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I passi della vita


Per "30 scrittori per 30 lettori" Il mio feedback del libro di Arianna Raimondi " I passi della vita". Lettura scorrevole, piacevole e coinvolgente. La protagonista alla ricerca della propria identita', affronta, a volte con leggerezza, come l'infanzia e l'adolescenza vuole, a volte con maturita' e responsabilita', districandosi magistralmente, tutto quello che la vita le pone davanti: il dolore per la perdita di persone care, i primi contrasti con i genitori e una tematica importante, quella del bullismo psicologico, che la segnera' fino a farle commettere errori imperdonabili. Riuscira', non senza difficolta', a superare la delusione di un amore adolescenziale sbagliato, a riconquistare i piu' cari amici, con i quali condivide gioie e dolori, a sconfiggere solitudine e depressione e a credere in un amore importante perso e ritrovato. Tutto cio' non le ha impedito di realizzare un sogno coltivato sin da bambina: "Scrivere". " Niente e' troppo ambizioso se lo desideri davvero e ce la metterei tutta per realizzarlo" (cit.) Un libro per tutti. Scrittura fresca e sempre appropriata ad ogni situazione, ad ogni personaggio e ad ogni emozione. Infatti, si ha la senzazione di vivere il racconto " in diretta". Il romanzo e' un invito a non arrendersi mai, a perseguire i propri obiettivi con coraggio, lealta' e perseveranza : " Cadere, rialzarsi e correre". Concordo pienamente con l'autrice che e' un libro in cui ognuno puo' identificarsi, puo' essere la storia della nostra vita. " La vita non aspetta che tu ti decida a seguirla. Lei va, corre senza fermarsi. Se tu non la insegui....la perderai per sempre" (cit. ) Grazie Arianna!!!

Editore:
Youcanprint

Genere: Romance e sociale

Estratto:
I passi della vita

[…]
Dopo quello scambio di battute andai nel "mio posto segreto" per stare un po' da sola. Non era proprio un luogo segreto, in realtà era il parco pubblico vicino a casa mia: il più grande e frequentato della città.
In mezzo al parco si trovava uno stupendo laghetto che bucava quel prato perfetto con le sue sembianze di un lago in miniatura, con pesci rossi, carpe koi, tartarughe acquatiche e rane; nella zona nord c'era l'area adibita ai giochi per bambini con le altalene, il fortino, cinque scivoli, il castello e le giostrine per i più piccoli. Quella zona era il posto perfetto per creare storie di fantasie e viverre fantastiche avventure.
Vicino a questa si trovava un campo da calcio, da pallacanestro ed uno da pallavolo per i più grandi; poco più a sinistra della zona per i bambini c'era l'area cani, in cui si poteva lasciarli liberi di correre o giocare con loro a palla. Immaginate di portare Fido in quel meraviglioso parco, e quando vi guarda con quei suoi occhioni dolci e vi chiede di sganciare quel guinzaglio, voi non siete obbligati a rispondergli "mi dispiace Fido, ma non posso", ma con un occhiolino ed un sorriso lo lasciate giocare come se fosse un bambino.
Nella zona est c'era l'area ristoro, dove poter mangiare al bar, fare grigliate con amici, o fare un vero e proprio pic-nic, il posto ideale dove fare delle feste estive senza dover pagare nulla; e nella zona sud invece si trovavano le piscine, aperte solo d'estate, dove poter prendere il sole e rilassarsi sulla sdraio, o rinfrescarsi con un bagno. Ma la zona che amavo di più era l'area ovest, nella quale vi si trovava una collinetta e si poteva godere di una vista panoramica.
Quello era il mio luogo segreto.
Mi sedevo li e guardavo per tutto il tempo che volevo il mio quartiere dall'alto. Non importava se il parco era affollato o chiassoso, quando mi sedevo li esistevo solo io al mondo. Le voci dei pensieri cessavano per qualche istante di esistere, come quelle che inquinavano il mondo esterno.
Cominciai ad andare in quel luogo dopo la morte di Giorgio, e da allora mi recai regolarmente ad ogni delusione, ogni pianto che necessitava di essere sfogato, ed ogni volta che mi sentivo smarrita.
Quel pomeriggio volevo stare un po' da sola e riflettere su alcune cose: sulla mia vita, sulla scuola, sul mio comportamento degli ultimi tempi, su tutto. Non volevo piangere poiché non provavo alcuna tristezza, gli unici sentimenti che provavo erano un enorme senso di vuoto, smarrimento, confusione totale e stanchezza. Non riuscivo a comprendere nemmeno io cosa mi passasse per la testa in quei giorni, sapevo solo che desideravo che arrivasse qualcuno e mi dicesse cosa fare. Ma se non lo sapevo io, come poteva saperlo qualcun altro?
Stavo riflettendo su tutto ciò quando una voce dietro di me mi riportò alla realtà.
-Ciao! Cosa ci fai qui tutta sola?-
Mi girai di scatto spaventata.
-Scusa non volevo spaventarti! Sembra che tu abbia visto un fantasma!-
Mi convinsi a rispondere: -Scusa ero sovrappensiero, tutto qui -
[…]

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