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Il doppio cosciente (Giuseppe Bonaccorso)


Il doppio cosciente non è un romanzo dalla struttura narrativa lineare: come infatti ammette lo stesso autore, la storia, caratterizzata da un intreccio tutt'altro che "naturale", si articola nella scoperta evolutiva di cinque diversi personaggi "nascosti" nelle pieghe della psiche labile e malridotta d'un uomo dominato dalla schizofrenia. I toni narrativi sono molto diversi e cambiano drasticamente man mano che i singoli personaggi vengono "sviscerati" e portati alla luce dalla trama descrittiva raccontata in prima persona da una voce dalle molteplici sfumature: prima "parte" in continua contrapposizione con un alter-ego nascosto, denominato "contro-parte", poi uno psichiatra che, solo apparentemente, segue le cure d'un ulteriore "sfaccettatura" del personaggio principale, una giovane donna di nome Femke e, infine una signora psicopatica e la sorella naturale di Femke, un nuovo ed indispensabile personaggio di nome Leda. In un susseguirsi di cambi di prospettiva, i diversi protagonisti, illuminati quanto basta dall'occhio di bue, si presentano e recitano la loro inimitabile parte, sino a giungere, al termine del loro "innaturale" percorso ad una dissoluzione completa che, pagina dopo pagina, guida il lettore verso la distruzione, la ricostruzione e il definitivo superamento di ogni legame logico-razionale, in un sempre crescente vortice di follia e perdita di ogni riferimento.

Recensito da giuseppebonaccorso

Autore: Giuseppe Bonaccorso

Genere: Romanzio psicologico

Perchè leggerlo?
Per vivere in prima persona un susseguirsi straordinario di esperienze soggettive, intrecciate l'una nell'altra come un treno privo sia della locomotiva, che del vagone di coda.

Ti piace se...
Apprezzi la letteratura di stampo fortemente psicologico, con un stile denso e serrato e una struttura narrativa basata sulla libera evoluzione del flusso di pensieri dei singoli personaggi.

Una frase significativa
"La osservo avvicinandola al viso. Adesso ha le sembianze di un dipinto di El Greco, allungata dal volere graffiante dei canini e degli incisivi, ma resa anche oggetto di ludibrio: sensibile allo scivolare convulso delle mascelle umide, ...docile alle schizzanti avances della lingua biforcuta e foriera del più profondo incipit che dalla piacevole gradevolezza di un lieve solletico, volge brutale alle più irte vette dell'euforia e dell'estatica beatitudine."




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