questo il messaggio che erompe dalla breve silloge, perché:

"l'amore è come un fiore di vetro.../delicato e fragile,pronto a sbriciolarsi/in cento schegge, al soffio del vento".





RECENSIONE della redazione del blog "Il Colore Dei Libri"



Questa raccolta di poesie è un percorso interiore dell'autore che elabora il proprio dolore per un amor perduto in modo melanconico, personale e originale.



Si inizia con la poesia che da il titolo al libro " Fiori di vetro" che paragona l'amore ad una cosa fragile, effimera e perduta proprio come un fiore di vetro che si frantuma.
Le poesie si susseguono in un crescendo d'intensità creando un filo conduttore tra loro,allo stesso tempo possono essere lette singolarmente come se fossero "istantanee" di particolari momenti.
Per queste poesie l'autore si è ispirato al metodo giapponese della poesia Haiku caratterizzata da scrittura semplice e priva di fronzoli che lascia spazio al lettore per elaborare le intense emozioni che traspaiono anche se espresse in modo conciso e spesso tramite bellissime metafore.
Il percorso di elaborazione della perdita di un grande amore si snoda attraverso "poesie-emozioni", troveremo disperazione, tristezza, nostalgia ed amarezza .
Il libro si legge tutto d'un fiato grazie proprio alla semplicità della scrittura e al filo conduttore che le lega, all'inizio possono sembrare quasi banali ma via via si entra sempre più nel profondo colpendo per la loro originalità e coinvolgendo così il lettore.
Come ho già accennato, ciò che mi ha particolarmente colpito è il fatto che le poesie del libro possono essere intese come un racconto poetico, nel loro insieme, o come fotogrammi di specifiche emozioni e perfettamente intuibili singolarmente.
Lo consiglio a chi ama ritrovare emozioni poetiche con un tocco di originalità e sobrietà, è di facile lettura anche per chi non si è mai avvicinato ad un libro di poesie convinto che sia troppo impegnativo. (recensione di Eva)





COMMENTO di Giorgio e Sandra



Tramite Lucia Massetani



Cara Lucia,

qualche tempo fa abbiamo letto sul Giornale un articolo di cui ti trascriviamo questo pensiero:



"Questo è il privilegio dei poeti: essere intimi e quasi confusi insieme a chi, in ogni tempo e in ogni luogo, cerchi se stesso nelle loro parole".



Lo abbiamo condiviso allora e, ancor di più, nel leggere il libro di tuo cugino Stefano.
La sua poesia evoca, secondo noi, sentimenti e ricordi, lieti o malinconici ma sicuramente belli, profondi e incancellabili.
In un certo senso le sue rime fanno rivivere uno squarcio del tuo passato che ha inciso tanto da essere sempre dentro di te, anche se latente.



Vogliamo quindi ringraziare te per averci mandato il libro, molto gradito, e chiederti di porgere all'autore i nostri più vivi e sentiti complimenti per l'opera.
Conoscendo "l'amore" dei Massetani per la poesia e la letteratura in genere, formuliamo i migliori auguri per questa e per le future pubblicazioni.





RECENSIONE della redazione Cultura del sito "Bellezze e Gossip"





Sono come ricordi di lampi luminosi le poesie di Stefano Massetani...
Edita dalla Giovane Holden Edizioni, questa raccolta di poesie, dal suggestivo titolo "Fiore di Vetro", prende lo spunto iniziale dall'argomento favorito dei poeti d'ogni tempo: l'amore...
Chi si accingerà a leggere "Fiore di Vetro" troverà componimenti per certi versi (perdonate il gioco di parole) dissimili dalla scena poetica contemporanea.
Il punto di partenza della racconta è l'amore totalizzante. Quell'amore che ci fa sentire più presenti, più pulsanti, tutti gli organi del nostro corpo, e che risveglia dal torpore la nostra anima. I film, la letturatura e la musica ci offrono continui aggiornamenti su una "notizia" che in realtà è sempre la stessa: vivere l'amore è un'esperienza a tratti alienante. Ma spesso, accecati e galvanizzati dalla potenza dell'amore, non ci accorgiamo che il nostro sentimento finisce nell'anima sbagliata, in balìa dell'indifferenza. E allora tutto l'impeto del nostro trasporto si va a infrangere contro uno scoglio granitico: l'altro non ci ricambia, l'altro sminuisce il nostro amore, gli fa muro.



Questo non può lasciare indifferente chi ama, perchè se è vero che l'amore è nutrimento per chi lo prova, alla fine la resa dei conti arriva: e quel sentimento, come un fiore di vetro, si infrange.



La poesia di Massetani è attraversata da una negatività di fondo, da strascichi dolorosi, che però si stemperano con i colori vivaci dei ricordi, dei piccoli gesti quotidiani che fanno rivivere le gioie dell'amore. Emblematici in questo senso sono alcuni versi, di struggente potenza figurativa, pur se in una apparente semplicità:



"Questa domenica è un lago di silenzio,
increspato dai gesti lenti con cui togli la polvere dai mobili."



E ancora:



"Mentre il giorno sta faticosamente giungendo al termine,
la luce della sera stempera definitivamente la tua figura,
i miei occhi rossi e stanchi,
non percepiscono più le differenze,
confondendoti, ormai senza scampo,
col buio della notte."



Il fiore di vetro va verso la sua disintegrazione non solo nell'indifferenza dell'amato, tema tanto caro alla letteratura di ogni tempo, ma soprattutto al rifiuto.



"Un contenitore d'amore,
usato e schiacciato tra le tue mani,
per poi esser gettato via, senza pietà,
nell'arida discarica del tuo cuore."



Versi forti, vividi, che lasciano gocce di nero e di rosso sulla carta.
Quali potrebbero essere le cause della negazione dell'amore? Quella più convincente è la chiusura in se stessi, in un mondo come sigillato, che ci impedisce di affrontare, o solo di accorgerci, di una presenza positiva che possa liberarci (talvolta anche da noi stessi).



Anche se le tematiche dominanti sono l'indifferenza e l'abbandono, trova spazio nell'antologia anche la delicata, quanto fugace, carezza dell'amore ricambiato.



Stavolta l'amata della situazione si lascia abbracciare, quasi attraversare, dall'anima dell'altro.



"Ma il tuffo più dolce, l'unico che non temo,
è quello nei tuoi occhi bagnati di pianto.
Trattenendo il respiro, salto senza paura,
per immergermi come un naufrago nelle tue lacrime..."



Commovente il riscatto, a un certo punto, di chi ha sinora subìto il rifiuto: "Non piango più". Ma è una presa di posizione dettata solo dalla rabbia, tanto che il passo successivo è "Voglio innamorarmi ancora".
E' l'ineluttabilità dell'amore, della vita stessa.



Ci si accorge alla prima lettura che il vetro di cui è fatto questo fiore è tutt'altro che trasparente: mille e mille sfaccettature potranno riaffiorare a seconda del vissuto di chi legge questi componimenti.

( recensione di Viola )







RECENSIONE della redazione del sito "Scrittura-mania.it"




Ci sono libri che quando li leggi ti mettono in contatto diretto con l'anima dei loro autori. "Fiore di vetro" di Stefano Massetani è uno di questi.

Trasuda delicatezza, sensibilità, innata capacità di tramettere emozioni: una familiarità estrema con il linguaggio delle emozioni che non lascia indifferenti.

Scrivere poesie d'amore che coinvolgano e commuovano nel profondo, senza scadere nella banalità o nel già visto e già sentito, non è certo impresa facile ma Stefano Massetani vi riesce con estrema naturalezza, regalando al lettore incantevoli, musicali frammenti della sua anima.

Dal ripiegamento introspettivo, vissuto in una dimensione nostalgica e sofferta, all'analisi delle dinamiche del rapporto sentimentale, alla ricerca di un barlume di luce, oltre la spessa cortina di dolore, in grado di aprire le porte alla speranza e al rinnovamento: questo è il percorso tutto interiore che Stefano compie nella sua silloge, che si compone di una cinquantina di liriche brevi, prendendo per mano i suoi lettori, in un affascinante viaggio nella sua interiorità.

Fra le qualità dell'autore va riconosciuta, in primis, una non comune vis espressiva, fatta di proprietà di linguaggio e di delicate e incisive metafore.

Chiunque ami o abbia amato con intensità e profondità, sperimentando "la coraggiosa ostinazione dell'Amore sempre in bilico fra Paradiso e Inferno", non può non riconoscersi nelle emozioni descritte da questa voce poetica preziosa e pura come un fiore di un vetro nobile al pari del cristallo.

















Editore:
Giovane Holden Edizioni

Genere: Poesia

Estratto:
http://www.stefanomassetani.it/presente.html

Acquisto:
Per la forma cartacea tutte le maggiori librerie On-Line oppure il sito della casa editrice:
http://www.giovaneholden-shop.it/prodotti.asp?shop=1014eintProdID=25699
Per L' E-Book:
http://www.lafeltrinelli.it/products/9788863962260/Fiore_di_vetro/Stefano_Massetani.html




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