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Intervista allo scrittore MATTEO DERACO

Oggi ho il piacere di presentarvi con questa breve intervista Matteo Deraco, scrittore emergente ed autore del libro “Vita, morte, miracoli di un uomo qualunque”.

 

Benvenuto nella nostra rubrica. Presentati ai nostri lettori chi c’è dietro lo scrittore Matteo Deraco?

Dietro lo scrittore Matteo Deraco c’è il Matteo Deraco uomo, che è praticamente lo stesso uomo del romanzo, con le stesse gioie e dolori e salti mortali quotidiani per arrivare ad un punto di equilibrio. A distanza di un anno dall’uscita del romanzo ci sono semplicemente altri modi di affrontare la strada, a volte, sicuramente sono migliori poiché con il tempo acquisisci nuovi strumenti per affrontare le cose, a volte sono peggiori, poiché il tempo e i passi già fatti ti pongono di fronte a nuove sfide.

Com’è stato il tuo approccio al mondo della scrittura?
Ho sempre considerato la scrittura come un modo per tirare fuori dei pezzi di me o per esternare e cercare di fissare emozioni e stati d’animo. Ho iniziato abbastanza presto e quindi, col passare del tempo, ho trovato la mia strada per scrivere le cose che volevo scrivere nella maniera, per me, migliore.
E’ stato spesso utile, lo scrivere, perché quando hai un po’ di cose dentro non riesci ad analizzarle per quelle che sono, sono sempre filtrate da mille membrane, invece quando ce le hai li su un foglio le vedi in maniera più distaccata, più critica.

Un libro che ti ha cambiato la vita?
Per ora no, anche se mi ha messo di fronte a me stesso. Il continuo contatto con i lettori o gli addetti al lavoro è sicuramente uno stimolo a confrontarti con te stesso, ti sprona costantemente a rivedere tante tue convinzioni, opinioni e certezze. C’è sempre un punto di vista di verso.

“Vita, morte, miracoli di un uomo qualunque” è il titolo del tuo romanzo autobiografico, cosa ti ha spinto a scriverlo?
Forse la cosa che mi ha spinto a scrivere questo libro è stato il dover fare un bilancio con il Matteo di qualche tempo fa. C’è bisogno di mettersi seduti ogni tanto, di fronte ad uno specchio, e vedere quello che va e che non va. E la prima cosa da fare è vedere cosa va e cosa non va dentro di noi. Per cui questo libro è una sorta di testamento del vecchio Matteo. E ogni tanto mi serve rileggerlo perché mi ricorda di non stancarmi di tentare, di non addormentarmi su me stesso, ma di continuare a camminare.

C’è una parte de tuo romanzo a cui sei particolarmente legato?
Forse la parte centrale, il viaggio, perché mi ricorda che solo armandosi di santa pazienza e una buona dose di coraggio si riesce ad uscire da certi momenti statici e stantii delle nostre vite. Bisogna sperimentare, per capire i propri limiti e le proprie voglie, certo richiede molta fatica, ma è anche molto appagante.

A che tipo di lettori credi sia più adatta la tua opera?
Ad un certo punto credevo si potesse rivolgere solo ad un pubblico giovanile, poi ho scoperto che molte persone, anche notevolmente più grandi di me, hanno apprezzato il mio scritto, e si sono riconosciute in determinate dinamiche che coinvolgono i loro figli o, più in generale, le generazioni successive alla loro.

Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare il tuo primo romanzo?
Ho inviato il romanzo alla casa editrice Sovera Edizioni, e dopo circa un anno ci siamo risentiti, per definire il tutto. E’ stata una bella sorpresa poiché non avevo inviato il manoscritto con l’aspettativa di diventare un autore da best seller, e quindi sono stato felice di poter pubblicare queste mie esperienze. In sostanza tutto quello che arriva è tutto nuovo entusiasmo per andare avanti.

Libri in formato cartaceo o e-book?
Assolutamente cartaceo! Sono un maniaco di libri. Esistono i maniaci di musica che hanno 3.000 cd originali, e i maniaci della carta stampata, come me.

Stai già lavorando al tuo prossimo libro?
Sì, ho iniziato il mio nuovo romanzo, ma sto scrivendo senza alcuna fretta, è sempre stato così. Ho una folgorazione inaspettata, poi ci rimugino sopra per 2 o 3 giorni, e alla fine la metto su carta. Di norma lavoro tutto in testa e poi passo alla scrittura. Sarà un romanzo diverso, scritto in maniera diversa, mi piace sempre pensare che il primo romanzo racconta ciò che c’è dentro di te, ed il secondo racconta quello che vedi intorno a te.

Ti ringrazio per la disponibilià ed un enorme in bocca al lupo per il tuo libro.




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