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Intervista alle autrici Silvia Casini e Lara Cove

Dall’incontro tra una caporedattrice e una lit-blogger è nato un libro, “Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno” edito da Edda Edizioni. Conosciamo meglio le due autrici: Silvia Casini e Lara Cove (alias La Ragazza con gli Occhi Verdi).

 

 

Raccontereste ai nostri lettori come è nata la vostra passione per la scrittura e quali le maggiori soddisfazioni che vi ha dato?

Silvia: Da che ho memoria, scrivo da sempre… Con il passare degli anni, poi, la scrittura non è diventata solo un semplice passatempo, ma un vero e proprio lavoro. Dopo aver lavorato nel settore cinematografico con diverse realtà filmiche, sono approdata nelle redazione della rivista di cinema, moda e attualità StarsSystem.tv, di cui attualmente sono il caporedattore. Collaboro anche con Youmovies.it, DirettaNews.it e CheDonna.it. In pratica, sono un’appassionata di cinema, una divoratrice di libri e ho un enorme vizio: scrivo dappertutto… sempre. La soddisfazione più grande? Scrivere libera il mio Io più profondo. Uso ogni lettera dell’alfabeto per premere contro la vita, contro la trafittura di cuori e luoghi visitati e dimenticati. Nel silenzio, con la penna in mano, riesco a sentire le mie tante voci, e tutte quelle parole che fanno leva sul dente che batte, sulla lingua che tace. È il mio modo per migrare altrove, in un’altra terra, in un altro impasto di anima.

Lara: Se devo essere sincera, anch’io scrivo sin da piccola… Probabilmente, siamo affette dallo stesso morbo. Tempo fa, avevo un blog che poi ho chiuso in un momento di puro raptus, dove a causa di un amore finito male, ho deciso di cambiare totalmente vita e chiudere definitivamente con il passato. Così, mi sono trasferita in un’altra città, ho rinnovato il parco amici, ho trovato un nuovo lavoro e ho riaperto un altro blog (quello attuale si chiama “Magia e altri amori”). Per me, scrivere è un sortilegio, una missione. È il mio profumo. Mi sciolgo sempre in mille parole e sai perché? È semplice… Quando finisco di scrivere l’ultima lettera, nel riquadro oro dell’ora tarda, l’orizzonte circonda le mie mappe, come un grido di sirena. Scrivere significa adempiere all’obliquo che c’è in me. Significa indovinare il mio dolore. I bivi d’incastro, le curve di sgretolamento, i cuori inceneriti, il sottosuolo di certe radici logore, così come certe ferite non si estingueranno mai, nemmeno in cento racconti. Tanto vale, prendere una penna e un foglio e godersi il momento: lo smarrimento prodigioso, il sollievo improvviso, il silenzio del rumore di fondo e il tonfo organico delle parole liquide.

Volete parlarci del libro che avete pubblicato “Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno”?

Silvia: Certe atmosfere ricordano gli spazi essenziali e nitidi di alcune narrazioni cinematografiche, perché le storie si nutrono di film, di teatro, di libri, di arte contemporanea. È un non luogo, un crocevia dove si addensano significati, parole e valori, quasi a ricordare un caffè letterario vintage, dove gustare attimi e vita. Il libro, di per sé, è uno scontro tra Bene e Male in stile di micro-narrativa, dove la parola amore è audacemente accostata a addio, a cenere e alla più crudele di tutte, ovvero a infelicità. È grazie alla copertina che si comincia a intuire perché. C’è qualcuno, di assolutamente imprevisto, che sfila via a Cenerentola la sua carrozza… È quasi mezzanotte e i sogni, il destino e i desideri non potranno più realizzarsi. O forse, sì…

Lara: Si tratta di un’opera che rivela un delitto invisibile, quello dell’anima, che avviene pagina dopo pagina. La Strega, il Profeta, il bambino magico, la ragazza perdibottoni, il bandito, la sirena senza tasto, ecc. sono solo alcuni dei personaggi, che fanno capolino nel libro. Ognuno di loro ha un mondo. Ognuno di loro ha le sue ferite, i suoi slanci di felicità. E ognuno di loro è legato da un filo: quello del cuore.

Come è nata questa vostra collaborazione?

Lara: Dopo la mia trasformazione a 360°, il fato mi è venuto incontro e un giorno ho ricevuto una chiamata da una redazione che mi offriva un lavoro: curare una rubrica all’interno di un magazine di moda, cinema e attualità. La testata in questione era StarsSystem.tv e lì ho conosciuto la caporedattrice, Silvia per l’appunto, e un giorno si è messa a raccogliere tutti i post-it che avevo lasciato in giro con frasi più o meno sconnesse. Le ha trascritte, editate e le ha inviate, assieme a tutti gli appunti scritti durante i nostri viaggi in treno, a una casa editrice. È così che è nato il libro…

Silvia: Vero… Siamo molto affini. Al di là dell’aspetto professionale, abbiamo instaurato una bella e profonda amicizia. In fondo, non è stato molto difficile: abbiamo la stessa natura solitaria, la stessa passione per le macchine da scrivere vintage, per gli inchiostri, gli alambicchi e le ceralacche. Siamo due portatrici sane di storie, di universi antichi, ma pur sempre vivi.

Un titolo particolare. Perché questa scelta? 

Silvia: Il nome è molto semplice… Nel 2012, Lara ed io viaggiavamo spesso in treno e scrivevamo per svariate ore sui nostri taccuini. Ci muovevamo per motivi di lavoro e ci rintanavamo nei nostri pensieri. Scrivere ci aiutava a vivere, a sentirci piene in un mondo che corre sempre veloce.

Lara: Come avrai notato, riecheggia il titolo di un noto film di Jon Avnet, ma se esiste un nesso con il film “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno” è solo per assonanza, e per il tema trattato, ovvero l’amicizia e l’amore come cura contro le insidie del vivere moderno. E se proprio devo dirla tutta, il libro parla di amori impossibili, di bashert, di incastri del destino, e potrebbe essere letto con una colonna sonora di sottofondo, magari la stessa della pellicola. La trovo perfetta! Il brano “What becomes of the brokenhearted” di Jimmy Ruffin, a mio avviso, potrebbe amplificare il contesto e dare ai sentimenti espressi da ciascun personaggio la giusta misura, il giusto respiro.

Qual è stato il percorso che vi ha permesso di pubblicare questa vostra prima opera?

Lara: Su questo, può assicurare maggiori dettagli Silvia…

Silvia: In pratica, ho mandato tutti i nostri testi a una casa editrice di Roma. Poi, c’è stata l’attesa e infine è giunto l’esito positivo, a cui, poco dopo, è subentrato il contratto di edizione. In sostanza, l’iter è stato quello comune a tutti gli aspiranti scrittori. Quando l’editrice Daniela D’Agosto ci ha detto che le era piaciuto il nostro libro di pensieri e micro-racconti, siamo state molto contente. Inoltre, ci ha lasciato libere di scegliere la cover e, un giorno, mentre eravamo incollate davanti al pc per cercare quella perfetta, ci siamo imbattute nell’immagine di una zucca-carrozza che viene portata via da uno sconosciuto in bicicletta in un immenso campo di grano. Così, siamo risalite al fotografo che l’aveva scattata. Si tratta di Joel Robinson, un grafico canadese specializzato in surreal art. Lo abbiamo contattato, e dopo aver acquisito i diritti dell’immagine l’abbiamo presentata a Edda Edizioni, che ne è rimasta subito colpita. PauseCreative.net, poi, ha sviluppato il progetto grafico e devo dire che siamo molto soddisfatte. La foto s’intitola “Almost Midnight”, ovvero “Quasi Mezzanotte”, esattamente quello che accade a uno dei nostri personaggi, la Strega… Non riesce a realizzare il suo sogno d’amore. È una Cenerentola al contrario. Qualcuno, il caso o il destino, chissà… le sfila via la possibilità di essere veramente felice. Le portano via la sua personale zucca un minuto prima dello scoccare della mezzanotte.

Qual è, secondo voi, il pregio principale del vostro libro? E un difetto?

Lara: Non è un libro comune, e questo secondo me è un pregio e un difetto al contempo, perché non essendo “per la massa”, va da sé che ha uno stile non commerciale.

Silvia: Concordo in pieno con Lara. Il nostro è uno stile immaginifico… Volevamo coinvolgere e immergere il lettore in un universo di suoni e di immagini provenienti sia dall’esterno, quanto dall’interno dei personaggi… Ogni singola storia del libro appartiene a un episodio accaduto realmente. Tutti i personaggi descritti fanno parte della nostra vita: la Strega, il Profeta, il bambino magico, la ragazza perdibottoni, il bandito, la sirena senza tasto, ecc. Noi siamo loro e loro sono noi. Ti sembrerà scontato, ma non lo è. Quando ti ritrovi faccia a faccia con uno di loro, è come guardarti allo specchio, è come scavarti fin dentro le ossa. Significa percepire i tuoi mondi, digerirli. Vuol dire regalare all’universo tante minuscole parti di te. Significa scrivere della tua vita, per la tua vita. È un’arma a doppio taglio: una volta esposta, chiunque potrebbe ferirti con una parola.

Come vi siete sentite quando avete digitato l’ultima parola del libro?

Lara e Silvia: Libere… Il libro termina con un micro-racconto importante. Forse, siamo riuscite a fare quello che il destino non ha avuto il coraggio di portare a termine: consegnare tutte le lettere mai spedite della Strega. Le abbiamo restituito un pezzo di cuore, anche se sappiamo bene che è bravissima a fingere di non avere grandi ferite. Ma ha un grande pregio: accetta ogni verità e il marcio lo sputa come se fosse niente. A noi, invece, gli attimi di cruda necessità dovrebbero inviarceli da lontano. Quando ci incendiano dentro, ci feriscono con estrema noncuranza. Tocca al nostro istinto rimettere i cocci insieme. Tocca alla nostra sopravvivenza raccogliere i pezzi. Ai respiri, invece, spetta la parte più difficile: farci vibrare. Quando abbiamo messo l’ultimo punto, siamo state felice, perché abbiamo visto la Strega osservarci dalla finestra di un centro storico profumato di notte e di poesia, stretta nei suoi punti cardinali tracciati su una schiena dritta, disegnati nel palmo della mano dove stringe i nomi che contano, perché sono l’umore di un pezzo di mondo che confida in vendemmie migliori.

Ci sono scrittori contemporanei e non che apprezzate maggiormente e che vi hanno influenzato nello scrivere il vostro libro?

Lara e Silvia: La musica, i romanzi, il cinema, l’arte, sono le nostre fonti d’ispirazione. Leggiamo tanto, sempre, ma non abbiamo preso spunto dai grandi autori contemporanei per comporre l’opera. Amiamo Don De Lillo, Philip Roth, David Foster Wallace, Peter Cameron, Calvino e tanti altri. Siamo anche onnivore della letteratura classica. A dire il vero, i nostri personaggi hanno la stessa solitudine e lo stesso carisma di quelli tratteggiati dall’artista tedesca Catrin Welz-Stein che lavora prettamente in digitale, creando figure oniriche e surreali. Si tratta di composizioni molto particolari realizzate con college di vecchie foto o illustrazioni. Attualmente, vive e lavora in Malesia e crea delle vere e proprie opere fantastiche ispirate alle favole, al folklore, al Medioevo e all’Art nouveau, che si trasformano in storie dal sapore nostalgico, romantico, etereo e malinconico. Qualcosa che si avvicina di più al mondo dei sogni, che alla realtà, proprio come i nostri personaggi.

Progetti per il futuro?

Lara e Silvia: A Dicembre, faremo la presentazione del libro presso il salotto letterario di Edda Edizioni a Roma in via Muzio Scevola 23. Per quanto concerne il lato letterario, qualche mese fa, abbiamo inviato un altro libro a una casa editrice di Torino… E ora, siamo di nuovo in attesa. Nel frattempo, andiamo in giro con una penna sempre a portata di mano, perché non è mai tardi per scrivere parole vive nell’aria, spalancare le braccia e precipitare. Nel caos. Nella meraviglia. Nella consapevolezza. Nella grazia. Nell’amore.

Grazie per la vostra disponibiltà.

Invito tutti a visitare il loro sito  http://microraccontistrampalatiallafermatadeltreno.over-blog.com/

 

 




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