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Intervista alla scrittrice PABO

Pronti a partire per l’emozionate viaggio alla riscoperta della nostra storia?

Tutto iniziò nell’Aprile 2011, quando, dopo una segnalazione su Donna moderna, accogliemmo la prima autrice della sottocollana
-Arte in Cucina.

Ad oggi, festeggiamo così la seconda segnalazione su DM, imparando a conscere meglio quelle autrici che hanno già creduto in noi, scoprendo il colore della loro voce .

È la volta di :

RICETTE & RICORDI

Collana Echi da internet

pagg. 88

Isbn:978-88-6591-084-9

“Parliamo di piatti tipici della mia infanzia, ma a quei sapori mi sono affezionata al punto di farmi venire l’idea di raccogliere alcune delle ricette più significative della mia terra, Milano, Lombardia in genere, nella speranza di conservare una tradizione di cucina casalinga ma allo stesso tempo gustosa e saporita e di poter essere utile a chi vuole accostarsi o desidera recuperare sapori desueti”.

F.F.Racconta la tua avventura di scrittrice: Ricette e Ricordi

Pabo. La mia avventura di scrittrice è nata per puro caso. Da tempo immemorabile raccoglievo ricette, soprattutto quelle legate alla mia terra, Milano e la Lombardia.

Un giorno decisi di collegarle tra loro con una serie di aneddoti personali, storie ascoltate dalla nonna e dalla mamma, che parlavano di un tempo passato, qualcosa che, valido negli anni del primo dopoguerra, potesse trovare ancora una propria valida sussistenza anche ai giorni nostri.

Così è nato “Ricette e ricordi”, anomalo ricettario milanese e lombardo, che mi riportava a sapori, profumi ed usanze persesi nel tempo per sbadataggine, un po’ di incuria, poco tempo e voglia a disposizione e un’offerta troppo vasta di prodotti nuovi che attirano senza un valido motivo.

Il libro è rimasto nel cassetto “virtuale” della memoria del computer finché, un giorno, un piccolo trafiletto dell’unica rivista che leggo, Donna Moderna, ha aperto quel cassetto.

Perché no?” mi sono chiesta. “ Non ho nulla da perdere e me la cavo con un clic sul pulsante “invio”.

E invece… in pochissimi giorni è arrivata la risposta: il libro piaceva e poteva essere pubblicato!

Quasi quasi non ci credevo ma la realtà si è dipanata sotto i miei occhi velocemente.

Il contratto, la bozza, la scelta della copertina e alla fine la mia creatura ha preso corpo e pagine e il libro è arrivato, riscuotendo commenti positivi e complimenti.

F.F. Hai avuto modo di continaure a compilare un ricettario?

Ho continuato a collezionare le ricette, ad archiviarle tenendo ben presente i concetti che mi hanno ispirato: qualità delle materie prime, stagionalità, facilità di esecuzione, un pizzico di fantasia e molto buon senso. Ho in mente un progetto legato al riciclo degli ingredienti e motivato dallo spreco generale che impera da qualche – forse troppo – tempo. Prima o poi prenderà una forma più completa e mi auguro di poter realizzare anche questa seconda idea

F.F.Ti senti un’artista in cucina?

Sì, quando cucino mi sento un’artista. Mi piace sperimentare qualcosa di nuovo che però abbia radici nella cucina del passato, una rivisitazione direi, e godo del risultato sapendo che è stato ottenuto senza venire meno alle basi che mi sono state date, senza compromessi con accostamenti a dir poco bizzarri, con ingredienti fuori stagione o sapori particolari.

Sono felice quando gli amici vengono a cena e preparo tutto con cura: la stesura del menù, armonico e bilanciato; la decorazione del tavolo; l’accostamento di pane, cibo e vino e per finire un dolce “ad effetto” che chiuda in dolcezza la serata.

F.F.Se dovessi riprendere a scrivere, ci raccontersti di?…

In questo momento sto pensando di realizzare una storia della mia famiglia, delle mie origini, risalendo fin dove riesco con la memoria e poi ricorrendo agli archivi comunali della zona di origine di mamma e nonna.

Non sarà facile, lo so, ma spero di poter riuscire.

Partendo dal 1900, anno di nascita della nonna materna, passando per i periodi delle due guerre e arrivando fino a me e a mio figlio, la nuova generazione.

Ci vorrà tempo, e io ne ho poco tra lavoro, famiglia e lettura, il mio secondo hobby dopo la cucina, ma vorrei proprio riuscire. Non bisogna mai perdere la memoria delle proprie origini e trovo che sia giusto farla rivivere per noi e per gli altri.

Mi piace questo progetto perché insegna che la vita, con i suoi alti e bassi, con gli ostacoli che ci pone davanti, va vissuta senza scoraggiarsi, guardando sempre avanti verso la realizzazione degli obiettivi che ci siamo posti, tenendo duro quando il momento è difficile e senza illudersi per un successo repentino.

Credo che in questo momento storico, cos’ esitante, pieno di incertezze morali e materiali, il recupero delle radici e delle tradizioni sia essenziale per ritornare sulla buona strada e far emergere quei valori basilari con cui siamo cresciuti e in cui dobbiamo continuare a credere.

F.F.Quando è importante raccontarsi per una donna: progetti e soprattutto emozioni…

Non so quanto sia importante per gli altri raccontare o raccontarsi. A me piace, il foglio bianco davanti a me non mi incute timore, anzi mi invita a far trapelare emozioni, sensazioni, a volte qualche paura, e a condividerle con gli altri.

E’ una forma di arricchimento perché scrivendo emergono pensieri celati, verità perdute, sentimenti trattenuti e prendono forma in parole, frasi, periodi.

Sono come le ciliegie: uno, poi un altro, un altro ancora e te ne accorgi solo quando i fogli sono finiti – io scrivo ancora a mano – e la penna si è esaurita.

E’ una splendida sensazione e spero di non doverla mai abbandonare e nemmeno trascurare.




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