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Gabbie per nuvole


Il lettore sia subito avvertito: questo libro di Roberto Deidier non è il solito quaderno di traduzioni che un poeta giunto alla maturità compone radunando occasioni e prove eterogenee. Già il fatto che non siano qui riportati, come si fa abitualmente, gli originali accanto alle versioni indica una scelta sensibilmente diversa. Che pare, insieme, quella dell'antologia personale e del libro d'autore. I testi degli scrittori qui convocati, soprattutto di lingua inglese (da Stevenson a Hardy, da Auden a Larkin), sono – in un singolare gioco di carte – assunti e ridistribuiti secondo agglutinazioni tematiche che, mentre scombussolano prevedibili ordini schematici (la cronologia o l'appartenenza), si misurano, al di fuori di ogni retorica o birignao espressivo o manierismo sperimentale, con i grandi temi di sempre: gli umani affetti, il tempo, i sentimenti, la vita, il confronto con la più pungente e irriducibile realtà, la fine nostra ed altrui. Chi legge si trova così come di fronte alla relazione di un duplice viaggio: tra i motivi fondanti dell'esistenza e, insieme, tra poeti amati e diversi sì, ma restituiti – ed è questa la cosa più notabile – in una lingua unitaria e ben definita, che non segue né le forme del camaleontismo mimetico né quelle, stinte e un po' grigie, del ‘traduttese': un italiano limpido e netto che, senza vorticose escursioni dalla medietà comunicativa, pare paradossalmente attingere la sua purezza nell'uso, trasfigurato e redento da ogni troppo facile condiscendenza. Ma questa è poi, in fondo e da sempre, la lingua delle poesie di Deidier. A confermare come il tradurre non sia altro – almeno per gli autori dalla spiccata personalità – che un secondo, importante, modo d'esser poeti.Enrico Testa

Editore:
Empirìa

Genere: Poesia

Acquisto:
www.empiria.com




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