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Il Cardinal mia cara (Fabio Croce)


E´ il 14 aprile 2012 e sono le 20.38 di un sabato sera. Dopo circa tre settimane trovo le parole per elogiare le emozioni che Fabio Croce con la sua opera teatrale "Il cardinale mia cara" ha saputo imprimere nella mia mente e nei miei ricordi investendoli di sensazioni estremamente uniche. Sensazioni non semplici da descrivere che restano nel mio tempo e in quello di chi ha avuto la fortuna di poter assistere alla rappresentazione. Disciplinatamente il pubblico scende le scale che conducono nel cuore del Teatro di Documenti a Roma. Si giunge così non solo nel cuore del teatro, ma da lì a breve nel centro pulsante dell´io più nascosto che si cela discretamente in molti di noi. In questa occasione ho avuto la gioia di scoprire con mia piacevole ed inconsapevole sorpresa, l´esistenza di un profondo e appassionato genere teatrale in grado di dare un´anima e una voce sconvolgente e intima a chi attraverso un difficile, ma indiscutibilmente impetuoso cammino, saprà urlare al mondo la sua identità e i suoi sentimenti. Il suo amore per l´amore tra persone dello stesso sesso. L´opera teatrale "Il Cardinal mia cara" di Fabio Croce spalanca le porte ad un tema quanto mai attuale nella nostra società e altrettanto difficile da affrontare soprattutto nell´ambito cllericale: l´omosessualità. Un Cardinale cerca di spiegare al suo assistente come Madre Chiesa vive e vede il rapporto d´amore omosessuale, ma il colloquio profondo, professionale e a volte drammaticamente vivo e sofferto dei due personaggi si snoda attraverso la rappresentazione di una storia d´amore tra un uomo sposato in carriera all´interno del Vaticano e un giovane. Un bel giovane, la cui bellezza fisica sprigiona tutto il desiderio viscerale che solo chi è avvolto da una profonda esigenza di amare ed essere amato sa esprimere nell`incoscienza della sua giovane età. Fabio Croce ha saputo dare vita alla sconvolgente passionalità sentimentale e fisica che investe due anime e due corpi dello stesso sesso con estrema sensibilità, acume di sentimenti, rispetto per il prossimo che lo osserva incuriosito come il pubblico che lo ha applaudito ed ammirato. E non per ultimo una grande cura dei particolari. L´indefinibile realismo della rappresentazione che a tratti catapulta lo spettatore nel buio inaspettato della sala fa si che tra un atto e l´altro si abbia l´opportunità di riflettere fugacemente su quanto oscuro sia tale aspetto della vita. Solo ora comprendo che in realtà non è il buio creato tra un atto e l´altro ad avermi intimorito e reso inquieti gli altri spettatori, bensì ciò che esso cela nella sua intimità. Sembra essere lo stesso buio in cui ci si ritrova con se stessi tra un amore appena nato ed uno oramai consumato tra la pelle di chi desideriamo più di noi stessi e dal quale non riusciamo a liberarci se non abbandonando ogni maschera. Un amore proibito. E´questo in fondo il destino oscuro di chi lotta per rivendicare il proprio diritto ad amare: il buio dal quale ognuno di noi spera di uscire. La storia d´amore tra un uomo e un giovane fará da filo conduttore del racconto assai difficile da affrontare per chi crede in Dio e in Santa Madre Chiesa, ma non per chi ha il coraggio di riconoscere ciò che esiste e, evidentemente, Dio stesso ha creato. La vivacità dei protagonisti, la loro impressionante capacità di esprimere sentimenti così ben celati, ma al contempo avvertiti tra i più profondi canali dell´io, donano all´intera opera il tono realistico e rappresentativo che difficilmente si raggiunge nell´affrontare un tema così delicato, oserei dire, oscuro e sotto alcuni aspetti al limite del censurabile. Mi resta solo una domanda da porre a me stessa e a chi legge: chi meglio di colui che ci ha creato può amarci e lasciarci amare? Allora, perché proprio la Chiesa che rappresenta l´amore di Dio in terra non accetta il rapporto sessuale come atto d´amore tra persone dello stesso sesso? Concludo con la speranza che quanto enunciato attraverso l´opera teatrale "Il cardinale mia cara" di Fabio Croce venga accolto, anche da coloro che temono l´oscurità, come un atto d´amore. L´amore che donandosi al prossimo con purezza di cuore permette ad ognuno di amare l´altro così come è e con il rispetto che la stessa Madre Chiesa ci insegna, affinché il buio lasci posto alla luce. Rosanna Lanzillotti

Recensito da ros.luna

Autore: Fabio Croce

Genere: teatro

Perchè leggerlo?
Fa riflettere

Perchè non leggero?
Si perderebbe l´oppurtunitá di usare il proprio cervello!

Ti piace se...
sei pronto a confrontarti con la parte piú oscura di te e del tuo prossimo

Il pregio principale
Fa vincere le paure piú recondite del nostro io

Il difetto principale
Non ha paura di esprimersi ed esporsi all´insegna dell´amore! ... che poi non é proprio un difetto ...

Una frase significativa
... quando lo dici a tua moglie ...




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