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Intervista alla scrittrice Caterina Saracino

Caterina Saracino, giovane autrice emergente, alla sua seconda pubblicazione con il romanzo “Grigio” pubblicato dalla Edizioni Eiffel . Caterina si è resa disponibile a rispondere ad alcune domande. A voi la sua intervista. Buona lettura!

Ciao Caterina, racconti ai nostri lettori chi è Caterina Saracino?
Sogno di potermi definire semplicemente una scrittrice, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga. Per cui dirò che ho quasi trent’anni, mi piace osservare le persone e lasciare che la vita, la musica e le esperienze mi suggeriscano le trame dei miei romanzi. Mi piace riversare in un personaggio quanto di più “vero” ed emozionale posso esprimere, perché è così che si crea l’illusione del reale, che poi è ciò che porta il lettore all’identificazione e all’empatia.

Com’è stato il tuo approccio al mondo della scrittura?
Ho cominciato a provare amore per la scrittura sin dalle scuole elementari. Credo che le passioni più grandi inizino a manifestarsi quando si è ancora molto piccoli, e ricordo la mia gioia quando la maestra ci assegnava prima dei “pensierini”, poi – crescendo – dei temi… E questa gioia di scrivere me la sono portata sempre dietro; il primo romanzo l’ho scritto a sedici anni, su un quaderno. Si intitolava “Il giglio nero”. Lo conservo con tenerezza ma non l’ho fatto leggere a nessuno. Fino a pochi anni fa non pensavo di pubblicare i miei scritti, a malapena li facevo leggere alla mia famiglia. È stato grazie a un master di scrittura, dove si leggeva e si condivideva ogni lavoro, che ho compreso l’importanza del confronto, dell’apertura agli altri. Mi sono fatta coraggio e così è cominciata la mia avventura, prima con dei racconti e poi con i due romanzi.

Chi sono i tuoi scrittori preferiti?
Citarli tutti è difficile, anche perché dipende dai periodi. In generale ammiro la precisione di Ian McEwan, lo stile tagliente di Elfriede Jelinek, la semplicità (apparente) di Calvino, le atmosfere di Edgar Allan Poe e l’inventiva di Saramago.

“Grigio” il tuo secondo romanzo, ce ne parli brevemente?
La storia comincia con un bambino che causa senza volerlo una tragedia. Da allora decide di espiare la sua colpa nel mutismo, e tutto viene raccontato dalla sorella, Morgana, che anche a causa sua si trova a vivere una vita grigia. Morgana è incapace di avere una normale vita amorosa e sessuale, è chiusa ed apatica, non riesce ad abbracciare neppure il fratello, si fa trascinare dagli eventi. Saranno alcuni incontri, molto speciali, a cambiare la rotta di una nave che sembra condurre alla disperazione. “Grigio” è nato prima di tutto dall’esigenza che avevo di dare corpo ad una storia che avevo cominciato a “costruire”, immagine dopo immagine, nella mia mente, e che non mi lasciava spazio per scrivere altro. E poi, al di là della trama, “Grigio” aveva per me un buon motivo per essere scritto: esplorare certe condizioni umane, le origini di un dolore profondo. Ma, soprattutto, la voglia di scoprire, assieme ai protagonisti e passo dopo passo, tutta la gamma di colori che si mostrano a chi decide di vederli.

Da dove nasce il titolo?
Grigio non è solo il colore prediletto dalla “anonima” Morgana, ma anche una condizione emotiva: il grigio è una via di mezzo tra il nero e il bianco, e simbolicamente rappresenta chi non prende una posizione, chi vive quasi nell’apatia. Ma per fortuna “Grigio” parla di una, due, tante evoluzioni. Non è un caso che ogni capitolo sia intitolato con un colore differente.

A chi è rivolto il tuo libro?
A chiunque abbia desiderio di una lettura che punti sulle emozioni e sulla psicologia dei personaggi, anche se la trama è viva e variegata. A chiunque voglia allontanarsi, almeno per un po’, dai libri da “primo posto in classifica”, per avvicinarsi ad una lettura più intimistica e non “preconfezionata”.

C’è una percentuale autobiografica in “Grigio”?
Quasi niente. Quasi tutto. Io considero Morgana, la protagonista, un personaggio con una vita propria, anche se – consciamente o meno – deve necessariamente aver attinto qualcosa da chi l’ha creato. Questo se parliamo di sentimenti ed emozioni. Se poi parliamo di vissuto, di “biografia”, allora ci “incontriamo” pochissimo.

Che sensazione hai provato nel digitare l’ultima parola del libro?
Un brivido. Tristezza perché non avrei più seguito il “divenire” dei miei personaggi. Sollievo perché non è stata una scrittura facile, ma parecchio sofferta. Alla fine, rileggendo l’ultimissima pagina, che in seguito non ho quasi per nulla modificato, ho pianto da sola davanti al computer. Il tuo romanzo è stato pubblicato da Edizioni Eiffel, com’è stata questa esperienza editoriale? Positiva, perché Edizioni Eiffel è una casa editrice che punta sui giovani e non sui “soliti noti”, è molto combattiva e crede fortemente negli autori che pubblica. Vorrei segnalare, tra l’altro, il bellissimo booktrailer di “Grigio” che potete visionare online e che è uno dei punti di forza della promozione del romanzo.

Altri progetti per il futuro?
La mia valigia dei sogni è tutt’altro che vuota. Sono tanti i desideri e le speranze che coltivo, e per ora mi preme quella di condividere “Grigio” con molti lettori, che fino ad ora mi hanno regalato dei commenti e delle recensioni che spesso mi hanno commossa. Finché avrò questa spinta interiore, la gioia di scrivere e un editore che mi offre la sua fiducia, io continuerò ad “avventurarmi” con grande piacere. È già in cantiere il mio terzo romanzo, che è in fase di editing, un “processo” che per quanto mi riguarda è sempre tanto estenuante quanto appassionante. Grazie per l’intervista e… spero che leggerete “Grigio”! Su blog.libero.it/saracino/ trovate già diverse recensioni dei lettori.

Grazie Caterina per la tua disponibilità ed un enorme in bocca al lupo per il tuo romanzo!




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