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INTERVISTA A YOANI SANCHEZ

“Possono reprimermi, minacciarmi, ma non togliermi il sorriso”

“La repressione consiste nell’esercitare una forte pressione psicologica senza lasciare tracce”

“Tranquillità non è la parola giusta per definire la mia vita. Mi accadono cose terribili ogni giorno. Mi controllano ovunque. Non posso avere un minimo di privacy in un luogo pubblico con mio marito, perché uomini della Sicurezza di Stato mi fotografano e registrano quello che faccio e cosa dico”, racconta.

“Quando due estremisti ti criticano in maniera contraddittoria, significa che sei una moderata. Molta gente si limita a informarsi seguendo i mezzi di comunicazione governativi. Io non l’ho mai fatto. Ho sempre cercato di andare oltre. La gente che vuole davvero conoscermi, legga quel che scrivo”.

“Sono decisamente contraria all’embargo, ma al tempo stesso sono convinta che il male peggiore del paese sia il blocco mediatico e informativo che ci attanaglia”

“Fino a oggi abbiamo cercato di costruire un sistema che avrebbe dovuto essere solidale, ma in realtà abbiamo ottenuto tutto il contrario. Questo Governo, in maniera molto intelligente, ha distrutto la libertà e le strutture civiche. A Cuba nessuno si fida del prossimo. Ognuno pensa che il vicino di casa faccia parte della Sicurezza di Stato o della CIA, ritiene che voglia soltanto fargli del male. La mancanza di fiducia è il danno più grande prodotto dal sistema, un danno antropologico, come suole dire il mio amico Adalberto Valdez, un danno che produce paura, sfiducia e paranoia”.

Yoani Sanchez, una delle voci più influenti sulla realtà cubana. Il  suo blog  “Generación Y”  è letto da milioni di persone di tutto il mondo.

Intervistata da Carol A. Jardim, tradotta in italiano Gordiano Lupi.

Leggete l’intervista completa a questo link

http://gordianol.blogspot.com/2011/09/intervista-yoani-sanchez.html

 

 




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