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Intervista all’autore: M. VITTORIA SOLOMITA

“Può una portatrice sana di tette rivelarsi un essere pensante? PENSO di sì. Rigetto il luogo comune della donna oca, recito a memoria la fiaba di H.C.Andersen e tifo Qui-Quo-Qua (x par condicio, seguo anche Daffy Duck). Una larvata vena caratteriale caustica, come certi prodotti per la pulizia del water, mi ha imposto il nome: anatra “VC”, ossia Vicky l’anatra.”

M.Vittoria Solomita giornalista e autrice, laureata in Radiofonia, vincitrice al Concorso giornalistico “Lettera 22”, vanta diverse collaborazioni interessanti. Attualmente si sta dedicando anche al teatro e alla scrittura creativa.
Cos’altro aggiungere… M. sta per?

M. sta per “Maria”, la santità presa in eredità da mia madre, una “Maria composta” pure lei. Spero, però, che il mio “Vittoria” sia di buon auspicio: se veramente nomina sunt omina…

Ti ringrazio per la tua disponibilità e vorrei porti una domanda di rito: quando e come nasce la tua passione per la cultura e per la scrittura?

In casa ho sempre trovato libri da leggere, perché mia madre ha insegnato Italiano per trent’anni. Ricordo una foto in cui ero molto piccola, a malapena stavo in piedi, occhi sgranati a fissare l’obiettivo e dietro di me una scia di terrore: libri ovunque! In età scolare, ho iniziato con le favole di Esopo e Robinson Crusoe ed era fantastico poter restare a casa, anche se febbricitante, perché mi rintanavo sotto il piumone, a leggere e vivere mondi paralleli.

Ci sono scrittori, contemporanei e non, che ti hanno maggiormente ispirata?

Jane Austen e Agatha Christie per intrecci e ambientazioni, Italo Calvino e Raymond Queneau per stile e per la scelta dei punti di vista da cui narrare le storie, Stefano Benni e Andrea Camilleri per il lavoro fatto sulla parola, Gianni Rodari per la fantasia e l’attenzione dedicata ai bambini.

Un libro già scritto che avresti voluto scrivere tu.

Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austen.

“Letture stimolanti” titolo interessante e copertina alquanto particolare, da dove nasce questo tuo primo libro?

Ho iniziato a scrivere le “Letture” qualche anno fa, per un programma domenicale di un’emittente radiofonica giovanilistica nazionale. Sono partita con “Monumento ai caduti”, sull’alopecia. Dopo le prime audiostorie, ho continuato a pensarne per un mio piacere personale, quasi un’esigenza. Poi ho elaborato un progetto editoriale che abbinasse ad ogni racconto una canzone. Sai che in Italia sono quasi tredici i milioni di persone che soffrono di stitichezza? E i tre quarti sono donne. “Letture stimolanti” è una sorta di rimedio a questi problemi. Pensa ad una confezione di pastiglie: una lettura al giorno, da assumere in meditazione waterizia, con indicati tempo necessario ad attivare la stimolazione e l’accompagnamento musicale più adatto. La copertina rientra pienamente nella mission del progetto (o no?).

A chi è rivolto il tuo libro?

Appunto agli stitici, non solo di sentimenti. Beh, i racconti dovrebbero stimolare, in senso lato, attraverso giochi di parole e i punti di vista estraniati dei personaggi. Ad esempio, in “‘A vita è ‘na trivella”, un mocassino inveisce contro una cazzuola per dei lavori bloccati ai Fori Imperiali. Sembra assurdo, anzi, lo è, ma di fatto le storie sono in linea con lo stile del contenitore radiofonico in cui andavano in onda, sopra le righe.

Tra i racconti che compongono “Letture stimolanti”, ce n’è uno a cui sei particolarmente affezionata?

Forse “Masseria”. Mi sono divertita moltissimo a costruirlo, ad incastrare cambi di scena e slittamenti semantici. Spero possa piacere almeno la metà di quanto piace a me.

E i vari personaggi? Che rapporto hai con loro?

Sono quasi sempre oggetti o animali. Solo la protagonista di “Addio, il monte” è una ragazza, caratterizzata da una certa difficoltà a relazionarsi con l’altro sesso. Finalmente scatta un invito a cena fuori, ma negli affannosi preparativi succederà qualcosa di imprevedibile.. Che rapporto ho con loro? Mi piace osservare la realtà da punti di vista inusuali, o comunque non scontati; mi metto spesso in discussione e cerco di ascoltare, di non prevaricare. I vari personaggi sono ascoltati, fossero anche dei mocassini.

5 aggettivi che meglio lo riassumono:

Surreale, rapido, dinamico, multisensoriale, futurista.

Progetti all’orizzonte?

Vorrei poter pagare le bollette facendo a tempo pieno l’autrice (radiofonica, televisiva, teatrale???). Per ora continuo a scrivere copioni e racconti, a recensire spettacoli teatrali e a curare il blog, di cui mi diverte soprattutto la sezione Spot’N’go, con pubblicità assurde.

Ti ringrazio per la tua disponibilità ed invito tutti i nostri lettori a visitare il tuo blog  www.vickylanatra.com

In bocca al lupo!




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