Intervista allo scrittore Filippo Gigante, autore de “Bianco e Nero”, Photocity Edizioni.

Racconti ai nostri lettori chi è Filippo Gigante?
Molti hanno pensato che con la pubblicazione di questo libro, abbia già messo da parte un bel patrimonio e invece sono alla continua ricerca di un lavoro che possa aiutarmi a sostenere le numerose spese che, un qualsiasi ragazzo di 28 anni, deve cercare di affrontare per pensare al proprio futuro. Continuo ad inviare curriculum presso case editrici, aziende del settore ma come sappiamo non è semplice riuscire a trovare una sistemazione. Spero, ovviamente, nella continua e più che positiva vendita del mio libro che da aprile 2011 ha riscosso molti pareri positivi nei diversi social network e durante le presentazioni.
Mi reputo un ragazzo molto socievole, aperto alle novità, un buon ascoltatore… forse dovrei imparare a pensare un po’ più a me stesso, perché spesso dedicandosi troppo agli altri, si rischia di dimenticare il proprio Io.

Ci sono dei libri che ti hanno dato la spinta necessaria per affrontare il mondo della scrittura?
Sorrido a questa domanda, perchè mi ha ricordato i miei anni alla scuola elementare, dove una volta scoperto il meraviglioso mondo della lettura ho cercato, sempre più, a divorare storie fantastiche, d’avventura… Con “Il Mago di Oz”, che tra l’altro cito anche in un passo del mio libro, ho a dir poco scaturito la passione per la scrittura. Iniziai a scrivere anch’io brevi storie e crescendo iniziai anche ad esplorare l’universo della poesia, ricco di così tante sfumature e di parole in grado, anche restando sole, di esprimere uno stato d’animo preciso. Con i romanzi di Susanna Tamaro, ho iniziato ad aprirmi verso la stesura di racconti e idee per romanzi, di storie più dettagliate, con personaggi più ricercati e trame più definite.

“BIANCO E NERO” il tuo romanzo, ce ne parli?
Ad ogni recensione, articolo o intervista dove mi viene chiesto di parlare del mio libro, i miei occhi iniziano a cambiare luce… non mi vergogno di dire che parlare del mio libro mi commuove. Si tratta di una commozione di gioia, respiro un senso di libera espressione perchè, in fondo, questo libro parla anche di me e di alcuni frammenti più nostalgici del mio passato.
L’incipit del romanzo è quanto mai particolare: solo dalla terza pagina viene citato il protagonista. Ho voluto scegliere un incipit che potesse subito incuriosire il lettore, che lo portasse quasi a materializzarsi sulla riva di quel mare, davanti ad uno spettacolo naturale così poetico, ma allo stesso tempo così misterioso. Credo che ogni uomo, nelle sue piccole o grandi opere quotidiane dia inconsciamente spazio al proprio Io, firmando e lasciando una traccia del proprio vissuto in ogni cosa. Chi mi ha sempre letto e vissuto nella vita di tutti i giorni, saprà con pochi abbagli, riconoscere alcuni frammenti autobiografici. Tra una pagina e l’altra si trovano riferimenti letterari precisi. La bellezza stessa di alcuni classici mi ha aiutato, in parte, ad esprimere e poi raccontare la storia di Alex, protagonista di questo libro. Ma è stato soprattutto il mio vissuto a dettar legge su tutto il percorso evolutivo della trama. Il romanzo è intrinseco di legami: il padre perduto, la madre assente, gli amici sempre presenti e soprattutto i nonni, punto di riferimento esclusivo. BIANCO E NERO non è solo la storia del cammino interiore che farà il protagonista, ma è la sintesi di tutti quei numerosi viaggi, tra mille contrapposizioni, che ognuno di noi è disposto ad intraprendere in solitudine o in compagnia. Una storia incredibilmente poetica che tocca il cuore del lettore e che lascia spazio all’essenza delle piccole cose e di quei respiri così profondi che tracciano il viaggio delle vite di tutti tra nascita, morte e rinnovamento tra tutte le sfumature di una strada che spesso è smossa dalle tempeste. In questo libro si descrivono i momenti quotidiani del protagonista Alex, un ragazzo rimasto orfano del padre Domenico che vive con Marina, una madre alquanto assente in casa. Alex desidera trovare una strada nuova, dove sia possibile comprendere di cosa è fatta quella luce di tutti quei sorrisi che sempre riceve da suoi nonni paterni: Sato e Paola. Tra sogni premonitori, situazioni impreviste, emozioni di ogni tipo, amici, storie bellissime nel giardino dei nonni e passeggiate sulla riva del mare, giungerà un circo in paese. Alex farà amicizia con Damabiah un clown bianco, il quale lo condurrà su una strada mai percorsa… dove il cuore e la mente sapranno leggersi e rispettarsi reciprocamente. Abbiamo tutti bisogno di riscoprire le cose più semplici, ma essenziali di questa vita. Spero possiate innamorarvi di queste pagine e soprattutto dell’incontro, a mio avviso, coinvolgente ed emozionante tra Alex e il clown Damabiah.

Perché la scelta di questo titolo?
Chi mi osserva potrà notare un naturale ciuffo bianco tra i miei capelli bruni, adoro le fotografie in bianco e nero, la contrapposizione tra luce ed oscurità, tra ciò che è positivo e negativo, tra bene e male… Credo che questo titolo rispecchi me stesso sotto diversi aspetti. In ogni cosa, a questo mondo, bisognerebbe cercare quella parte che ci aiuti a sperimentare la consapevolezza di come ogni singola cosa accada per lasciare una traccia di sé.
BIANCO E NERO, però, non è la mia autobiografia come molti lettori hanno pensato, ma è la storia di una ricerca interiore che porterà, il protagonista Alex, a dover comprendere e ad amare tutte le sfumature di una vita che spesso è smossa dalle tempeste. Una storia a tratti poetica che tocca il cuore del lettore e che lascia spazio all’essenza delle piccole cose e di quei respiri così profondi che tracciano un affascinante e coinvolgente viaggio tra nascita, morte e rinnovamento.
Di me, in questo romanzo, ci sono le mie riflessioni, c’è quella parte più intima della mia stessa vita, quella che cattura e cura i sentimenti.

Che rapporto hai con Alex il protagonista?
Alex rappresenta un po’ il mio alter ego. Amo questo personaggio, perchè ha la fortuna di poter condividere dei momenti meravigliosi con i suoi nonni paterni, che non sono riuscito a vivere personalmente. Ho donato ad Alex tanto di quelle piccole “mancanze” che appartengono alla mia stessa vita. Spesso, però, questo riflessivo protagonista riesce a rispecchiare gran parte dei miei stati d’animo. Nelle illustrazioni, presenti nel romanzo e realizzate da mio fratello Davide, il protagonista è sempre raffigurato di spalle o nascosto da qualche oggetto… sarebbe bello, se molti altri lettori, come già è avvenuto, si immedesimassero in lui.

Cosa significa oggi essere un giovane scrittore?
Significa avere coraggio nel portare avanti un sogno, una idea, un messaggio. Significa non fermarsi alla prima caduta, ma di vivere l’avventura editoriale, nonché quella della vita come un cammino dal quale cogliere le migliori esperienze per potersi sempre migliorare, comunque vada. Ogni giovane autore credo sia libero di scegliere la strada più opportuna alla pubblicazione, anche se le grandi case editrici nazionali sono purtroppo prevalentemente aperte, con un occhio di riguardo, a personaggi già celebri ed affermati, adesso anche nel mondo dello spettacolo e della tv. In Italia, insomma, scrivono tutti e questo comporta una più difficile e scombussolata scelta tra quei libri che meritano di essere letti e tra tanti altri che non lasciano nulla, se non una sensazione di incompletezza interiore che porta lo stesso lettore a ritenersi, nella scrittura, più in gamba dell’autore. Sono pronto attraverso il mio profilo facebook o via e-mail a consigliare anche il mio stesso editore, a quanti come me, si sentono o si sentiranno pronti a veder pubblicata una propria opera. E’ importante il confronto tra autori, il confronto tra idee per migliorare il panorama editoriale e per migliorarsi nell’autopromozione.

Ci sono altri progetti all’orizzonte a cui stai lavorando?
Oltre alle prossime presentazioni di BIANCO E NERO che si terranno fino a Maggio 2012, in diverse altre località d’Italia (Napoli, Firenze, Roma, Torino, ecc.) e alla continua promozione via web su diversi siti e social network, sto lavorando ad una serie di nuovi progetti e non soltanto editoriali. Uno dei prossimi libri si chiamerà “La Piscina delle Mamme (e scaloppine al vino bianco)”, questa volta desidero puntare sull’umorismo e su una storia che ha come protagoniste due anziane “mamme” straniere. Scrivere questo nuovo libro è stato come girare una serie televisiva e devo ringraziare il mio grande amico Erminio per avermi ispirato. Poi, tra le tante idee c’è una raccolta particolare di racconti brevi e il desiderio di poter incentivare la lettura tra i ragazzi, perché leggere significa arricchirsi di nuovi mondi, scoprire storie e comprendere, forse, un po’ di più la vita.

Libro sul comodino in questi giorni?
Al momento, considerata anche la mia convalescenza dovuta ad un intervento, andato bene,  si sono ben accomodati diversi libri e giornali. Tra i libri fanno capolino: “Il terrazzino dei gerani timidi” di Anna Marchesini (direi molto ma molto minuziosa nelle descrizioni), “L’ombra del Vento” di Carlos Ruiz Zafon (un bel libro che consiglio a chi ama una lettura scorrevole che sa alimentare la curiosità sul finale) e “L’Altro Me” del mio amico e collega Claudio Guarini.

In un qualsiasi progetto che sia esso editoriale o meno, bisogna ringraziare quanti davvero ti restano vicino perchè credono nel tuo lavoro. Un Grazie doveroso e sentito va ai miei abili fratelli Davide e Mirko che hanno curato, rispettivamente la copertina, le illustrazioni e il booktrailer. Un Grazie alla mia amica, nonché web designer, Francesca Daleno che ha realizzato con stile il sito ufficiale www.biancoenerobook.it. Un altro Grazie va al Presidente de I Presidi del Libro di Alberobello, Giuseppe Palmisano, che ha fin da subito creduto nelle potenzialità di vendità del mio libro, sostenendomi nelle diverse iniziative. L’ultimo e più significativo Grazie è dedicato a tutti i lettori e a quanti hanno voluto promuovere con un articolo o una intervista questo mio “Bianco e Nero”. Sono felice che le mie pagine siano riuscite a decretare un successo, che supera quello materiale delle vendite. E’ bello sapere di aver animato le menti, i cuori e le emozioni di tanta gente.

Ti ringraziamo per la tua disponibilità ed un enorme “in bocca al lupo” per il tuo romanzo

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