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Io, Clara…e le altre.


...una finestra sul mondo delle donne...uno spaccato di vita..la mia vita e quella delle altre.

Editore:
Albatros

Genere: Narrativa

Estratto:
<> mi gridò come al solito la vicina. In tanti mesi di buona
convivenza non aveva mai saltato un giorno..."urlare" il suo buongiorno era ormai un
rito.
Mi trascinai fuori dal mio giaciglio e mi costrinsi alle pulizie personali, erano due
giorni che non lo facevo, perchè l'acqua era fredda per via di un tubo rotto.
Ciabattando fino alle toilette dovetti fare la fila, guardai l'orologio sulla parete..le 8.
È si, era il volo da Milano, possibile che la gente non tenesse la pipì almeno un'ora?
Cavolo! Io la tenevo tutta la notte!
<> mi dissi.
Mi misi in un angolo, in attesa, ad osservare le donne che mi precedevano..almeno
quanto loro osservavano me.
Incrociai lo sguardo irritato di una vecchia zitella che, in quanto vecchia pensava
d'aver diritto a passare avanti e con un sorriso cinico non riuscii a trattenere i miei
pensieri: <non daremmo impiccio neanche nei bagni pubblici!>>
La signora fece spallucce come a voler sottolineare la sua più giovane età. Il resto
della coda si concluse in silenzio! Arrivato il mio turno, m'intrufolai nel bagno e mi
diedi una bella strigliata, (chissà che non sia oggi il giorno giusto) pensai.
Ne uscii linda come una signora appena fuori da una beauty farm. Mi diressi verso le
partenze, adoravo l'alzarsi in volo di quei bestioni, sembravano giocattoli lassù e
giganteschi uccelli quaggiù! Decollando insieme a loro, ripercorsi con la mente i
momenti che mi avevano portata davanti alle partenze! Mia figlia,una testa calda sin
dall'adolescenza, una tutta tatuaggi, piercing, fumo e sesso mi aveva chiamata
annunciandomi: <> ..Ricordando le sere
in cui rientrava ubriaca con un nuovo ragazzo e un nuovo tatuaggio o le sere in cui
l'avevo ritirata in qualche questura o la volta in cui l'avevo accompagnata ad
abortire..faticavo ad immaginarmela..comunque dissi: <felice!>> ci credetti. Intanto Claudia continuava a parlare e in quella valanga di
parole mi era parso pure di sentire il nome di lui: Hans. La prima volta che mia figlia
dava un nome ad un volto.
<bisogno di te, sai col lavoro!>>sentendo quella frase non capii più niente..i pensieri
velocemente si accavallavano..<bisogno di me!>>
Pochi accordi e tutta la mia vita che cambia, disdico l'affitto, luce, gas e
telefono..ritiro tutto in lavanderia e uso il servizio "seguimi" alla posta. Parlo e parlo
con tutti di mia figlia che sta in Germania e che c'ha una famiglia che mi viene a
prendere. Incontro, volutamente, la vicina antipatica per sottolinearle che pure IO
c'ho una figlia che mi cerca e in quel momento è la mia rivincita! Il mio dirle <per lei ci sono! Ha bisogno di me! Sono la sua mamma, ha,finalmente, messo la testa
a posto!>> E con fare arcigno le vomito addosso anni di umiliazioni subite, dai
malcelati sorrisetti ironici, alle chiacchiere sparse qua e la come se si parlasse
dell'ultima telenovela o, ancora,agli occhi nascosti nello spioncino a godere di quella
figlia disgraziata per fortuna non sua. In 30 minuti avevo riscattato una vita! E che
soddisfazione quando se n'era andata e l'avevo lasciata li...a bocca aperta con le buste
della spesa cadute dalla sorpresa! Mi chiamò ancora, Claudia, mi fece stare al
telefono ad ascoltare i gorgoglii del mio nipotino e mi fece sognare!
Appuntamento all'aeroporto. Sarebbero stati un solo giorno a Roma e poi via tutti e
quattro, avevo organizzato tutto, i miei ultimi residui di pensione li avevo usati per i
biglietti e per l'ultima giornata romana. Finalmente arrivò la mattina che doveva
essere la svolta della mia vita. Non avevo praticamente mai dormito, a girarmi nel
letto come un supplì, avevo infine deciso di uscire dalla "friggitrice", di far colazione
fuori e di andare all'aeroporto! <> mi dissi <posso riordinare le idee..dunque l'aereo dovrebbe arrivare per le 11>
In quelle due ore spulciai tutti i negozi del duty free e feci una corsa al gate quando
mi accorsi che era ora.. l'aereo portava mezz'ora di ritardo..conoscendo uno dei
passeggeri c'avrei scommesso che fosse colpa di Claudia! Eccolo! Tremavo come una
foglia, ma passai in rassegna tutte le famigliole che uscivano dalle porte
scorrevoli...erano anni che non vedevo Claudia..l'avrei riconosciuta?
Erano finiti. Man mano la folla in uscita s'era diradata e quando le porte si richiusero
definitivamente pensai d'aver sbagliato volo. Corsi ai cartelloni col foglio degli
appunti presi per telefono. Confrontai. Si era quello.
Andai agli uffici della compagnia aerea e mi feci dire se mia figlia era tra i
passeggeri. Alla risposta negativa, se magari la signora Claudia Rossi non si fosse
imbarcata sul volo seguente. Non c'era un volo seguente per almeno due giorni.
Raccolsi la mia delusione e mi diressi al primo telefono pubblico. Avevo una scheda
da 10 euro..sarebbe bastata? Composi quella serie interminabile di numeri e attesi..al
4o squillo una voce metallica mi diceva frasi incomprensibili. Rimasi in attesa del
"bip" per provare a lasciare un messaggio, ma fu impossibile. Alla fine di quel codice
morse cadeva la linea e alla fine mi arresi. Decisi di aspettare, ma intanto sarei dovuta
restare li! E in quella sala d'attesa conobbi Clara. Una valigia di ricordi sempre al
seguito e un sorriso aperto. Questa era Clara.

Acquisto:
Feltrinelli, Bol.it, amazon e naturalmente da me!;-)




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