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Il cuore selvatico del ginepro

Vanessa Roggeri

Il cuore selvatico del ginepro

 

Ho sempre pensato che certi libri fossero animati da un proprio spirito, che in qualche modo fossero “vivi”, vibranti nelle loro pagine di qualcosa che non è facilmente definibile.

Quando ho finito di scrivere Il cuore selvatico del ginepro ho capito subito che il mio libro custodiva un suo spirito segreto. Non mi sono preoccupata di come trovare un editore, benché io fossi un’aspirante scrittrice perfettamente sconosciuta, perché dentro di me avevo una sicurezza un po’ folle e inspiegabile: ero sicura che ci avrebbe pensato Ianetta – la protagonista del libro – a farsi pubblicare.

E così è stato: il mio romanzo è arrivato dritto al cuore della Garzanti con una forza dirompente.

Il cuore del mio libro trabocca di passioni che travolgono, non esistono le mezze misure, come non esistono nella vita reale. I miei personaggi odiano con forza che distrugge; amano con impeto che vivifica là dove non c’era più speranza; si disperano perché la forza maligna di certe superstizioni può portare ad uccidere anche coloro che sono sangue del proprio sangue.

Nel cuore del mio libro c’è Lucia, e come suggerisce il suo nome, lei porta la luce dell’amore tra le ombre tetre di una Sardegna oscura e misteriosa; e c’è sua sorella Ianetta, nata settima, maledetta dalla tradizione che vede in lei l’incarnazione del male. Lucia è una donna forte, tenace, coraggiosa, un simbolo di emancipazione femminile; lei è l’unica che riesce a vedere la luce della verità oltre il velo dell’ignoranza e dell’odio, ad amare anche chi per sua natura non riesce ad attirare l’amore altrui.

Il ginepro è una pianta tenace, resiste anche alla furia delle fiamme; se fuori brucia, dentro il cuoricino rimane vivo, proprio come l’amore, quello vero.”

Vanessa Roggeri

L’autrice in questo video racconta la sua storia

https://www.youtube.com/watch?v=NwtuCGcqpPo

 

È notte. Il cielo è nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l’orizzonte. È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita. La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie, e per questo è maledetta. E qui nel suo paese, in Sardegna, c’è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa streghe. Liberarsene quella stessa notte, senza pensarci più. Così ha deciso la famiglia Zara.

Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita. Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. La salva e la riporta a casa, e decide di chiamarla Ianetta. Non c’è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Eppure il suo destino è già scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà una reietta. Emarginata. Odiata. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l’unica a non averne paura. Lei l’unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l’innocenza di Ianetta. Contro tutto e tutti. Lei l’unica a capire chi si nasconde dietro quegli occhi spaventati e selvatici: una bambina in cerca di amore, che farebbe qualsiasi cosa pur di ricevere uno sguardo e una carezza. Solo una bambina, solo una ragazza, con un cuore forte e selvatico come il ginepro. Le sue radici non si possono estinguere così facilmente; la loro fibra è fatta di ferro e se fuori bruciano, dentro il cuore rimane vivo.

Questa è la storia di una bambina e di una colpa non sua. È la storia di una sopravvivenza e della lotta contro le superstizioni. È la storia di due sorelle, quella maledetta dall’ignoranza e colei che sa vedere oltre. È la storia di una terra e delle sue tradizioni più arcaiche e oscure. Una storia che trabocca in modo dirompente di passioni: amore, odio, disperazione e speranza.

 

Vanessa Roggeri è nata e cresciuta a Cagliari, dove si è laureata in Relazioni Internazionali. Ama definirsi una sarda nuragica, innamorata della sua isola così aspra e coriacea, ma anche fiera e indomita. La sua passione per la scrittura è nata fin da quando la nonna le raccontava favole e leggende sarde intrecciate alle proprie memorie d’infanzia. Queste storie di una Sardegna antica, magica e misteriosa l’hanno segnata profondamente facendole nascere il gusto per la narrazione e il desiderio di mantenere vivo il sottile filo che ci collega a un passato ormai perduto.




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