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Fiori di agave sulla collina delle fate (Sandro Capodiferro)


Inoltrarsi nella lettura di Fiori di agave sulla collina delle fate, è come misurarsi in un gioco di scatole cinesi. È un libro che al suo interno, contiene un altro libro. Un romanzo che a sua volta racconta un altro romanzo e proprio su questo ritmo del doppio, dell'alternanza e dell'avvicendamento Sandro Capodiferro, autore del volume, ha allestito la sua sapiente regia. Felicita e Adele, due donne, due vite, due svolte per un unico, incredibile destino. Ma dove finisce Felicita e dove inizia Adele? Non credo esista una linea di divisione netta e definita perché le due protagoniste del romanzo sono due figure pressoché simili anche se opposte ma che non potrebbero esistere una separata dall'altra proprio come "la bellezza non passa né sfiorisce, cambia di forma e di stato, andando a congiungersi, se c'è, alla bellezza vera, quella che non si vede ma che dà luce alla vita: quella dell'anima." Come nell'antica filosofia cinese lo Yin rappresenta ciò che è freddo, oscuro, umido e inerte, e lo Yang quel che è caldo, chiaro, secco e in movimento, così Felicita è una donna remissiva, pudica, senza bisogni e aspirazioni personali se non quelle di essere una brava moglie ed una madre perfetta quanto Adele è travolgente, disinibita ed avida di vita. Le vicende familiari, le esperienze avute, i loro caratteri così diversi eppure così somiglianti si armonizzano nel racconto fino ad arrivare ad essere le due perfette metà di un cerchio. Però come accade per lo Yin e lo Yang la suddivisione non è netta e assoluta ma in ogni metà è presente una piccola quantità del rispettivo opposto, così Felicita ha in potenza le qualità e le caratteristiche di Adele e Adele è complementare a Felicita. "Questo libro ormai mi è entrato dentro se sono arrivata a farmi delle domande così banali su concetti che per me sono sempre stati chiari. Eppure Adele è una di quelle donne vere: la sua bellezza e il suo modo di vedere la vita non sono frutto di una moda o di una comune abitudine, bensì del carattere e dell'indole che ha sviluppato attraverso le sue esperienze, quindi sono veri esempi di come il tempo e ciò che ci accade modifichino il nostro modo di vivere. Non avrei mai pensato di condividere il modo di vivere di Adele, ma ora sembrerà strano, di certo lo comprendo meglio di quanto non facessi alle prime pagine del libro." L'una viva e reale, non sarà mai completamente negativa come l'altra, virtuale e generata dai capitoli di un libro, non risplenderà mai totalmente positiva, entrambe si sostengono e si integrano a vicenda e solo, dopo arditi ed inattesi colpi di scena, quando questo equilibrio perfetto inizia a deteriorarsi e a divenire instabile per le complicazioni che la vita riserva sia all'una nella mondo reale che all'altra sui capitoli del libro, subentra infida, lucida e insinuante la follia. Fiori di agave sulla collina delle fate è un libro "diverso" nell'accezione più positiva e aperta del termine, un libro particolare che va oltre il classico romanzo a cui siamo abituati. Sandro Capodiferro con un linguaggio perfettamente dosato, a volte fluido e altre più elaborato asseconda la ritmicità della narrazione trasformando il volume in qualcosa di pulsante, di estremamente vivo e coinvolgente. Una nota a parte, in questo commento, voglio riservarla all'approfondimento psicologico che l'autore ha dedicato ai due suoi personaggi femminili. L'impressione che se ne riceve a fine lettura è che Sandro Capodiferro, con stoica pazienza, si sia esercitato nello studio delle innumerevoli sfaccettature del carattere femminile ed abbia scandagliato, da uomo, e quindi da osservatore estraneo e non emotivamente coinvolto, le menti delle sue protagoniste prima di tratteggiarle con la penna. È stata, senz'altro, una mossa vincente perché ne ha fatto due ritratti efficacissimi e molto aderenti alla realtà. Interessante e da segnalare la piccola appendice al volume con i lavori e le biografie dei pittori Nicole Auè, Pietro Olivieri e Christian Riminucci. Seneca, molti secoli fa disse "Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili" Sandro Capodiferro lo ha fatto, ha osato, ed il risultato tangibile e qui sotto i nostri occhi, tra i capitoli e le pagine di Fiori di agave sulla collina delle fate. Un romanzo di qualità per chi apprezza la buona lettura.

Recensito da nefti

Autore: Sandro Capodiferro

Genere: Narrativa

Perchè leggerlo?
Perchè è un libro "diverso" nell'accezione più positiva e aperta del termine, un libro particolare che va oltre il classico romanzo a cui siamo abituati.

Perchè non leggero?
Se non piacciono le tematiche psicologiche e riflessive rivolte all'interno e all'esterno di se stessi.

Ti piace se...
Ok così com'è. L'autore l'ha perfettamente calibrato.

Il pregio principale
L'interessante studio psicologico del mondo, del carattere e dei sentimenti femminili portato avanti da un autore maschile.

Il difetto principale
Non ne ho riscontrati.

Una frase significativa
"La bellezza non passa né sfiorisce, cambia di forma e di stato, andando a congiungersi, se c'è, alla bellezza vera, quella che non si vede ma che dà luce alla vita: quella dell'anima."




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