search
top

IL MANIFESTO DEI COSMONISTI

Mikael Niemi

IL MANIFESTO DEI COSMONISTI

 Unknown

Titolo originale: Svalhalet 

Traduzione e Postfazione di Laura Cangemi

 

 

IL SOGGETTO

Ispirato alla tradizione fantascientifica, dai classici come Ray Bradbury agli umoristi come Douglas Adams autore della Guida galattica per autostoppisti, Mikael Niemi lascia questa volta l’ormai famoso Tornedal, la regione più a nord della Svezia in cui era ambientato il suo primo romanzo Musica rock da Vittula, per avventurarsi nelle galassie vicine e lontane. A bordo di un astrocargo, viaggia attraverso lo spazio, dalla buona vecchia Terra alle più sperdute stazioni di servizio per cosmonisti, e nel tempo, dal momento prima del Big Bang alla fine dell’universo, per accompagnarci alla scoperta di un mondo ancora sconosciuto a noi, novellini dell’universo, alla nostra prima esperienza di traversata interplanetaria.

 

LA TRAMA

Un toccante congedo dall’amato Tornedal e dalle sue saune, l’ultima notte sulla Terra, fa da incipit a un mirabolante susseguirsi di avventure raccontate da uno dei più esperti cosmonisti – così si chiameranno i camionisti nel futuro – dell’universo. Dall’alto della sua esperienza di viaggiatore intergalattico, Niemi ci narra storie che hanno per protagonisti le creature più disparate dell’universo, descrive luoghi che non oseremmo immaginare, ci svela i segreti di un mondo improbabile ma esilarante. Si parte da una sperduta stazione di servizio lungo l’anello metallifero esterno, dove la Terra è così lontana che il solo suo nome provoca un’incontrollabile epidemia di riso. Una digressione ci porta poi a conoscere i ponoristi, folli, audaci avventurieri che comprano a poco prezzo astronavi fatte di pezzi di ricambio usati e si fanno congelare fino a quando non oltrepassano il Point Of NO Return, oltre il quale sanno di non poter più rientrare alla base, di avere davanti a sé solo lo spazio infinito, il cui unico limite è stabilito dalla durata della loro stessa vita. Intercalate tra i numerosi episodi, riceviamo informazioni utili per viaggiare nello spazio. Il narratore ci spiega, per esempio, cos’è il borsiglio, l’unico oggetto personale che ci si può portare a bordo dell’astrocargo: sei tubetti contenenti ricordi prelevati dalla Terra, nel caso infausto che il cosmonista non riuscisse più a tornare verso casa. Ci spiega anche quali sono le norme comportamentali da seguire quando siamo in viaggio nel nero più profondo: una nuova morale, quasi, per riuscire a convivere per anni con altri esseri umani in uno spazio ristretto, riassunta nel Manifesto dei Cosmonisti, che recita: “Non esiste nessun manifesto dei cosmonisti”. Inoltre, approfondimenti “storici” ci spiegano com’è nato il volo intergalattico, in che modo e grazie a quali persone l’essere umano è entrato in una nuova era: dalla teoria delle pietre dormienti a quella dei Kurt, particelle dispettose, materializzazione della sfortuna, battezzate così dal loro scopritore, Emanuel Creutzer, in onore dell’avvocato divorzista dell’ex-moglie. E poi ci sono le domande fondamentali: cosa c’era prima del Big Bang? Perché l’universo è nero e non, per esempio, bianco? Esiste l’anima? Siamo soli nell’universo? E diversamente da ogni scrittore prima di lui, a tutte queste domande Niemi dà una risposta, svelandoci i misteri che da sempre accompagnano il cammino dell’umanità. D’altra parte, lui ha letto il capolavoro di uno dei pochi ponoristi riuscito a tornare dal suo viaggio verso l’ignoto, il grande Ruben Stanislavskij, autore di Sono passato a salutare Dio ma non c’era nessuno in casa. Il libro continua con approfondimenti scientifici, dall’archeologia – si parla del ritrovamento dei primi documenti scritti nella storia dell’universo, opera dell’ormai estinto popolo degli Azepi, iscrizioni su pietre di protesta contro la programmazione televisiva – alla sociologia – l’irreversibile fenomeno della scomparsa degli scrittori. Imperdibile è la visita al BucodiCotica, il bar più “in” dell’universo, dove il nostro accompagnatore ci fa entrare ingannando i temibili buttafuori e dove un velocissimo barman prepara cocktail con stravaganti ingredienti per clienti ancora più stravaganti, perché una semplice birra doppio malto può forse andare bene a esseri a base di carbonio, come noi umani, ma molti preferiscono sbronzarsi di idrossido di sodio o di solfato alcaloide o anche del normale acido solforico da batteria svanito. Continuando a saltellare con leggerezza, come senza gravità, da un argomento all’altro, Niemi ci racconta di quando gli androidi, ormai del tutto simili agli umani, si costrinsero a fare “outing” e a fingere movimenti e suoni più robotici per evitare una guerra civile che sicuramente avrebbe annientato l’umanità. E come dimenticare quella volta in cui tutti gli abitanti dell’universo, da un mattino all’altro, si svegliarono più leggeri perché un affarista senza scrupoli aveva venduto parte di un buco nero ai rappresentanti di un altro universo, spacciando l’intera operazione per una nuova rivoluzionaria dieta, il cosiddetto metodo del galattosio? E la ragazzina francese che insieme ai suoi compagni di corso di cinematografia creò la vita eterna virtuale? E quell’altra volta in cui degli alieni atterrati in Finlandia riuscirono a raggirare noi Terrestri per garantirsi le nostre riserve di titanio? Ma non solo il passato ci viene raccontato: grazie a uno strano ospite, il docente di matematica Öyvind Kuno è in grado di predire il futuro. È solo in queste ultime pagine del libro che l’umanità, derisa e bistrattata per le sue debolezze e i suoi limiti lungo tutto il racconto, riacquista la sua grandezza, nel momento decisivo, quando l’universo si sta accartocciando, sul punto di scomparire, eccoli, gli esseri umani, che si rifiutano di credere che sia finita, che hanno imparato a neutralizzare la forza di gravità, che non vogliono abbandonare la speranza: non vogliono morire, vogliono esserci quando, un giorno, ricomincerà tutto da capo. Pagine commoventi, come non ne mancano nel resto del libro – non si può restare indifferenti al destino di Laika, un cane rimasto solo in un’astronave fantasma – pagine intrise di nostalgia per quel pianeta imperfetto e bellissimo che è il nostro, quella Terra “in cui crescono l’erba e i fiori”, intrappolata nel suo minuscolo sistema solare, i cui limiti non impediscono però ai suoi abitanti di sognare, di immaginare mondi lontani, popolati da creature sorprendenti, che nella loro diversità ricordano tanto la varia umanità con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Sempre che qualche membro della setta di Holger non cerchi di convincervi che nell’universo non esiste altra forma di vita intelligente…

 

IL PUBBLICO

Appassionati di fantascienza, naturalmente, ma non solo: il libro fa riflettere sulle domande più importanti che riguardano l’uomo e nello stesso tempo descrive luoghi e personaggi che potrebbero rientrare in un bestiario medievale, tanto è vasta e multiforme l’immaginazione di Niemi. Diverte e stuzzica qualsiasi lettore, permettendo a tutti di lasciare via libera alla propria fantasia e di creare ognuno le proprie visioni.

 

L’AUTORE

Mikael Niemi è nato nel 1959 in Svezia; dopo aver pubblicato nel 1988 e nel 1989 due raccolte poetiche, e due racconti per ragazzi, Kyrkdjävulen (Il diavolo della chiesa) e Blodsugarna (I vampiri), editi rispettivamente nel 1994 e nel 1997, ottiene subito il grande successo di critica e di pubblico con il primo romanzo per adulti, Musica rock da Vittula, che si aggiudica il prestigioso August Priset nel 2000, supera le 700.000 copie ed entra nella hit dei libri più letti e amati dagli svedesi negli ultimi anni. L’autore sta attualmente lavorando a una trasposizione cinematografica del romanzo, già tradotto in più di dieci lingue in soli due anni. 




Leave a Reply

*

top
Diag| Memory: Current usage: 47555 KB
Diag| Memory: Peak usage: 47728 KB
Better Tag Cloud