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Il libro nero del mondo (Gabriele Dadati)


Gabriele Lazzari è un giovane regista che sta girando un film sul cannibalismo. È un artista ambizioso, felicemente sposato, con il fantasma di una bambina che appare regolarmente nel suo giardino di casa. Durante le riprese, uno dei suoi attori, Marco Sernesi, con il quale Lazzari aveva avuto dei dissapori in passato, viene misteriosamente rapito. Il regista, contattato dal rapitore, senza informare ne la moglie, tantomeno la polizia, si mette in strada alla volta di Cattedra per liberare l'attore scomparso. Raggiunto il luogo prestabilito, un casolare isolato, ad aprirgli la porta è un uomo dall'aspetto rispettabile che a sua volta lo prende in ostaggio. Il rapitore non vuole denaro e nemmeno fargli del male, vuole solamente che testimoni ne "Il libro nero del mondo" la sua vocazione missionistica per liberare l'umanità dal male che l'attanaglia. Lazzari è sconcertato. Rinchiuso in una stanza, incatenato al muro, tra lettere d'amore dirette alla moglie e strane apparizioni farà il punto della sua vita e scoprirà, o meglio proverà, fino a dove può spingersi la follia umana. "Il libro nero del mondo", romanzo di Gabriele Dadati edito da Gaffi Editore potrebbe definirsi un romanzo "cristiano", o quanto meno che attinge alla cristianità e non certo per farne banalmente il verso. Metaletterario nella struttura, di genere nella trama, di formazione nei contenuti, il libro si offre al lettore come un viaggio doloroso e infine liberatorio. Il nucleo tematico principale è la colpa (che provoca sofferenza) dalla quale l'essere umano cerca di redimersi. È la colpa che l'uomo coltiva in seno e che lo trasforma in vittima o carnefice; il male, giustificato o meno, che egli cova interiormente e genera mostruosità. Notevoli sono i richiami al sacro e al profano, vivido il legame tra il mondo dei morti e quello dei vivi; infine, una suddivisione tripartitica (Purgatorio, Inferno, Paradiso) che nella sua successione rimanda alla salvezza dell'anima, al suo riscatto, e irrobustisce lo schema concettuale del testo. Sembra tra l'altro, che a poche righe dalla fine, l'autore voglia suggerirci che il modello di valori cristiano, volontariamente o involontariamente, trova realizzazione nelle nostre vite. Attraverso uno stile maturo che non disdegna picchi poetici, Dadati ribalta di volta in volta le prospettive interpretative del lettore. "Il libro nero del mondo" è un romanzo che non dice tutto quello che ha da dire, che non spiega anche quando analizza, che confonde e sospende, ma che mira con precisione alla natura dell'uomo e al sostrato socio-culturale che ne alimenta le azioni. Mentre la colpa uccide, il sangue scorre, le visioni prendono forma e lo svelamento del mistero è atteso al varco, la trama si sfalda del tutto. Immagini e parole si amalgamano. La vita dell'uomo è fisica, è carne e sudore, e il suo spirito è offuscato dalle ombre. Il suo viaggio è un cammino verso la luce e l'amore.

Recensito da AndreaMarchi

Autore: Gabriele Dadati

Genere: Di formazione, noir

Perchè leggerlo?
Perché stupisce senza colpi di scena. Non dice, ma è come se dicesse tutto.

Perchè non leggero?
Non ne ho idea.

Ti piace se...
Letto mentre fuori piove.

Il pregio principale
Originale nella struttura. Evocativo nel linguaggio. Interessante la commistione dei generi letterari.

Il difetto principale
Può piacere o meno, ma è un romanzo ben fatto e non ha particolari difetti.

Una frase significativa
Mi rendo definitivamente conto di quanto la mia educazione, l'organizzazione dei primi anni della mia vita e inoltre l'edificazione della mia immaginazione siano legati a questa chiesa e più in generale al culto.




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