search
top

IL PORTAGIOIE CINESE LACCATO ROSSO


Un "quasi" giallo, venato di magia e divertimento, che vede la giovane e intraprendente Marika, inizialmente alla ricerca disperata del Vero Maschio di Genova, gettarsi a capofitto in un'assurda avventura con delitto, fra "occhi sotto spirito" e "muffin al veleno". Con lei sulla scena l'amica Sophia, un condensato d'energia cosmica, e tanti altri personaggi in bilico fra coscienza e perversione. Ad indagare è il Commissario Rossi, fresco di vacanze al mare, e il vice Bruzzone, prossimo alla pensione, in una storia che "anche se strana" può apparire vera, in una realtà narrativa che non disdegna la fantasia e l'improbabile. "Il portagioie cinese laccato rosso" è quindi un romanzo da gustare col sorriso, in totale leggerezza.

Editore:
pubblicato dall'autore su ilmiolibro.it

Genere: giallo

Estratto:
… Occhi, in liquido rosaceo, tanti barattoli, sistemati in ordine nell'armadio primo novecento, ed altri occhi, in liquido rosaceo, tanti barattoli, sistemati negli scaffali in cantina come nel magazzino di un museo di storia naturale o come prugne sciroppate nella dispensa di campagna della nonna.
Credimi, belli a vedersi, ma l'alcool nuoce al colore dell'iride e gli occhi azzurri perdono la profondità e la bellezza dell'oceano, quelli marroni sbiadiscono in un sottobosco senza sole e quelli viola perdono il mistero eccentrico della sublime rarità.
Belli, belli a vedersi, comunque.
Come prugne sciroppate nella dispensa di campagna della nonna.
Capitolo 1

Marika scese in strada per annusare l'aria, quell'aria finalmente tiepida che faticava a introdursi nei vicoli anche in piena estate, impregnata di passione, come diceva Sophia.
«Annusa» le diceva, «usare solo l'un per cento dei nostri sensi è perdere il novantanove per cento delle cose belle.»
Poi sorrideva, come una margherita al sole.
Marika aveva iniziato a crederle, forse per gioco o forse per trascianrsi sulla pelle il profumo di paradiso, come Sophia definiva quel novantanove per cento delle possibilità sensoriali, nascosto nelle valve strette e impaurite del banale quotidiano.
E funzionava.
Acuire i sensi funzionava, e rendeva tutto più friz-zante. Una coppa di champagne Henri de Verlaine invecchiato e fresco.
Dunque, Marika scese in strada per annusare l'aria, con l'abito rosa "seconda pelle", le spalle nude, i capezzoli in rilievo e i capelli raccolti con accurata noncuranza.
Di nuovo nera, di nuovo liscia, di nuovo sola.
Ogni volta si cambia, è così.
I capelli sono il segno tangibile della vita sentimentale delle donne e acuendo la vista per questo particolare hai sotto controllo l'intero universo femminile, diceva.
Anche questo Marika aveva imparato da Sophia la saggia.
Il corto castano è la donna delusa dal maschio, il biondo morbido e lungo è la sicurezza di un maschio devoto e gradito nel letto, il nero liscio è la pantera spietata di nuovo a caccia, reduce dalla rabbia dell'abbandono.
«Sei troppo complicata, assurdamente complicata» così Pietro l'aveva lasciata, con cinque parole di cui una ripetuta più una virgola, dopo cinque anni di riccioli biondi e morbidi.
Pietro chiamava complicazione l'intraprendenza, quel gioioso rimettersi in gioco dopo giornate troppo lente nell'anima e nel corpo.
Lui era un pigro che si accontentava del noto, dell'usuale, del semplice.
Marika no, mai.
«Cos'è » le aveva detto inorridito, «cos'è questa nuova assurdità di una laurea in psicologia criminale e investigativa» tremava come di fronte a un mostro alieno, «tu sei fuori, fuori come un poggiolo piccola mia.»
«Mi sono iscritta, topo, e non sarai tu a fermarmi» aveva ribattuto Marika. «Mi sento così e basta, e voglio investigare per hobby, anche solo nella mia fantasia, ma con una base solida e concreta di conoscenza.»
«Pazza.»
Era stata l'ultima parola di Pietro, pazza, prima dei cinque mesi strascicanti di amore finito, fievoli come la fiamma di una candela di Natale senza più cera intorno. Uno stoppino senza nutrimento.
Così era Marika, uno stoppino senza nutrimento.
Poi è partito, grazie al Cielo, il topo, e tutto ha avuto inizio. La grande caccia. La caccia al Maschio di Genova, l'unico con la M maiuscola, quello che si aggira per vicoli alla ricerca della Donna di Genova, quella con la D maiuscola, l'arcobaleno dei Sensi, con la S maiuscola, la fonte della Gioia, con la G maiuscola. Il Maschio introvabile.
Dunque, Marika scese in strada non solo per annusare profumo di focaccia dalle panetterie e d'incenso e di rosa dalle drogherie più spinte ma, inevitabilmente, per annusare ogni millimetro cubo d'aria nella ricerca inquieta del sano odore dell'introvabile.

Acquisto:
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=917743




Leave a Reply

*

top
Diag| Memory: Current usage: 47607 KB
Diag| Memory: Peak usage: 47779 KB
Better Tag Cloud