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Il giorno

"Il buio si ritrae, disorientato, sorpreso, arrabbiato. Si ritrae, perdendo l'appetito nell'essere interrotto tanto rudemente mentre si prepara ad alimentarsi. E mentre il buio si ritira come un'onda da una spiaggia, dal buio emergono tre ragazzi che ridono".

da La notte - Ray Bradbury

La sete di cronaca nera ha a che fare con le nostre paure più profonde, quelle che abbiamo cominciato a conoscere da bambini, nelle storie che raccontavano gli adulti. Loro, gli adulti, avevano imparato a non avere più quella paura straziante: quella che non ti fa respirare, che ti fa guardare sotto il letto o dietro la porta della camera prima di dormire. La notte era profonda come il buio, e fantasmi e mostri vi erano nascosti, pronti a colpirti e a ingoiarti, a prenderti, a farti svanire nel nulla ignoto.
Nelle serate dei racconti, quelle in cui ci si trovava attorno ad un tavolo, dalla nonna, si rideva, si scherzava ma poi, in qualche preciso momento, saltava fuori di quel tale che uccise la moglie, oppure di quel pedofilo trovato morto, giù da una scarpata o della ragazza suicidatasi perchè ingannata da un uomo sposato.
Noi, i bimbi a cui gli adulti non prestavano attenzione durante quelle storie, andavamo a letto terrorizzati. Non erano gli aneddoti allegri che ci portavamo a letto. Erano le storie paurose che prolungavano la veglia e popolavano i nostri sogni di incubi.
Chissà se le paure di quel tempo ci abbiano aiutato in qualche modo a temere, a non fidarci dello sconosciuto e dell'orco dietro l'angolo. Di certo, ci hanno insegnato per la prima volta cos'è la solitudine: la paura di essere soli. Per esempio, quel giorno in cui per la prima volta abbiamo visto nostra madre titubare ed avere paura. Lei, ai nostri occhi così forte, sicura, alta, gloriosa nell'universo come una eterna stella, non può proteggerci più. E per la prima volta temiamo per lei, per nostro padre, per i nostri fratelli, per noi stessi.
Col tempo, crescendo, i bimbi diventeranno adulti e forse dimenticheranno di quelle lontane e fortissime emozioni. Forse metteranno le vesti dei narratori di storie buie, cosicché altri bimbi avranno paura. E non si avvicineranno alla scarpata o al fosso. Forse non si fideranno del vicino o di quell'amico a cui li abbiamo affidati per necessità. Forse.
L'ignoto e il buio sono presenti in fondo a noi. Sappiamo cos'è la paura anche se ne evitiamo le conseguenze estreme. Ci giriamo attorno, con storie e vicende dettagliate, non la nominiamo neppure. Eppure è lì con noi al nostro fianco. Sicura compagna di viaggio.

La cronaca nera ci fornisce tutto il bestiario del male che riusciamo a sopportare, che spesso vogliamo sopportare. In fondo riguarda qualcun'altro. Non capiterà a noi e alla nostra famiglia.

Ma se per un momento pensiamo a quanto vere erano quelle sere paurose...

Autore: Enrica De Luchi

Genere: pensieri




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