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Il paese dei campanelli

CARLO_LOMBARDO_E_523710209730fUn importante riconoscimento  per il volume “Il paese dei campanelli. Breve storia dell’operetta” di Luisa Longobucco  edito dalla casa editrice Pellegrini che è risultato finalista del Premio Firenze ( sezione C, saggistica edita) organizzato dal Centro Culturale Firenze- Europa ” Mario Conti”.

“Una ventata di freschezza che ci fa rimpiangere un ‘epoca che non c’è più – si legge nella motivazione del premio. Molto documentato, il libro ci fa conoscere un personaggio straordinario, l’uomo che creò il prototipo dell’operetta, la deliziosa ” Il paese dei campanelli “, facendoci rivivere il suo ambiente”.

“Il paese dei campanelli. Breve storia dell’operetta” di Luisa Longobucco nasce infatti dall’intento di farci riscoprire l’operetta e da una grande passione per questo particolare genere musicale-teatrale e propone un’ indagine attenta ed accurata su una delle realizzazioni piu’ piacevoli dell’operetta italiana. Il paese dei campanelli è, infatti, un’operetta scritta da Carlo Lombardo e musicata da Virgilio Ranzato e Carlo Lombardo. Andò in scena per la prima volta il venerdi’ 23 novembre del 1923, al Teatro Lirico di Milano dalla Compagnia Regini Lombardo. La trama é singolare e fantastica.

Il paese dei campanelli é ambientata in un tranquillo paesino di tipo olandese. Un giorno nel borgo approda una nave a causa di un guasto e arrivano in paese dei giovani cadetti di Marina. Appena sbarcati il loro interesse é rivolto alle giovani e belle ragazze del paese, che sembrano ben disposte ad accogliere le loro galanterie: il paese é tanto quieto da diventare monotono e anche i loro anziani mariti non rendono la vita allegra. L’arrivo dei marinai porta è, quindi, un tono di vitalità e di briosità. Questo paese ha una stranezza, che incuriosisce anche i marinai: ogni casetta di questo luogo ha un piccolo campanile, posto a guardia della fedelta’ coniugale.

La leggenda dice che i campanelli suoneranno ogni qualvolta una moglie sara’ in procinto di violare la fedeltà coniugale.

La coppia romantica dell’operetta é formata dal guardiamarina Hans e dalla giovane Nela, quella comica e spigliata invece dall’allegra Bombon e dal tenente La Gaffe, il cui nome dice tutto della sua personalità. Le gaffes sono infatti le sue specialità, sarà lui il fulcro che innescherà le situazioni comiche della storia. Ad esempio rivelerà a Nela che Hans é sposato, mentre la gaffe decisiva sarà quella di aver confuso dei telegrammi facendo arrivare in paese tutte le mogli dei cadetti al posto delle ragazze di un corpo di ballo. Dopo una serie di vicissitudini e divertenti situazioni i cadetti ripartiranno e alla fine il paese tornera’ alla sua vita discreta e monotona, e così i campanelli non avranno più motivo di suonare.

Il paese dei campanelli di Luisa Longobucco ci immerge in questa curiosa e unica vicenda ma ha altre pregevolezze: traccia le vicende della nascita dell’operetta e la sua collocazione durante la Bella Epoque, ne segue gli sviluppi in Italia attraverso autori come Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni, Giuseppe Pietri e Giacomo Puccini. Si concentra poi diffusamente su Carlo Lombardo Virgilio Ranzato riportando diverse citazioni tratte da giornali e da un’importante rivista del tempo, Arte drammatica, e corredando la biografia di Carmine Lombardo con un’inedita intervista al figlio secondogenito, oggi novantasettenne, e alla figlia Ester nata nel 1923.

Il lavoro si conclude accuratamente con le recensioni dell’operetta, sia quelle iniziali apparse su Arte drammatica sia quelle più moderne tratte da diversi quotidiani italiani. Luisa Longobucco é nata a Cosenza, insegnante, musicologa, pianista e giornalista, ha studiato al Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza, ha svolto attivitàconcertistica. Si é laureata in Lettere Moderne e in Dams con indirizzo musicologico con il massimo dei voti all’Universita’ della Calabria. Studiosa del periodo verista, ha svolto attività di ricerca anche all’estero approfondendo le tematiche leoncavalliane.




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