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I luoghi sepolti


Nel suo ultimo lavoro letterario, Manuel Paolino, che nella precedente raccolta Leunam si era fatto esplicitamente profeta e cantore delle estensioni dell'Accanto e dell'Altrove, scoperchia, dal punto di vista poetico, una nuova dimensione attorno a cui far ruotare i suoi versi liberi, alternativa ma complementare allo Spazio: il Tempo.
È questo il risultato di una ricerca (historia) da lui definita, paradossalmente, di luoghi sepolti.
Il rivelarsi del divenire (accanto all'essere) come una «clessidra nella pelle» è invece un'epifania poetica che, per Manuel Paolino, ha il valore di una scoperta scientifica.
A farla da padrone nella raccolta, a dispetto del titolo, è quindi il Tempo, protagonista assoluto e narratore in prima persona degli scenari apocalittici rivelati nel poemetto intitolato Il giorno in cui il Tempo distrusse i sepolcri.
Manuel Paolino sembra voler qui sperimentare assieme alla durata, il ritmo e la distribuzione geometrica. Il poemetto è infatti ripartito in due canti, ciascuno composto da sette stanze di otto versi. Eppure, in questa piccola cattedrale matematica e gotica, segnata dal «male dantesco», è consapevolmente inserito un elemento perturbante che ne fa traballare l'intera architettura.
È infatti un singolo verso libero, slegato da qualsiasi simmetria, ad introdurre le ultime due stanze: «Ecco qualcosa accade:». Si insinua così il dubbio che l'apparentemente inesorabile e necessariamente determinato flusso del divenire, che «sale e non dà pace», possa correre (sotto gli occhi di un Tempo divenuto infine un immobile spettatore) lungo percorsi molteplici e casuali, una volta risvegliatosi ciò che «(...) nel ventre/ il sonno dorme d'un poeta».

Alessio Marzi
(Storico, ricercatore, insegnante di sostegno)

Editore:
Produzione Manuel Paolino, Lulu.com, 2014

Genere: Poesia

Estratto:
Nei Luoghi sepolti la dinamica poetica subisce una variazione sostanziale. La poesia non è più solo una variabile imprevedibile per il poeta, ma una meta che egli cerca in determinati punti dello spazio.
La poesia diviene ricerca e non più attesa, il poeta uno scopritore e non più passivo ascoltatore.
Non è più allora la musa che bussa alla porta del poeta, ma egli, cosciente del proprio movimento, diventa un esploratore dello spazio poetico, inteso come spazio del corpo e della mente, attraverso quegli infiniti luoghi ispiratori che gli stanno vicino, o che necessitano un viaggio per essere raggiunti.
I luoghi sepolti sono quindi questi: luoghi celati e reali capaci, se stimolati, di divenire luoghi emanatori di poesia.
Questi stessi possono anche presentarsi come del tutto sconosciuti al poeta, eppure, farsi sentire attraverso un sentimento inconscio che si tramuta in un desiderio artistico di nuova purezza creativa, ed al quale l'autore sente d'essere attratto con forza.
In questo modo nasce il poemetto allegorico in versi liberi dal titolo, Il giorno in cui il Tempo distrusse i sepolcri.
Sono 113 versicoli, con cui ho voluto dar vita ad un'allegoria in versi, che definisco poemetto, e scrivere una storia di fantasia, avente un'inizio ed una fine (ho un nuovo inizio...), la quale potesse coinvolgere il più possibile il lettore; emozionarlo e trasportarlo dentro le immagini di una vicenda raccontata da un protagonista particolare: il Tempo.
Il poemetto si riallacia al pensiero di Foscolo , e vuole essere un omaggio alla Poesia, ed a tutti i poeti. Oltre che una riflessione sul bene, e sul male, poli tematici vitali di tutta la mia opera.

Manuel Paolino

Acquisto:
http://www.lulu.com/shop/manuel-paolino/i-luoghi-sepolti/ebook/product-21854480.html

http://www.lulu.com/spotlight/ManuelPaolino




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