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GIOCHI D’OMBRA di Charlotte Link

Charlotte Link

 Giochi d’ombra

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Recensione

David Bellini: antipatico ed egoista oppure afflitto e angosciato? Non so decidermi, di certo vittima. Vittima psicologica poiché oppresso sin dall’infanzia dal troppo affetto della madre e dal magnate della finanza Andreas che lo ha accolto nella sua casa e lo ha nominato suo erede. Vittima fisica perché ucciso nel suo studio proprio la notte del 31 dicembre dopo aver trascorso una serata con 4 suoi amici del college che per ragioni di risentimento personale non vedeva da moltissimo tempo.

Ma facciamo un passo indietro. David divenuto oramai ricco sfondato, riceve frequentemente lettere minatorie da uno sconosciuto. Ma chi lo vuole morto? Forse uno dei suoi ex amici? Decide di affrontare il problema a viso scoperto e di invitare Natalie, Mary, Stewe e Gina nella sua lussuosa casa a New York per capire chi di loro è la reale minaccia per la sua vita. Con sua sorpresa tutti accettano l’invito spinti ognuno dal desiderio di rivalsa nei confronti di una persona che nel loro passato a rovinato le loro vite.

Ed proprio la sera stessa del loro incontro ad essere fatale a David, ucciso nel suo studio da un colpo di pistola.

Il caso viene affidato all’ispettore Kelly il quale intuisce subito un forte rancore da parte dei presenti nei confronti della vittima, ai quali si aggiunge la presenza anche della moglie di David, Laura, donna giovane, molto bella ed affascinante, dall’unica nota stonata: originaria del Bronx. Cinque possibili assassini, ognuno però con un valido alibi.

L’unico modo per scoprire il colpevole è scavare nel loro passato, riportare a galla le loro singole storie, i loro drammi, i loro segreti, il perché di tanto odio nei confronti della vittima.

Un giallo classico quindi. Un omicidio, dei potenziali assassini, un’indagine e la scoperta del colpevole. E’ chiaro fin da subito però che l’omicidio è solo un pretesto da parte della scrittrice per dar vita a quello che più conta nel romanzo, la storia di ogni singolo personaggio.

Il vero punto di forza non è l’indagine, tant’è che il vero colpevole si intuisce sin da subito ed il finale è decisamente prevedibile dal punto di vista investigativo. Ma il punto focale del libro è il viaggio drammatico raccontato dall’autrice di cinque persone, un viaggio nel loro intimo, nei loro sentimenti, nelle loro emozioni spinte al limite da un senso di disperazione ed impotenza e da un desiderio di dimenticare un passato doloroso.

Potente la caratterizzazione di ogni singolo personaggio, ma in tutta sincerità non so decidermi tra un senso di simpatia o antipatia per ognuno di loro.

Cinque persone dotate di grande personalità ma sopraffatte dalle loro debolezze. E’ stato facile e comodo per Natalie, Mary, Stewe, Gina e Laura riconoscere in David l’unico colpevole del loro triste destino. Nessuno però si è più soffermato a riflettere sulle possibilità per cambiarlo. Nessuno ha più voluto assumersi le proprie responsabilità, nessuno ha più voluto far luce sulle “ombre” dei propri ricordi e riappropriarsi di quella libertà che avrebbe permesso loro di cambiare le loro vite.

Questo libro mi è piaciuto, coinvolgente ed appassionante. E’ il primo libro di questa scrittrice che leggo, e mi si dice non essere neppure il migliore, cosa aspettarmi allora dagli altri?

Alessandra DG

 

 

 

 

 




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