search
top

Il Teschio di Baphomet


Dall'Italia l'illustre antropologo forense, Isaac Tutuola, riceve l'incarico di esaminare il presunto teschio di Baphomet, l'idolo pagano evocato nelle scritture esoteriche del XIX secolo. Secondo la leggenda chi lo possiede riceve poteri occulti enormi; un'assurda superstizione popolare per Isaac alla quale però credono in molti disposti ad usare qualunque mezzo pur di ottenerlo. A tale scopo antichi ordini religiosi e società segrete inizieranno a tessere le loro trame diaboliche in una Venezia odierna, disegnando una lunga scia di sangue e morte che impegnerà l'ispettore Falco e la sua squadra in un'indagine rischiosa ed intricata, fino al limite del razionale.

Editore:
Edizioni DEL FARO

Genere: thriller esoterico fantasy

Estratto:
Che cazzo li ha ridotti così? Si domandò mentalmente l'ispettore, mentre i suoi occhi castano verde squadravano i corpi di quei due bastardi ondeggiare con il tronco del corpo avanti e indietro.
"Condizione catatonica associata a deliri di controllo e di inserzione del pensiero. I soggetti pensano di essere controllati da un'entità esterna e che quest'ultima gli inserisca pensieri non propri nella testa". Fu la diagnosi che il Dottor Giuseppe Armani fece all'ispettore. "Se fossi in Lei non li lascerei senza sorveglianza nei prossimi giorni. Il rischio di suicidio è alto".
Amadeus Falco si avvicinò ai due rapinatori, ne afferrò uno per la maglia e lo sollevò di peso dal pavimento. Ricordava ancora il corpo di quel quattordicenne che avevano soffocato nella sua villa di Brusegana. Il naso e la bocca gli erano stati strappati con il nastro adesivo, mentre la madre galleggiava nella piscina. La voglia era quella di lasciare che si impiccassero con il lenzuolo della cella, ma la reputazione del corpo di polizia era più importante; fece un respiro profondo e lo fissò negli occhi.
"Daniel Bailar. 28 anni, rumeno. Ricercato per pluriomicidio dalla polizia rumena". Lo informò l'agente scelto Marco Zaghetto, allungandogli il mandato di cattura.
Amadeus Falco attorcigliò il colletto della maglia del rapinatore intorno al suo pugno. La merda arrivava in Italia con la velocità di un fiume in piena. Uno stronzo di avvocato, un paio di ritardi e quel bastardo sarebbe stato fuori per prescrizione. L'Italia puzzava come una fogna a cielo aperto e lui non poteva farci nulla.
"Ispettore?" Lo scosse il suo sottoposto. "Ispettore?" Proseguì, fissando il viso paonazzo di Daniel Bailar.
Amadeus Falco continuò a stringere. Sentiva la rabbia salirgli alla gola e insistette nell'arrotolare il collo della maglietta di quel figlio di puttana.
Daniel Bailar non opponeva resistenza, teneva la bocca aperta, respirava a fatica, ma sembrava totalmente ignaro di quello che gli stava accadendo. "Mama. Mama". Era l'unica parola che ripeteva ininterrottamente.
"Ispettore?" Gli si avvicinò il Dottor Giuseppe Armani, stringendogli il polso. "Non comprometta la sua carriera, ispettore". Gli consigliò, mentre con il mento accennava a un paio di giornalisti piazzati contro la vetrina del negozio.
Amadeus Falco mollò la presa, afferrò il mento del rapinatore e gli spostò il collo di lato. Il medico scostò i capelli del rapinatore dalle tempie e ispezionò il ferro che gli penetrava la pelle.
"Che cazzo è?" Gli chiese Amadeus Falco.
Le dita inguantate del Dottor Giuseppe Armani sfiorarono le tempie dell'uomo. "Sembra una lobotomia piuttosto rudimentale". Si stupì di non averlo notato prima.
Due campanelle di ferro emergevano appena dalle tempie di Daniel Bailar. Amadeus Falco controllò il cranio del secondo rapinatore. La scoperta fu la stessa.
"Chi gliele ha messe? Tu?" Si affrettò a urlare contro Mo Yan ancora fermo sulla sua sedia.
Il cinese fece di no con la testa.
"Chi allora?" Continuò l'ispettore nervoso.
Mo Yan sollevò i palmi delle mani in aria.
Amadeus Falco guardò la cassiera. Era troppo esile e distante per aver aggredito i due rapinatori. Una pallottola aveva frantumato la sirena del soffitto, ma la maggior parte era stata scaricata verso la vetrata del negozio. Il bancone di legno era intatto, constatò l'ispettore.
"Chi altro c'era nel negozio?" Urlò Falco ai due cinesi, fissando il foro di una pallottola alto nel muro. "Chi cazzo è Mama?"
Mo Yan come diceva il suo nome, non voleva parlare, imitato dalla cassiera.
"Musi gialli di merda". Borbottò Amadeus Falco, sputando sul pavimento. Poi, rivolgendosi ai suoi uomini. "Controllate questi stronzi. Passaporti. Visti. Fornitori. Qualsiasi cosa li possa sbattere al fresco". Ordinò con un filo di voce.
Il Dottor Giuseppe Armani lo fermò all'uscita. "Bisogna ricoverarli". Gli disse senza farsi intimorire dallo sguardo glaciale dell'ispettore.
"Mi dica da dove provengono quelle ferraglie nelle tempie". Annuì l'ispettore, uscendo dal negozio.
Un vento fresco aveva abbassato la temperatura di qualche grado. Amadeus Falco non era caloroso. La sua eccessiva magrezza lo faceva assomigliare ad un pioppo palestrato. Si aggiustò la giacca della divisa e analizzò la zona con un unico colpo d'occhio. Aveva preso i due rapinatori più bastardi delle tre Venezie, il caso si poteva considerare chiuso, eppure la sua innata ricerca dell'ordine lo portava a non essere soddisfatto. Strinse il colletto della cravatta e chiamò l'agente scelto Marco Zaghetto. "Fatti dare il nastro di quella telecamera". Gli ordinò, salendo nella volante che lo avrebbe accompagnato a casa. "Forse sapremo chi ha ridotto così quei bastardi".
Marco Zaghetto acconsentì con un cenno della testa.
"Sul mio tavolo, domattina". Furono le ultime parole dell'ispettore prima di chiudere il finestrino della volante.
L'agente scelto vide l'auto svoltare a sinistra, si voltò verso il supermercato cinese e spazzò via un paio di frammenti della vetrata con il tacco della scarpa. All'ora della rapina i negozi della zona avevano già chiuso. Tutti gli interrogati non avevano visto nulla di sospetto. ‘Gli spietati del Triveneto ', come li aveva battezzati la stampa locale, erano sotto sorveglianza in ospedale e lui doveva rintracciare il fottuto proprietario di una telecamera di sorveglianza.
Prese una lattina di birra cinese fregata al negozio e ingurgitò un po' di liquido in gola.
Il gusto di sapone che gli rimase in bocca gli fece passare la voglia di finirla, gettò il contenitore a terra e lo schiacciò con il tacco della scarpa, notando uno strano luccichio provenire dai buchi di un tombino.


Acquisto:
Si può acquistare su:

ibs.it: http://www.ibs.it/code/9788865371756/lake-joe/teschio-di-baphomet.html

libreriauniversitaria.it: http://www.libreriauniversitaria.it/teschio-baphomet-lake-joe-edizioni/libro/9788865371756

Edizioni DEL FARO: http://www.edizionidelfaro.it/libri/il-teschio-di-baphomet

amazon.it: http://www.amazon.it/Il-teschio-Baphomet-Joe-Lake/dp/8865371757/ref=sr_1_1?s=bookseie=UTF8eqid=1373841759esr=1-1ekeywords=Il+Teschio+di+baphomet




Leave a Reply

*

top
Diag| Memory: Current usage: 47676 KB
Diag| Memory: Peak usage: 47848 KB
Better Tag Cloud