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Intervista all’autore IVAN CALDARESE

Per la rubrica “Intervista all’autore” abbiamo il piacere di ospitare lo scrittore Ivan Caldarese.

Racconti ai nostri lettori chi è Ivan Caldarese?

Ivan Caldarese è un cittadino del mondo, ma non voglio parlare tanto di dove sono nato, di cosa faccio, cosa ho studiato. Mi piace parlare di vita, questo è Ivan Caldarese, la vita… Si, sono un ragazzo che si emoziona a vedere il vento che sposta delicatamente le foglie degli alberi, mi piace piangere ascoltando una canzone, mi piace lasciarmi divorare da queste sensazioni che la maggior parte di noi perde di vista.

Quando è iniziata  la tua passione per la scrittura?

Una vera e propria passione per la scrittura è nata subito dopo l’uscita del libro Il dono più bello. Mi rendevo conto che riuscivo, tramite piccole parole che pian piano componevano il tutto, a regalare quello che provavo, e quindi è nata questa voglia matta di far esplodere dentro lo schermo del pc, i sentimenti che provavo, prima che gli stessi venissero cancellati dai contorni effimeri che inondano la nostra vita

Cosa significa oggi essere un giovane scrittore?

Amo tantissimo leggere, mangio libri, particolarmente di autori emergenti. E mi rendo conto che la maggior parte degli scrittori cerca di esprimere le proprie fatiche, il proprio se stesso in quelle pagine, penso che uno dei significati principali sia il racchiudere tutti i sentimenti in quello scrigno, il libro, forse perchè quello che è il nostro scrigno, il nostro cuore, abbiamo paura ad aprirlo.

“Il  dono più bello” il tuo primo libro, ce ne parli brevemente?

Parlare del dono più bello, non è facile. E’ un libro crudo, nudo, è un’esplosione di sentimenti, di pianti, di riflessioni e anche di un pochino di umorismo, che non guasta, ma quello che si può trarre dalle righe del libro è l’essenza della vita, la sua importanza.

Da dove nasce  questo titolo?

Il titolo nasce per regalare a chi lo legge, Il dono più bello.

C’è una parte del tuo libro a cui sei particolarmente legato?

Si,si,si …. La storia di mio nonno, mi raccontò il segreto della vita, fantastico, ancora riesco ad emozionarmi tutte le volte che ne parlo, grande saggezza, che grande uomo.

A che tipo di lettori credi sia più adatto il tuo libro?

Penso sia un libro più adatto a persone che si pongono domande, al quale manca quella sorta di libertà che pian piano ci stanno sottraendo.

Che sensazione si prova nel digitare l’ultima parola di un libro?

La sensazione è forte, sei soddisfatto ma allo stesso momento, quella soddisfazione si contrappone alla paura, ma sai in cuor tuo che hai fatto qualcosa di grande, di diverso, e quindi non devi aver paura di niente e di nessuno.

C’è qualche autore in particolare che ha contribuito a formare il tuo stile?

Autori particolari, no…. Anche perchè mi piace parlare di vita, quindi quando scrivo vivo le emozioni che provo, le prendo in mano una ad una e le dipingo su quei fogli bianchi, cosi, di getto….. E quel che succede è bellissimo, riesci a toccare quello che è nascosto in tutti.

Progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa?

Sto lavorando a qualcosa, e a delle poesie….. Si vedrà.

Grazie Ivan ed un grosso in bocca al lupo per il tuo libro!

 




6 Responsesto “Intervista all’autore IVAN CALDARESE”

  1. Davide Serra says:

    Rispetto l’opinione dell’intervistatore…ma a parte la simpatia che prova per lo scrittore, si è posto il problema che il libro è praticamente una scopiazzatura continua dei libri di Wayne W. Dyer? E che ci sono all’interno un sacco di falsità? Come la storiella del nonno…una bufala paurosa…un libro veramente osceno, soldi sprecati…Speriamo che almeno la storia della beneficenza non sia inventata… sarebbe solo patetico!!!

  2. Redazione says:

    Pur rispettando la tua opinione, direi che “osceno” sia un termine un pò forte. Ritengo che nel complesso avresti potuto esprimere la tua opinione negativa sul libro in un modo più civile.

  3. Davide Serra says:

    Ha ragione, chiedo scusa per l’espressione forte che ho usato… ma sono stato attaccato più volte solo perchè ho espresso in modo civile, il mio disappunto nell’accorgermi delle falsità nascoste dentro le pagine di questo libro. E a lei che ha avuto la professionalità di ribattere al mio commento, senza toglierlo, come hanno fatto in tanti ,vorrei chiedere:”Perchè non si domanda ,per esempio al sig Caldarese, QUANDO sono morti i suoi nonni?” Si potrebbe già smascherare una piccola parte del libro, scoprendo che forse, i congiunti, sono morti quando lo scrittore era già in età adulta, e non un ragazzino…e poi tante altre! La ringrazio ancora per avermi dato l’opportunità di esprimere un mio giudizio personale.

  4. Redazione says:

    E’ importante ci siano lettori attenti come lei.
    Libera il Libro da spazio a tutti gli scrittori di presentarsi e presentare i loro libri, non è scopo di questo sito dare giudizi di merito. Lasciamo ai lettori la facoltà di esprimere i loro pareri e decidere se consigliare o meno un libro.

  5. Fabrizio says:

    Ho letto anche io questo libro ” Il Dono più bello” di Ivan Calarese e non capisco come si puo’ recensire un testo così, sono rimasto deluso dalla lettura, errori di sintassi e anche grammaticali, come fate a non accorgervi di questo? Oltre le varie parti copiate da aforismi di celebri autori famosi, aprite gli occhi. La vita privata se sia vera o no poco importa, credo che l’autore abbia solo una
    voglia di mettersi al centro dell’attenzione, autocommiserandosi, nel suo libro. Si denota anche una carica di vittimismo, non ha proprio stoffa per scrivere laciatemelo dire, chi copia non ha fantasia. Spero solo che quei soldi vadano veramente in beneficenza e non nelle sue tasche, di certo il prossimo libro di questo autore non lo acquisterò. Non si tratta di una polemica ma di esprimere la propria opinione e vedo che siamo in molti a non apprezzarlo.

    Fabrizio

  6. Redazione says:

    Ciao Fabrizio,
    ti ringrazio per il tuo commento, però volevo segnalarti che non abbiamo recensito il libro bensì pubblicato una intervista all’autore.
    Lo spirito di Libera il Libro è di offrire spazio non solo a chi legge ma anche a chi scrive.
    Gradirei che qualsiasi commento, positivo o negativo, inerente a questa intervista o ad altre proposte venisse espresso con toni più sobri.
    Se questa discussione dovesse degenerare dovrò mio malgrado bloccare ulteriori commenti.

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