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Intervista all’autore VITO CIMMARUSTI

L’ autore Vito Cimmarusti, in arte Cimar, si racconta con scrupolosa puntigliosità, fornendo preziosi indicazioni a tutti coloro che si avvicinano al mondo della poesia attraverso la Rete.

IL POETA GIORNALISTA VITO CIMMARUSTI ( CIMAR ) INTERVISTATO DA FEDERICA FERRETTI.

1. INIZI ED INCONTRI: LA VITA DI CIMAR.

I miei inizi di vita sono stati duri e faticosi, poiché sono nato durante il Secondo Conflitto Mondiale da genitori illetterati di estrazione contadina. Erano pure gli anni difficili del dopoguerra con l’Italia ridotta in macerie e tutta da ricostruire. Ho trascorso l’adolescenza, studiando nei seminari francescani di Ascoli Satriano (FG) e Castellana Grotte (BA) e conseguendo nelle scuole pubbliche statali i Diplomi di Maturità classica e Abilitazione magistrale. Fin dall’infanzia e fanciullezza avevo una particolare predilezione per le poesie di Pascoli e Leopardi, che amavo recitare ed emulare, componendo semplici versi. Nella giovinezza iniziavo a comporre le mie prime Liriche poetiche, che tenevo per me e non mostravo a nessuno. Nel 1968, il mio primo impatto con il pubblico, quando ebbi la fortuna di partecipare come novello poeta “dilettante” alla 1° trasmissione radiofonica “La Corrida” di Corrado, dove misi in evidenza la mia vena poetica.

2. HAI LAVORATO COME GIORNALISTA. QUANTO TI HA AIUTATO ?

Ho iniziato a svolgere la mia libera attività giornalistica “freelance”, cioè come corrispondente collaboratore esterno fin dal 1963, ancor prima di dedicarmi alla didattica nelle scuole statali italiane, attività che mi ha aiutato in maniera consapevole ad allargare gli orizzonti lavorativi e culturali e ad immigrare, nel 1966, a Stuttgart in Germania, subito operaio in fabbrica, in seguito studente di Inglese e Tedesco alla “Berlitz Schule” e docente nella scuola primaria tedesca. Intanto continuavo instancabilmente a lavorare e studiare, rientrando in Italia a Torino, dove lavoravo in fabbrica a Beinasco (TO) e poi nella città capoluogo ero insegnante di scuola primaria statale come ausiliario post scolastico. La svolta in campo didattico è avvenuta, nel 1972, quando avendo vinto il concorso pubblico in provincia di Bari, fui assunto in ruolo nella scuola primaria italiana, prima in classi comuni e dopo inserito nella graduatoria di lingua straniera, con l’idoneità all’insegnamento in qualità di docente specialista di Inglese. La mia collaborazione giornalistica non è cessata, in quanto tutt’ora lavoro per testate italiane ed estere, nazionali e regionali. Ad essa si aggiunge l’attività di traduttore e critico letterario-artistico, che esercito presso case editrici italiane e straniere. Da docente sono in pensione dal 2008, mentre come consulente tecnico-didattico nel MIUR sono ancora in servizio ausiliario volontario, senza vincoli giurisdizionali.

3. C’E’ LA POSSIBILITA’ PER UN ESORDIENTE POETA DI DIVENTARE FAMOSO, OGGI ?

Così com’ è strutturata la società consumistica odierna, è una poossibilità remota non solo di emergere, ma anche di affermarsi nel complesso mondo editoriale, soprattutto di quello poetico, perchè la legge del libero mercato non la consente, in quanto la poesia lirica sul piano della vendita non ha sbocchi concreti, come la narrativa romanzesca. Il poeta è molto amato, ma non apprezzato come il romanziere affermato, che vende milioni di copie di libri. In tutta onestà, solo la passione per la poesia mi sorregge e mi tiene ancora a galla nel mare agitato del mercato librario.

4. FONTI DELLA TUA ISPIRAZIONE.

La mia prima ispirazione poetica è scaturita dal mio animo particolarmente sensibile come acqua sorgiva, nella scuola tradizionale, civile e religiosa, dove maestri semplici ed umili, ma abili e preparati mi hanno trasmesso con francescana pazienza l’amore sviscerato per la poesia lirica, insegnandomi a declamare i versi pascoliani, carducciani e leopardiani. I veri autentici ispiratori delle mie liriche poetiche sono stati i grandi poeti europei del Romanticismo, che hanno infuso e distillato nel mio nobile cuore sentimenti forti di malinconica ritrosia verso le ingiustizie e storture sociali, che colpiscono in modo vergognoso le classi più deboli e indifese a vantaggio delle caste politiche e bancarie privilegiate.

5. LE TUE POESIE A SFONDO SOCIO-POLITICO.

Sono un poeta che sogna ad occhi aperti e si batte aspramente per una società giusta ed una classe politica onesta. Da tali presupposti hanno origine le mie pungenti poesie socio-politiche, che denunciano, senza timorosi cedimenti e con risoluto coraggio, agli attenti lettori il “puzzolente” putridume sociale e politico, che esala dai “palazzi” del potere, dove la corruzione è diventata una regola di vita. Dalle mie rimostranze poetiche emergono i gravi mali che affliggono l’umanità: il connubio mafia-potere politico, l’arroganza dei poteri, le caste privilegiate, le guerre fratricide, la fame nel mondo.

6. DI CHI SONO “GLI OCCHI DELL’AMORE” (immagine di copertina dell’ultimo libro) ?

Appartengono alla mia figlia secondogenita Francesca Angela, che si è prestata novella mamma con una sua foto dallo sguardo dolce. Alla sua rispettiva figlia neonata Carol di circa 9 mesi ho dedicato la silloge poetica e la seconda poesia “Amore di nonno (a Carol)”, dopo quella iniziale “I dolci occhi dell’amore”, che è anche il titolo dell’intera raccolta di n.50 Liriche poetiche, dedicate all’amore. Colgo l’occasione per annunciare che sto preparando un’altra silloge poetica, intitolata “Sulle vibranti ali del cuore”.

7. QUALI SONO LE TEMATICHE CHE PREDILIGI ?

Nel giornalismo etico-sociale preferisco informare e dibattere con l’opinione pubblica sugli spinosi problemi sociologici, in modo particolare quelli riguardanti l’emarginazione socio-culturale e l’alienazione pseudo-mentale. Nella lirica poetica d’avanguardia ho la propensione psichica ad approfondire in versi cromatici ed iconici l’ideale dell’amore in tutte le sue sfaccettature e sfumature etico-religiose.

8. VIZI E VIRTU’ DELLA RETE.

Internet, come ogni organismo di rete mediale, è un’arma a doppio taglio per le giovani generazioni, che può aiutare ed essere stimolante nello scambio socio-culturale (il divenire virtuoso) o danneggiare con le amichevoli relazioni insidiose e pericolose (il diventare vizioso). I vizi sono sono per lo più latenti e multiformi e si celano nel sottobosco del social network come serpenti velenosi, quali tossicodipendenti, omosessuali, pedofili, pervertiti, stupratori. Le virtù sono i grandi valori intrinsechi della rete globale, che è un vasto serbatoio di cultura per studenti ed un formidabile motore di ricerca enciclopedica per autori e produttori emergenti ed affermati, nel diffondere le loro opere artistiche e nel farsi conoscere a tutti i livelli nel mondo intero.

9. UN INCONTRO…ECHI DA INTERNET…

Un incontro del tutto virtuale, ma per me importante a livello produttivo e divulgativo è stato senza dubbio quello con l’attiva collaboratrice della Rupe Mutevole Edizioni, Dott.ssa Federica Ferretti, che mi ha rilanciato con rinnovato entusiasmo nel mondo difficile dell’editoria, stimolandomi alla pubblicazione dell’ultimo libro poetico I DOLCI OCCHI DELL’AMORE, alla quale sono grato per avermi voluto nella sua grande famiglia abruzzese di estimatori( mi riferisco al fatto che ha anchedivulgato presso giornali abruzzesi, le mie interviste.)
Un altro incontro non meno rilevante ma personale, avvenuto tramite la rete internet, è stato quello (sono orgoglioso di dirlo) con la poetessa Tina Piccolo, organizzatrice di eventi artistici internazionali, che ha apprezzato il mio inimmaginabile Curriculum culturale e segnalato ad una platea europea e mondiale.

10. PROGETTI PER IL FUTURO.

Ho in programma una nuova silloge poetica, dal titolo “SULLE VIBRANTI ALI DEL CUORE”; un libro di saggi sociologici, già pubblicati su vari giornali, intitolato “PETALI DI ALABASTRO”; un romanzo a carattere autobiografico “L’ARDENTE GIOVINEZZA”.




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