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“Il canto dei Maori” di Sarah Lark

Se amate le saghe familiari, se vi piacciono i libri dove non è facile prevedere ciò che accadrà ai personaggi, allora “Il canto dei Maori” è una lettura ideale.

E’ il seguito di “Nella terra della nuvola bianca” ma per chi come me non ha letto quest’ultimo, vi assicuro che non troverete difficoltà nel seguire le vicende de “Il canto dei Maori”. E’ un romanzo a sé stante, può benissimo essere letto anche senza conoscere il precedente.

Ambientato negli anni a cavallo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 nella splendida terra della Nuova Zelanda, narra la storia di due cugine, Elaine e Kura. Due ragazze completamente diverse. Spensierata semplice e amante della sua terra e degli animali la prima, ambiziosa, di padre maori, molto bella e musicalmente talentuosa la seconda, il cui unico obiettivo nella vita è riuscire ad andare in Europa ed avere successo come cantante.Trasferitosi dall’Irlanda alla ricerca d’oro, William il figlio di un importante allevatore irlandese, incontra Elaine nella locanda dove alloggia e decide di corteggiarla. Lei ne rimane affascinata e se ne innamora all’istante.Un grosso problema si pone nel momento in cui William fa la conoscenza di Kura e rimane attratto dall’esotica bellezza della ragazza. Anche Kura rimane affascinata da William, e decide di rubare il fidanzato alla cugina. Lo scontro tra le due è inevitabile.Purtroppo per Elaine le delusioni d’amore non finiscono qui. Si ritroverà a sposare un violento e crudele uomo d’affari da cui sarà poi costretta a scappare e nascondersi, finendo in un piccolo paesino a suonare il piano in un bordello per mantenersi. Pure il futuro di Kura riserberà amare sorprese.Grosse difficoltà ma anche l’amore accompagneranno le due ragazze lungo la strada verso l’età adulta, in un mondo che sta cambiando velocemente grazie all’arrivo delle prime ferrovie, del lavoro nelle miniere, e perfino della macchina da cucire.

Durante tutta la narrazione, la scrittrice ci rende partecipi del confronto-scontro tra due società opposte: quella maori, meno convenzionale, più istintiva e legata alla natura e alla “voce degli spiriti” e quella occidentale, più capitalista, segnata dalle difficoltà e dallo spirito di sopravvivenza in un epoca di industrializzazione.

Tuffarsi nella lettura di questo libro ha significato per me non solo conoscere la vita in Nuova Zelanda all’inizio del diciannovesimo secolo, ma anche venire a contatto, seppur brevemente, con la cultura del popolo maori. La scrittrice ha dato vita a una saga familiare che ha il merito di introdurci in un’epoca e in un mondo lontani.

Un bel libro, avventuroso, romantico e a volte violento, da cui emergono personaggi, soprattutto femminili, molto forti e d’impatto. Un romanzo coinvolgente, non impegnativo, di facile lettura e ben scritto, adattissimo per i momenti di relax. Mi è piaciuta particolarmente l’abilità descrittiva della scrittrice .Anche l’immagine di copertina merita un apprezzamento, molto bella.

Alessandra DG

 




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