Il mercante di zucchero (Adriana Assini)
Adriana Assini ci ha abituato finora, nelle sue opere narrative, a personaggi e a problematiche eminentemente femminili. In tutti i suoi romanzi più importanti (Le evangeliste di Bruges, Il bacio del diavolo, Le rose di Cordova, Un sorso d'arsenico) è sempre una donna - o anche più di una - ad essere il personaggio principale. In questo suo libro più recente, intitolato Il mercante di zucchero, or ora uscito per i tipi di Scrittura & Scritture di Napoli, i giochi si ribaltano. Questa volta ci troviamo in una vicenda portata avanti interamente da uomini. L'unica figura femminile, il personaggio di Francesca Campo, rimane defilata nell'ombra, come in secondo piano, tratteggiata con le tinte lievi di un delicato acquerello. Ed esistono in tutto il romanzo soltanto un paio di dialoghi fra lei e il protagonista, Gian Luca Squarcialupo, che è appunto il mercante di zucchero del titolo, ma all'occasione un capopopolo e un politico di razza. La vicenda, ambientata come sempre nel secolo prediletto dalla nostra autrice, il Cinquecento, si svolge all'epoca dell'imperatore Carlo V in una Palermo affamata e stretta sotto il torchio del viceré Hugo de Moncada, detto dal popolo Ugone, che trascorre la sua esistenza nell'ozio e nel lusso mentre continua senza pietà a vessare i sudditi soffocandoli con gabelle e leggi inique. Tutta la storia, che si snoda per più di duecento pagine, rappresenta l'itinerario di una lotta appassionata, di una vera e propria rivoluzione con la quale i palermitani intendono riconquistare l'indipendenza, la libertà e la giustizia. Una storia che è anche fatta di ambizioni, intrighi, doppi giochi e atroci tradimenti. Ma i veri protagonisti sono - per dirlo con le parole stesse dell'autrice - "un pugno di disperati, di poveri cristi che vivevano di stenti e non sarebbero mai arrivati ai quarant'anni". Sono loro, dunque, i primi attori del dramma che si consuma in queste pagine: un "popolo di fabbri, sarti, drappieri e maniscalchi, conduttori di somari e pescatori". Intanto però nell'ombra agisce segretamente una misteriosa setta, quella dei Beati Paoli, una sedicente associazione religiosa che è in realtà una sorta di mafia ante litteram, una congrega che del resto fa capolino più volte nella storia siciliana del Cinque-Seicento (compare pure, per es., nella vicenda triste e famosissima dell'infelice Baronessa di Carini). Proprio a questa setta di figuri incappucciati si dovrà infine il tragico scioglimento della vicenda del romanzo; tragedia che finisce per riportare tutto - socialmente per lo meno - allo statu quo. Ma se la rivolta del popolo palermitano si rivela destinata ad un amaro insuccesso, il fallimento e anche la morte nulla possono togliere agli ideali, al valore e alle nobili motivazioni di coloro che vi hanno partecipato combattendo. Adriana Assini - una scrittrice che, si può dire, dipinge anche quando scrive - sorretta come sempre dalla meticolosità e dalla ricchezza di documentazione che rimangono un imprescindibile punto di partenza in un romanzo che voglia definirsi storico, ci restituisce ancora una volta, e con consumata maestria, il variegato e brillante affresco di un'epoca, in questo romanzo politico e "corale" che sa avvincere il lettore dalla prima all'ultima pagina. Marina Caracciolo
Recensito da VincenzaAutore: Adriana Assini
Genere: romanzo storico
Perchè leggerlo?
emozionante e coinvolgente
Ti piace se...
l
Il pregio principale
la scrittura e l'originalità della storia
