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In anteprima LIBRO di Gian Arturo Ferrari

Gian Arturo Ferrari

Libro

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collana Sampietrini

In libreria dal 24 aprile 2014

Quali saranno le sorti del libro? Soccomberà al digitale?

Muterà forma e sostanza?

In quale modo, insomma, continueremo a fissare e trasmettere le idee?

Gian Arturo Ferrari è la guida più sicura

per fare il punto sul futuro che ci attende.

Pare che i libri si trovino oggi in una posizione scomoda, per non dire pericolosa. L’editoria libraria vacilla e vien data da molti per moribonda. Altre forme di comunicazione, legate tutte alle tecnologie digitali, occupano l’interesse delle giovani generazioni, l’attenzione dei media, in una parola, il centro della scena. Ma anche il fatto di trovarsi sull’orlo del precipizio ha i suoi vantaggi. I libri hanno circa duemilacinquecento anni. Sono vecchi? Forse sì, se paragonati ai dieci anni dell’e-book, ma anche ai cinquecento dei libri a stampa (che non sono «i» libri tout court, ma una delle forme, una delle incarnazioni del libro). Sono giovani? Forse sì, se paragonati ai cinquantamila anni dell’umanità nella sua ultima versione, la nostra. Quarantasettemilacinquecento dei quali dominati dalle culture orali. Ma, di preciso, che cos’è un libro? Quando e dove e perché è nato? Sia come oggetto fisico, sia come costrutto mentale e culturale, sia come entità economica. E che cosa ha significato la mutazione genetica della stampa a caratteri mobili? E, più tardi, molto più tardi, la nascita dell’editoria industriale? Ma infine, e soprattutto, che cosa ne sarà del libro? Nessuno ovviamente possiede la sfera di cristallo, ma se non vere e proprie previsioni almeno qualche sensata ipotesi si può avanzare. Ed è possibile, probabile, quasi certo che quell’entità ibrida e guizzante che chiamiamo libro riesca in un modo o nell’altro a divincolarsi e a sgusciare dalla stretta, a mascherarsi, a travestirsi, a trasformarsi. Alla fine a sopravvivere. Come la più umana delle cose umane.

Gian Arturo Ferrari, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università di Pavia si è dedicato, dal 1974 al 1989, all’insegnamento universitario, prima come professore di Storia della scienza e poi di Storia del pensiero scientifico presso l’Università di Pavia. In seguito, iniziando il proprio percorso professionale presso la casa editrice Boringhieri, ha maturato una forte esperienza in ambito editoriale e culturale riconosciuta a livello internazionale. Già direttore Libri alla Rizzoli, nel 1997 entra in Mondadori, dove ha guidato la Divisione Libri del gruppo fino al 2009. Dall’ottobre 2009 è presidente del Centro per il libro e la lettura istituito dal Consiglio dei Ministri.




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