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Il soffio del Drago


Tra le vette più alte d'Europa, in un paesino sperduto e isolato da alte cime innevate si svolge questa storia tra passato e presente, dove in un crescendo di colpi di scena Andrew, un designer di successo, verrà coinvolto in un'avventura all'apparenza inspiegabile. Strani accadimenti entreranno di prepotenza a sconvolgere la sua routine quotidiana, un passato sconosciuto proromperà inquietante a ribaltare tutte le sue abitudini, la sua stessa vita verrà rimessa in gioco. La sua casa si troverà al centro di un mistero che da oltre 700 anni chiede di essere risolto e le stesse risposte che troverà saranno ancora più enigmatiche delle numerose prove che dovrà affrontare. Comincerà una ricerca, anche a rischio della propria vita tra le rovine di un antico castello, sul fondo di un lago ghiacciato e nei corridoi di un'antica biblioteca che lo porteranno a riscoprire un passato che deve essere ancora scritto. Il futuro della sua famiglia già stabilito nel 1300 tornerà a reclamare giustizia. Incisioni su vecchie pergamene gli infonderanno il coraggio, spinto all'estremo da una buona dose di incoscienza, a percorrere l'unica soluzione possibile verso la sola verità, contro un passato che ritorna a cercarlo. Nel suo cammino però dovrà guardarsi bene alle spalle... nascosta nell'ombra una strana presenza aspetta da tempo di rivelarsi...

Editore:
Youcanprint

Genere: fantascienza per ragazzi

Estratto:
Il padre e la madre lo avevano sconsigliato di salire sul ghiaccio, era ancora presto quell'anno per pattinarci sopra e quella piattaforma non si era ancora spessorata abbastanza.
Ma lui, in compagnia dei suoi amici c'era andato lo stesso, non salì sul ghiaccio, si divertiva a girarci attorno. Giocava con lo slittino, lui era il più piccolo di tutti e sul bob ci saliva solo con il padre. I suoi amici più grandi lo prendevano in giro, avevano trovato un punto del lago dove il ghiaccio era più grosso e si divertivano a scivolare giù da quell'avvallamento fino ad arrivare al centro di quella lastra, per poi tornare indietro a piedi.Lui aveva passato l'estate ad arrotare i suoi pattini, voleva fare vedere loro che il suo era lo slittino più veloce della valle.Però rimase seduto in cima alla salita ad osservare gli altri, dal punto più alto. Ad un certo punto, il più sbruffone dei suoi compagni di gioco lo sorprese alle spalle, e dopo che tutti si erano lanciati nella discesa per l'ultima gara, ecco che lo spinse giù dal pendio. In principio si ribellò, ma come vide che il suo slittino in velocità superava tutti gli altri, essendo il più piccolo e il più leggero, si lasciò andare all'euforia.Eccolo raggiungere l'ultimo, poi via via risalire la classifica: settimo... quarto... terzo... secondo... PRIMOOOOOO!!!Era passato davanti a tutti, era al settimo cielo... ma un momento... i bob dei suoi amici avevano i freni... il suo slittino andava troppo veloce... non gli aveva i freni...D'istinto lo sollevò dai lati sulla punta verso di sé per frenare quell'accelerazione che lo stava portando al centro del lago, il posto più pericoloso, con il ghiaccio molto sottile.La manovra sembrava funzionare, ma così facendo i pattini sul retro lasciarono sul ghiaccio due strisce di neve che tagliarono la superficie, facendole presto riempire d'acqua.Oddio! Il ghiaccio alle sue spalle si stava rompendo!La frenata lo aveva rallentato e non ce l'avrebbe mai fatta a raggiungere l'altra sponda.Era questo che pensavano i suoi amici e intorno al lago non c'era ormai più nessuno a quest'ora, stava diventando buio e le famiglie con i genitori si erano già allontanate.Arrivato al centro del lago il piccolo Andrew rimase immobile, non aveva il coraggio di alzarsi dal suo slittino, lo stringeva con una forza tale che la paura e il freddo gli bloccarono le mani in una morsa dolorosa. Era congelato più dalla paura che dal freddo... era impassibile, non muoveva un solo muscolo. I suoi amici non riuscirono a dire una parola. Lo guardavano immobili anche loro... un secondo che durò un'ora. Fu l'urlo di Desy, la sorella del suo migliore amico che fece ritornare tutti alla realtà. Andrew realizzò dove si trovava, non riusciva a piangere, troppa paura anche per quello. Sempre seduto, spingendosi piano piano con il carrarmato dei suoi scarponcini, slittò con piccoli movimenti verso la riva, in quel punto solo a 20 metri di distanza, verso il punto più vicino, il vecchio pontile con la scaletta di ferro arrugginito, ma che ai suoi occhi in quell'istante apparve d'oro massiccio. Riuscì lentamente strisciando i piedi ad avvicinarsi di altri 10 metri, mentre intanto i suoi amici inforcarono in fretta e furia le biciclette, chi andando a cercare aiuto, chi girando intorno al lago cercando di raggiungerlo, proprio sopra quel vecchio pontile, che come un vecchio braccio scorticato si protendeva verso di lui per afferrarlo. Era ormai quasi arrivato, mancavano solo 3 metri alla scaletta, ma la fretta dei suoi amici purtroppo creò il disastro. Le vibrazioni del vecchio pontile, per la sollecitazione di quel gruppo di biciclette lo fece ondeggiare vistosamente, provocando un'oscillazione di qualche centimetro per lato, poco, ma quel tanto che bastò per creare una frattura nel ghiaccio. Andrew di colpo sentì cedere il ghiaccio sotto di lui. Non urlò, fu velocissima la discesa.
Lo slittino sparì nell'oscurità del lago con lui seduto sopra.Tornò a galla un istante, mentre già le prime persone accorse stavano per salire sul pontile,dieci metri ancora di corsa e lo avrebbero raggiunto. Andrew con i suoi sette anni si agitava nell'acqua, ce la mise tutta per restare a galla, ma il freddo e i vestiti inzuppati pesavano troppo per le sue piccole forze.Un signore, il più veloce di tutti, riuscì ad arrivare all'ultimo secondo, e tenendosi alla scaletta di ferro la scese con 2 salti. Stava per afferrarlo che il bimbo, con un ultimo singhiozzo, scomparve risucchiato nel fondo di quel lago. L'acqua che da prima era tutto un ribollire per il ghiaccio che si rompeva e per l'agitazione del bambino di colpo si quietò, divenne immobile, ghiacciò anche le speranza di quell'uomo che si era sporto per afferrarlo in un ultimo e disperato gesto. Un urlo si alzò dal fondo del lago... la madre del piccolo era accorsa insieme al padre, richiamati da Desy. In cielo le nuvole coprivano la luna... era un buio totale, solo le luci delle biciclette ora come lame tagliavano il silenzio della superficie del lago. Il padre disperato arrivò di corsa al pontile, l'altro signore si spostò, lo lasciò passare, ma ormai era tardi, era impossibile trovarlo nel lago, troppo freddo... e troppo buio... l'acqua in quel punto scendeva giù oltre i 15 metri. La temperatura era abbondantemente sotto lo zero. Solo pianti e singhiozzi si sentivano su quel piccolo specchio d'acqua, anche gli animali del bosco per compassione tacquero. Sul lago cominciò ad alzarsi anche una nebbiolina, la superficie ora era quasi invisibile, una strana atmosfera avvolse tutti i presenti. Non si è mai capito cosa fosse stato, se un riverbero della Luna sbucando dalle nuvole avesse mandato un raggio in quel punto, ma ecco una luce da sott'acqua con una velocità impressionante dal fondo del lago salire vicino al pontile, passare sotto a questo e qualcosa di colpo riaffiorare.Il padre afferrando, anzi strappando la lampada da una piccola bicicletta lì vicino illuminò quel corpo galleggiante. Tenuto stretto dalle altre persone gettò le braccia in acqua, afferrò queltessuto, lo girò... ma era solo lo slittino con la copertina della seduta inzuppata.Non era Andrew.

Acquisto:
http://www.amazon.it/Il-soffio-del-Drago-ebook/dp/B00BR30TR8/ref=pd_ecc_rvi_1?ie=UTF8eqid=1343220487esr=1-1




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