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In anteprima “La cultura delle destre”

Gabriele Turi
La cultura delle destre
Alla ricerca dell’egemonia culturale in Italia

In libreria dal 27 maggio 2013

collana Temi

L’offensiva italiana della cultura di destra:
la prima mappa dettagliata del fenomeno politico-culturale degli ultimi vent’anni
Una miscela di elementi plebiscitari e tradizionalisti,
assieme al controllo dei mass-media

Per decenni abbiamo sentito parlare dell’«egemonia della sinistra» nella cultura italiana. Negli ultimi vent’anni la frase è divenuta un mantra, un tormentone urlato ossessivamente, con un senso di rivalsa, dagli esponenti dei governi berlusconiani che sono stati in carica dal 1994 al 2011. E intanto, nei media, in internet, nei libri di scuola, in Parlamento e nelle istituzioni culturali si è combattuta una battaglia sotterranea, su molti fronti del sapere, tesa a scalzare questa presunta egemonia della sinistra per rimpiazzarla col suo omologo di destra. Da vent’anni la destra italiana promuove in ogni settore alcuni «valori», considerati alternativi a quelli «egemonici della sinistra», che vengono proposti come una nuova cultura organizzata per il nostro paese: individualismo, idolatria del consumo, arricchimento personale, diffidenza per l’altro, difesa della famiglia cattolica tradizionale.
Questi «modelli» li troviamo ovunque, in televisione, nei giornali, nei discorsi parlamentari. Gli attacchi alle istituzioni e alle interpretazioni culturali della sinistra si sono accompagnati alla nascita di una galassia di riviste e laboratori per l’analisi e la propaganda delle idee della destra. Questo libro fornisce la prima mappa dettagliata di questa ampia rete di iniziative che da tempo aspirano ad affermare nella vita civile, soprattutto con la reinterpretazione della storia italiana e il senso dell’appartenenza religiosa, una durevole egemonia dell’esperienza di governo della destra nel nostro paese.
Forte di un ventennio di governo, la destra ha ormai ampiamente abbandonato le remore e sta rimettendo in discussione più di un punto fermo della nostra storia e delle conquiste della democrazia uscita dalla resistenza. Sono all’ordine del giorno questioni di fondo, mai risolte: la difesa spasmodica del crocifisso in classe, la difesa dell’ora di religione gestita dalla Curia, la continua e capillare riscrittura dei libri di storia per le scuole, la forte presenza nel web e nelle istituzioni di gruppi integralisti cattolici. E’ un’azione collegiale, a tutto campo, che non può restare nascosta. Conviene coglierne le sfumature e le radici storiche, se si vuole comprendere in profondità il periodo storico che l’Italia sta vivendo.

Gabriele Turi insegna Storia contemporanea nella Facoltà di Lettere di Firenze. Dirige la rivista «Passato e presente» e il bollettino «La fabbrica del libro». Fra le sue pubblicazioni Casa Einaudi (1990), Storia dell’editoria italiana (a cura di, 1997), Viva Maria. Riforme, rivoluzioni e insorgenze in Toscana (1999), Il mecenate, il filosofo, il gesuita. L’«Enciclopedia italiana», specchio della nazione (2002), Lo stato educatore. Politica e intellettuali nell’Italia fascista (2002), Giovanni Gentile. Una biografia (2006), Il nostro mondo. Dalle grandi rivoluzioni all’11 settembre (2006) e Schiavi in un mondo libero. Storia dell’emancipazione dall’età moderna a oggi




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