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Il sole della notte


Questo libro è un romanzo drammatico scritto in prosa e in poesia. Mentre la narrazione ti porta sulla scena e ti fa vivere i fatti, i versi ti regalano emozioni che sarebbero rimaste nascoste. La protagonista, Serena, è una musicista, e tramite l'immaginazione e la collaborazione delle parole si può sentire in sottofondo il violino che canta mentre il silenzio della stanza ti trasporta in altri luoghi.

Editore:
BastogiLibri

Genere: Drammatico

Estratto:
-"Il dolore è un'arma che non ha impugnatura, se l'afferri ti tagli, che tu sia assassino o che tu sia vittima. "

-"Da sola,la notte s'incupisce. Serena pianse tremila lacrime. Credette di contarle veramente, e poi si chiese se fosse pazza. E poi si chiese chi è che non fosse pazzo. Si svuotò completamente. Pensa tu, oh, saggio che conosci, chi crede di sapere sapendo di non vedere?E chi pensa di vedereSapendo di non sapere?"

-Non è mai bello dormire di giorno. Il giorno è azzurro, pieno di colori, sapori, odori, sensazioni, musiche. Quando è giorno si deve ridere, giocare, volare, correre. Per dormire c'è la notte. La notte è nera e non ha molto da osservare, per cui si devono chiudere gli occhi. Ma Serena vedeva tutto in bianco e nero, e per lei era sempre una buona occasione per dormire. Solo che aveva scordato che dormire non vuol dire annullarsi, spegnersi, ma solo cadere in un tepore misterioso, in cui si parte per pianeti e mondi sconosciuti. Questo accade sempre, spetta alla memoria volerlo ricordare o meno. E quel giorno, essa decise di farlo. Così, quando Serena chiuse gli occhi, vide una stanza blu. Lei era lì, ma non c'era. Non era possibile vederla e sentirla, toccarla, però la presenza c'era. E questo le bastava per provare. La stanza era piccola, troppo piccola, sembrava uno sgabuzzino. Le parati erano blu scuro, illuminate da una finestra con le tende bianche. Fuori c'era il sole e i suoi raggi raggiungevano anche l'angolo più buio fra le quattro pareti. C'era un piccolo armadio di legno grezzo antico, scuro, con dei disegni intagliati finemente. Il lampadario era spento, sembrava rotto perché la palla che ricopriva la lampadina era strappata. Opposto all'armadio c'era uno sgabello, basso, con tre piedi, e proprio sopra lo sgabello c'era un quadro. La cornice era di oro intagliato, e sembrava veramente molto preziosa. Ma il quadro era molto deludente; un semplice mare azzurro con il sole alto fra le nuvole e una barca a vela in lontananza. Il pavimento era grigio, sembrava cemento. Evidentemente non si erano degnati di inserire le piastrelle. Tra l'armadio e la cornice preziosa, il lampadario rotto e il pavimento non completato, lo sgabello totalmente fuori luogo, la stanza era innocuamente inquietante. E la cosa più inquietante di tutte era l'assenza di una porta. Tuttavia, questo particolare non diede disturbo alcuno al bambino che tranquillamente si trovò a fischiare accanto alla finestra. Non fischiava veramente, soffiava con la bocca a pesce e le guance a palloncino, e si sforzava fino a diventare tutto rosso. Poi guardava fuori e rimaneva impassibile. Aveva circa cinque anni, come dimostravano le manine paffute e minuscole, le gambette alte poco più di trenta centimetri, e la faccia rotonda vuota di problemi. Poi si girava e guardava la mano poggiata sulla sua spalla. Era la madre, alta e grigia, sguardo fiero e bocca chiusa. Occhi coperti di un velo d'argento di polvere. E il bambino sorrideva. Poi la mamma non c'era più, e il bambino, davanti all'armadio aperto rideva acutamente, spensierato, e s'infilava all'interno per nascondersi. Poi si faceva notte, e il vento s'innalzava e tradiva, sbatteva le tende. La madre era di nuovo lì, e urlava, e chiudeva sbattendo la finestra con un tonfo terribile. Il bambino nello sgabello, testa bassa, viso bagnato, gambe rannicchiate e mani tremanti. E la madre sopra di lui, incombente. La mano si alzava sempre di più e il bambino sprofondava sempre più giù, poi tutta la stanza si faceva buia, ad eccezione di una candela. Era nell'angolo, dove prima non c'era niente, perché prima c'era il sole. E dall'altra parte della stanza c'era la madre, ancora con la mano alzata, e il bambino la guardava con le lacrime agli occhi.

Acquisto:
Reperibile in tutte le librerie d'Italia, e su Internet in tutte le librerie virtuali.




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