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In anteprima L’ISTINTO DI NARRARE

Jonathan Gottschall

L’istinto di narrare

Come le storie ci hanno reso umani

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collana Nuovi Saggi Bollati Boringhieri

In libreria 3 aprile 2014

Autore invitato al Festivaletteratura 2014

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Un libro che irretisce il lettore con le sue storie, e con le storie sul perché si raccontano storie, per poi raccogliere il tutto

e spiegare perché raccontare storie è un istinto umano tanto fondamentale

Ai nostri occhi il mondo intero è un grande, articolato racconto. Una finzione, in definitiva. Tutti, indistintamente, raccontiamo storie a noi stessi e agli altri, da che mondo è mondo. Sembra un’attività inutile, un capriccio del genere umano, ma non è così. A parte noi umani, non ci sono altre specie che passano così tanto tempo a inventare storie vivendo immerse in un universo finzionale. Solo noi sapiens trasformiamo le nostre esperienze in trame complicate, buone da raccontare, da modificare, da arricchire, da colmare di pathos, di complessi intrecci secondari, di colpi di teatro inaspettati: momenti in cui chi ascolta dice «oh…», con il candido stupore di chi si sta gustando qualcosa di stupendo. La magia del racconto – lo storytelling – ci irretisce tutti, fin dai tempi di Omero e anche molto più in là. Di fatto, noi costruiamo continuamente la realtà in una trama narrata, che è il nostro «naturale» modo di dare un senso alla vita. Siamo degli «animali narranti», i soli animali narranti, perché ci siamo evoluti così, come scrive Jonathan Gottschall in questo piccolo grande libro originale e ipnotico, proprio come un racconto.

L’istinto di narrare si è selezionato nei nostri antenati, gioca un ruolo di primaria importanza nei nostri rapporti sociali e ha probabilmente una base biologica. Le storie sono infatti una palestra per guidarci nell’intricato ambiente sociale della nostra specie, al punto che tutto diventa narrazione, nel bene e nel male. Gli studi di psicologia mostrano che più si è immersi in una storia, più questa cambia il nostro comportamento nella vita reale. Quindi è vero, la letteratura ci cambia, fisicamente! C’è anche il lato oscuro: i miti nazionali hanno ad esempio generato narrazioni che sono state in grado di scatenare guerre e genocidi, in una sorta di ipnosi collettiva; ma le storie hanno più spesso contenuti morali, necessari e imprescindibili per instaurare nelle nostre società le regole del convivere civile.

Jonathan Gottschall insegna inglese presso il Washington and Jefferson College, in Pennsylavania. I suoi lavori sono stati commentati su «The New York Times Magazine», «The New York Times», «Scientific American Mind», «New Scientist», «Nature», «Science», «BBC», «NRP». È autore, fra l’altro, di The literary animal. Evolution and the nature of narrative (con David Sloan Wilson, E.O. Wilson e Frederick C. Crews, 2005), Evolution, literature and films (con Bryan Boyd e Joseph Carroll, 2010), The rape of Troy. Evolution, Violence, and the world of Homer (2008) e Literature, science and a New Humanities (2008). L’istinto di narrare è il suo primo libro tradotto in italiano.

 

 

 




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