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Il Cristallo di Necros


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Quando ho cominciato a leggere questo libro ammetto di essere stata piuttosto titubante. La trama era molto interessante, ma, trattandosi di un fantasy, genere che io non leggo perché l'ho sempre trovato piuttosto ‘lento', ho fatto fatica a prendere coraggio e a cominciare a leggerlo. Basti pensare che io e "Il Signore degli Anelli" ci guardiamo in cagnesco da anni. Grave sbaglio però, perché appena ho preso in mano questo libro, "Il Cristallo di Necros", mi sono ritrovata catapultata in un universo parallelo che, per la minuziosità delle descrizioni, sembrava davvero reale. Ma andiamo per gradi.

Parente comincia la sua opera con la visione dalla parte di Alex, ragazzino quanto mai responsabile nel suo ruolo di capo famiglia, ma rimane pur sempre un ragazzino, con tutti i problemi che si hanno a quell'età: liti tra coetanei e quant'altro. Sin dalle prime pagine, cominciano a rincorrersi personaggi, nomi di luoghi, che, per la maggior parte, ci accompagneranno per tutto il libro. Incontriamo già dall'inizio una delle protagoniste, Syndara, una mezzelfa rimasta orfana, poi adottata dalla famiglia di Alex. Non ci sono legami di sangue tra i due, ma il legame affettivo risulta evidente sin da subito. Ma parliamo dei Cristalli, questi famigerati cristalli che rimarranno nell'ombra per gran parte del tempo, ma che sembrano quasi onnipresenti, tra una riga e l'altra. È Alex a farne la prima descrizione; una descrizione talmente dettagliata che sembrerà al lettore di averne uno tra le mani, talmente tanto sono vive le parole.

"Le pietre erano una preziosa eredità lasciata dall'era del cataclisma, quando un immenso meteorite precipitò sulla terra causando distruzione su tutto il pianeta. Furono scoperti per la prima volta dagli elfi, ma la loro natura era ancora fonte di numerosi dubbi tra i discorsi di maghi e sacerdoti."

Alex prova dei sentimenti contrastanti per questi. Sa benissimo il loro potere, il loro grado di distruzione, perché in prima persona ha vissuto la loro energia. Purtroppo, però, sembra che niente debba andare come vuole il ragazzino. Una scelta sbagliata, irrazionale, lo porta a commettere un omicidio, che lo porterà a scappare, a fuggire per gran parte della sua esistenza, lasciando una madre distrutta ed una sorella abbandonata. Gli anni passano, in una maniera che ho trovato sorprendente. Il modo in cui Parente descrive questi salti temporali, che in molti autori ho trovato davvero pessima, mi ha lasciato a bocca aperta. Per niente affrettata, sembra quasi che l'autore voglia sì, far passare lungo tempo ai protagonisti, ma soffermarsi anche sulla loro crescita in questa fase. Syndara è il personaggio che ora prende davvero la scena.

L'avevamo vista da bambina, quando si affidava in tutto al fratello. Il risentimento nei confronti di questo è evidente ma ci ritroviamo davanti ad una donna che sa ciò che vuole: vuole la libertà, l'indipendenza. Ma, come anche nella realtà, la fantasia è ben lontana da ciò che si vive ogni giorno. Ho trovato Syndara un personaggio davvero credibile, poiché all'inizio, ancora prima che crescesse interiormente, non è un'eroina. Tutto ciò che ha a suo favore è solamente il coraggio e quel che basta di determinazione. Non è una donna che sbraita e urla, no. È pacata e gentile, ma anche battagliera e con un grande senso di giustizia, che ho adorato a partire dalla seconda metà del libro (e sapete bene che le protagoniste femminili per la maggior parte delle volte le trovo insopportabili). Solo grazie ai compagni che avrà al suo fianco, uno stregone Fanael e un druido, Lothar, riuscirà davvero ad uscire come personaggio. La metteranno davanti a situazioni pericolose che solo grazie al suo coraggio e al suo cuore, riuscirà a superare.

Il mio personaggio preferito? Syn! Un membro parecchio importante del nuovo gruppo di Syndara. Appena ho letto di lui, non so, è stato amore a prima lettura. Si tratta di quei personaggi che sai essere perennemente smossi da secondi fini, opportunisti, con dei tratti di coraggio misto a pazzia, ma che non puoi fare altro che adorarli. Inoltre, in conclusione al romanzo, l'ho amato ancora di più. La sua vita era buia, lo sapeva anche lui, ma grazie a… (NO, NON LO DICO) si rende conto di tutto ciò. Ma io vorrei tornare veramente alla parte che più mi è piaciuta di questo lavoro. Le descrizioni. Prima ho parlato delle descrizioni che Parente ci offre dei cristalli, ma ora voglio parlare di tutto il resto: dei paesaggi, degli scenari descritti.

La meticolosità delle descrizioni dei movimenti, dei luoghi che i protagonisti visitano, sembreranno al lettore, di viverli quasi. Di poterli toccare. Purtroppo, però, non ho ritrovato la stessa attenzione per ciò che viveva interiormente il personaggio. Vedremo con il secondo capitolo di questa saga, spero, le caratteristiche interiori dei personaggi, maggiormente approfondite!

Ad ogni modo, rimane un libro che, agli amanti del genere e non, consiglio caldamente. Parente vi farà entrare in molte realtà, realtà fatte di mezzelfi, gnomi, stregoni e anche druidi! Vi farà vivere la quotidianità di Sàrbel e di molti altri posti che visiteranno i protagonisti.

Non ci resta che attendere il secondo libro per scoprire le sorti di questi eroi.

Vi lascio con una frase di Syn, per chiudere in bellezza.

"Spingi una persona verso il baratro e si rivelerà per quella che è veramente. Io sono consapevole del marcio che c'è in ogni persona, riesco a spingermi su questo baratro e rimanere fermo a guardarne il fondo." – Syn

Editore:
Autopubblicato

Genere: Fantasy

Estratto:
Le distanti luci delle lanterne sembravano minuscole lucciole all'interno dell'intricato groviglio di alberi che si estendeva nel buio della notte. Un nutrito gruppo di soldati, appartenenti alla chiesa di Onlux di Bristol, era in marcia. La compagnia era composta da una selezione dei più capaci ed esperti uomini della milizia cittadina. Tutti umani, la cui delicata missione avrebbe potuto porre fine alle losche operazioni segrete di un gruppo di ribelli.
Dopo mesi di ricerche e conflitti contro l'organizzazione, questa missione era mirata a contrastare le attività criminali che si estendevano fino al cuore stesso di Bristol. Ogni elemento della forza militare si rendeva conto dell'importanza dell'incarico.
Da fonti ufficiali, la chiesa di Onlux aveva saputo che il gruppo di ribelli era affiliato al culto di Atoris, i cui valori erano opposti a ogni loro principio di fede. Rappresentavano l'oscurità stessa che tentava di offuscare la luce del loro dio Onlux, simbolo di radiosità. Quella notte avrebbero combattuto con fede profonda nei loro cuori, spazzando via le tenebre che minacciavano la città e i suoi abitanti.
Si muovevano cautamente tra la folta vegetazione della foresta Fàrangrim, equipaggiati con lo stretto indispensabile e senza le armature d'ordinanza, il cui metallo avrebbe potuto causare eccessivo rumore in quella silenziosa notte.
Cinquanta individui, divisi in tre squadre poco distanti l'una dall'altra, erano guidati da ufficiali che s'inoltravano nel cuore della foresta verso un luogo prestabilito e marcato su alcune dettagliate mappe della zona. Sotto la luce delle lanterne, il capitano Codus non poté fare a meno di notare un velo di agitazione negli occhi del suo secondo in comando.
«Qualcosa non va soldato?» gli chiese.
«Capitano, il pensiero che i druidi di questa foresta ci stiano osservando mi mette in agitazione.»
Scostando le ragnatele che gli s'incollavano sul viso, il capitano annuì pensieroso alle preoccupazioni dell'ufficiale.
«I druidi hanno concesso alla nostra armata di attraversare indisturbati il loro territorio» disse. «L'alleanza è stata stipulata anticipatamente per permettere la riuscita dell'operazione. Non devi preoccuparti.»
«Certo Signore» annuì rispettosamente, ma la preoccupazione aleggiava ancora intorno a lui, celata in ogni ombra della foresta.

Acquisto:
Formato Epub: http://www.lulu.com/content/e-book/il-cristallo-di-necros/13353620

Amazon: http://www.amazon.it/dp/B00A2XN4DA




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