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Intervista all’autrice MARIA LUCCI

Per la straordinaria  serie di interviste realizzata direttamente dallo Stand T53, Rupe Mutevole Edizioni, presso il Palacongressi Eur, dove si è svolta anche quest’anno la pregiata manifestazione Più Libri Più Liberi, raccontiamo oggi il mondo di Maria Lucci, la sua “Anima Divelta”, presentato  a Roma, al Centro “ Aldo Fabrizi” , al cospetto di personaggi come Paola Gagliarone, che tiene un laboratorio di scrittura creativa in Rai.  Per essere poi “raccontato” in Abruzzo, a Borrello, in provincia di Chieti, dal Prof.  Donato Di Luca, dove sono ancorate le radici dell’Autrice…

F.F  Il  suo  percorso letterario.

Maria Lucci: Ho iniziato a scrivere che avevo circa vent’anni,  in maniera naturale. Le prime sono nate in un momento in cui  ero ritornata al mio paese d’origine, in Abruzzo. Ho avuto una particolare folgorazione , dato che avevo visto una particolare luce che inondava la casa al tramonto, e quindi dall’atmosfera della casa ormai paterna nella quale avevo vissuto la mia infanzia. Da lì, ho continuato anche quando sono venuta a roma, all’Università. Poi, c’è stato un black-outin cui ho vissuto a mia vita di donna. Dopo la morte di mio padre, sono stat assorbita dal quotidiano, ma rincominciavo a sentire l’esigenza di esprimermi.

F.F. Perché la poesia?

Maria Lucci : Mi piace molto il lavoro di ricerca sulla parola, di ricerca di uan parola che deve evocare ma non equivocare. Per questo è un lavoro di ricerca molto profondo, che può nascere anche da un parola ascoltata in strada e attorno cui costruisco un mondo corrispondete, che nasce  da e intorno a quella parola. A volte, può essere una luce,  un suono, un profumo.

F.F. Ci spieghi il senso del titolo?

Maria Lucci: Ho scelto la parola “Anima”, perché dà il senso della profondità ed intimità, ma anche serenità pacatezza, equilibrio, mentre l’aggettivo “Divelta”dà il senso della mia inquietudine, di qualcosa che sovverte, esplode, ma che ritrova un equilibrio nella scrittura, nella poesia.

F.F. Esprima il suo universo emotivo…

Maria Lucci: Il mio universo emotivo è espresso dalla foto di copertina,  che è stata  realizzata da me, un quaderno comperato a Praga che simboleggia il viaggio, sassi raccolti sulle spiagge, dalle forme più variegate, che io appunto colleziono.  Inoltre ci sono conchiglie grandi e minuscole sempre raccolte al mare, che è un grande ispiratore, perché per me rappresenta la possibilità di qualcosa che possa arrivare, il centrino realizzato da mano femminile, come nella nostra tradizione, che evoca un passato antico, roselline e melograni conservati direttamente dal mio balcone.

F.F. Una delle poesie che preferisce.

Maria Lucci: Di certo, si tratta di “ Invito al viaggio”,  che richiama Baudelaire,  in cui si evoca un’ atmosfera evanescente, di orizzonti lontani e di capacità riprendere sempre il mare, la strada, malgrado le cadute e le incertezze.




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